Apre oggi, martedì 21 e chiuderà i battenti domenica 25, l’evento fieristico più importante al mondo per l’intera filiera dell’arredo e delle attrezzature per l’abitare, il Salone del Mobile.Milano con il corollario di show del Fuorisalone. Per le prenotazioni, i biglietti venduti, gli appuntamenti di business e per l’interesse a livello internazionale, anche l’edizione 2026 mantiene intatto il suo ruolo fondamentale di promozione della manifattura di un comparto. Un appuntamento milanese mai così atteso perché, a seguito dei dazi e delle guerre di Trump, l’export globale italiano del settore del mobile è sceso in gennaio del 13,1% secondo i dati del centro studi FederlegnoArredo. Un trend con due dati particolarmente preoccupanti: il -46,6% in Cina dopo il -4,7% del 2025 e il -28,5 negli Stati Uniti.
La Cina rallenta e perde export
Dopo anni ruggenti con crescite a due cifre dell’espansione sui mercati esteri, il made in China del mobile – temutissimo da tutti i paesi – da gennaio è in discesa, così come è in caduta anche l’import con l’Italia che comunque mantiene il primo posto tra i produttori europei. Pesano su questi dati negativi la pesante crisi immobiliare, dei consumi e il crollo delle rotte commerciali, con un rincaro costante dei costi. Ma, accanto all’allarme per il rallentamento dell’export italiano, si conferma comunque il grande interesse dei buyer per il made in Italy come Andrea Vaiani, direttore generale del Salone ha dichiarato a FIRSTonline, grazie agli arrivi record di operatori internazionali.
Accordi Sace in Cina per la ripresa
Mai come quest’anno diventano fondamentali le iniziative che rapidamente sono state avviate per recuperare le quote perse delle esportazioni, a partire dalla Cina. A favore del made in Italy Michele Pignotti, ceo di Sace, la società del Tesoro deputata al sostegno dell’export italiano e all’internazionalizzazione delle imprese, ha firmato di recente a Pechino e a Shanghai tre accordi strategici con importanti operatori e istituzioni cinesi. Pignotti ha siglato memorandum of understanding con Sumec Itc, Jinko Power Technology e Luli Wood, in settori chiave, tra i quali anche l’arredo. L’accordo con Sumec, società statale parte del gruppo Sinomach, punta a sostenere le esportazioni italiane per circa 300 milioni di euro.
Salone del Mobile, Vaiani: “Segnali migliori del previsto”
Abbiamo chiesto a Vaiani, alla immediata vigilia del Salone, se nonostante i recentissimi drammatici crolli dei voli e dei trasporti in genere, gli arrivi degli operatori abbiano registrato cadute significative.
Mesi fa si parlava di un totale già registrato di 250 buyer. Come è andata?
“Molto meglio del 2025 e del 2024, abbiamo infatti superato i 400 arrivi del 2024”.
Quindi alla domanda d’obbligo, come risponde per quanto riguarda il sentiment, con un voto da 1 a 10?
“Direi 8, ed è il consuntivo soddisfacente che ci arriva dai numeri dei biglietti e sostiene un cauto ottimismo…”
Sembra sicuro che il ripristino delle rotte commerciali e turistiche sarà molto lento e difficile. Cosa potrà aiutare soprattutto le Pmi del settore che costituiscono la grande maggioranza, a non perdere clienti e mercati?
“Il compito del Salone è non solo di rispondere alle nuove tendenze, ma anzi di anticiparle. Così abbiamo deciso di presentare già in questa edizione Contract, una importante iniziativa che va incontro alle esigenze e al lavoro di tante aziende italiane impegnate in questo settore. Che si svolgerà l’anno prossimo. Il contract, non dimentichiamolo, richiede tempi particolarmente lunghi per realizzare e portare a termine i contratti. E questo costituisce un problema, in tempi di crisi, per le aziende italiane dell’arredo, in gran parte di piccole e medie dimensioni”.
Quali settori dell’arredo italiano sono coinvolti nel Contract?
“Un po’ tutti. Essendo una piattaforma trasversale per progetti complessi rappresenta un approccio sempre più focalizzato su proposte integrate tra differenti tipologie. E questo riguarda l’hospitality, le grandi residenze, gli spazi di lavoro e pubblici”.
Anche il lancio di Raritas si inserisce in questo impegno per il made in Italy?
“È l’impegno per anticipare le tendenze; Raritas infatti è aperto a qualsiasi progetto e realizzazione di tirature limitate, di edizioni speciali, con esecuzioni personalizzate che caratterizzano da anni alcuni produttori italiani”.
Il Salone è diventato così e diventerà sempre di più il salone dei saloni. Quello che sembra “tirare” di più è Eurocucina. A parte ogni, forse banale, discorso sul design italiano, che cosa in realtà rende Eurocucina così attrattiva?
“Ed è attrattiva a livello mondiale, siamo arrivati a 23mila mq. Sarà davvero una grande Eurocucina anche perché quello che la rende unica è essere una sintesi completa, il binomio estremamente funzionale perché unisce i mobili cioè l’ambiente e gli elettrodomestici da incasso dello spazio Ftk, cioè le tecnologie più attuali dei grandi gruppi mondiali”.
Ci sono state defezioni in passato, anche quest’anno perché mancherà Electrolux. C’è qualche ritorno?
“Ci sono ritorni e in particolare uno molto importante, il gruppo Beko-Whirlpool con oltre mille metri quadrati di stand dove i visitatori troveranno un percorso avanzato per quanto riguarda il freddo e il lavaggio. Ftk sarà una rassegna fondamentale, imprescindibile per conoscere l’innovazione, la facilità d’uso, i nuovi materiali, il riciclo e soprattutto la gestione dei consumi, una esigenza di estrema attualità”.
Le grandi firme dei mobili per cucina pare che siano presenti con proposte straordinarie come Oltre di Carlo Ratti per Veneta Cucine. Lei che l’ha visto in anteprima, può sintetizzarci il mood di questa proposta della quale tutti stanno parlando e scrivendo?
“Oltre è il concept e prototipo di una cucina che entra nella natura. La sua forma segue la forma del terreno e della vegetazione circostanti, creando un nuovo tipo di ambiente domestico. Ma può essere installata non solo all’aperto, in un giardino, attorno a un albero, ma anche in ambienti interni”.
