L’integrazione tra Rai Way ed EI Towers deve attendere ancora un po’ per trovare la definizione: in una nota congiunta, Rai (65% di Rai Way), F2i (60% di EI Towers) e Mfe (40% di EI Towers) hanno comunicato la proroga al 15 giugno prossimo del Memorandum of Understanding fimato lo scorso 19 dicembre, già esteso il 26 settembre fino al 31 marzo 2026. La proroga è stata decisa “al fine di consentire completamento delle attività previste e di proseguire il confronto tra le parti”, dice la nota.
Il titolo Rayway in Borsa stamane è in rialzo dell’1,36%, in un Ftse Mib a +2,90%.
Già da alcuni giorni alcuni media parlavano della possibilità di un ritardo nelle trattative. A metà marzo, Il Sole 24 Ore aveva riportato che le trattative procedevano a rilento perchè restavano ancora alcuni punti da definire, che, secondo Websim riguardano soprattutto i rapporti di concambio, le valutazioni, la governance e la struttura finanziaria della combined entity, inclusi eventuali dividendi straordinari (temi di competenza degli azionisti) nonché l’armonizzazione dei rispettivi contratti Msa (Master services agreement) tra Rai e RWay e tra Mfe ed Eit.
“Il nostro target price di euro 7,7 (upside del 31% sui prezzi correnti) è la somma di un fair value basato su Dcf (Discounted cash flow) di euro 6,9, più euro 0,6/azione derivanti dalle sinergie con Eit (10% della base OpEx (Operating Expenditure) combinata e 5% dei Capex (Capital Expenditure)) e euro 0,3/azione legati ad attività di diversificazione” dice Websim che aggiunge: “Su base pro-forma la combined entity dovrebbe avere un rapporto debito netto/Ebitda (Earnings before interest, taxes, depreciation and amortization) di 2,3x a fine 2026 e, ipotizzando un re-leverage fino a 3,5x, potrebbe staccare un dividendo straordinario di circa euro 0,4 miliardi (circa euro 1,0/azione agli attuali azionisti RWay), consentendo a Rai di incassare circa euro 0,2 miliardi, a F2i circa euro 90 milioni e a Mfe circa euro 60 milioni. Dal canto suo, Mfe potrebbe incassare ulteriori euro 0,3 miliardi dalla monetizzazione della quota residua nella nuova entità”.
