La corsa dei carburanti non si ferma e il conto per automobilisti e famiglie continua a farsi più pesante. Benzina e diesel sono ancora in salita, mentre si avvicina la scadenza dello sconto sulle accise del gasolio, fissata al 5 settembre. Sul possibile impatto della fine dell’agevolazione arriva intanto l’allarme del Codacons, che parla di una situazione di emergenza e mette in guardia dal rischio di nuovi rincari e di un ulteriore aumento della spesa per il pieno. Il governo è al lavoro sulle prossime misure, ma nel frattempo i prezzi alla pompa continuano a crescere, in un quadro ancora condizionato dalle quotazioni internazionali del petrolio.
Benzina e diesel, prezzi ancora in salita: fare il pieno costa sempre di più
Secondo gli ultimi dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati a giovedì 3 settembre, il prezzo medio nazionale della benzina self service sulla rete ordinaria è salito a 2,039 euro al litro, contro i 2,027 euro del giorno precedente. Il diesel arriva invece a 2,147 euro al litro, dai 2,131 euro del 2 settembre, con un aumento di 1,6 centesimi in appena 24 ore.
Il conto è ancora più salato per chi fa rifornimento in autostrada, dove la benzina self service raggiunge una media di 2,124 euro al litro e il gasolio arriva a 2,221 euro, contro i precedenti 2,110 e 2,206 euro. Gli aumenti si fanno sentire direttamente anche sul costo del pieno: secondo l’Unione nazionale consumatori, in appena due giorni un rifornimento da 50 litri sulla rete ordinaria è diventato più caro di 85 centesimi, sia per la benzina sia per il diesel. In autostrada l’aumento arriva invece a un euro per la verde e a 85 centesimi per il gasolio.
A spingere i listini contribuiscono i nuovi ritocchi dei gestori, mentre sullo sfondo restano le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati. Il petrolio ha comunque rallentato: il Brent è sceso sotto i 95 dollari al barile, mentre il Wti si aggira intorno ai 90 dollari.
Diesel, lo sconto sulle accise scade il 5 settembre
A rendere ancora più delicata la situazione è la scadenza dello sconto sulle accise del diesel, che garantisce attualmente un beneficio complessivo di 17 centesimi al litro. Se la misura non venisse prorogata, dal 6 settembre il prezzo del gasolio potrebbe quindi aumentare ulteriormente, con un effetto immediato sul costo dei rifornimenti.
Secondo le stime dell’Unc, il diesel arriverebbe a 2,318 euro al litro sulla rete ordinaria e a 2,392 euro in autostrada. Una prospettiva che preoccupa anche il Codacons: senza una nuova proroga, l’associazione stima che il gasolio possa raggiungere 2,4 euro al litro in autostrada e superare i 2,3 euro sulla rete ordinaria.
La fine dello sconto si tradurrebbe, secondo il Codacons, in 8,50 euro in più per ogni pieno da 50 litri di diesel. L’associazione chiede quindi al governo di evitare una nuova stangata e contesta l’ipotesi di limitare gli aiuti alle sole fasce con Isee più basso o a chi utilizza l’auto per lavoro. Secondo il Codacons, infatti, il caro-carburanti colpisce trasversalmente i consumatori e pesa anche sul ceto medio, con effetti che vanno oltre le categorie considerate più fragili.
Governo al lavoro sulle prossime misure
La proroga dello sconto sulle accise rappresenta quindi il nodo più urgente. L’attuale misura è stata prorogata dal governo fino al 5 settembre, mantenendo il taglio di 17 centesimi al litro sul gasolio.
Parallelamente, l’esecutivo valuta una possibile revisione degli aiuti, orientandosi verso misure più selettive legate al reddito o alla condizione lavorativa, anziché mantenere un sostegno generalizzato alla pompa. Proprio questa impostazione viene contestata dal Codacons, secondo cui interventi limitati alle fasce con Isee basso o agli automobilisti che utilizzano l’auto per lavoro non sarebbero sufficienti a contenere l’impatto del caro carburanti.
Sul fronte dei consumatori, l’Unione nazionale consumatori propone invece una soluzione diversa: restituire agli automobilisti l’Iva aggiuntiva pagata tra marzo e agosto 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, anziché intervenire con ulteriori riduzioni delle accise.
Il governo dovrà dunque decidere in tempi stretti come intervenire, mentre benzina e diesel hanno già superato la soglia dei due euro al litro. La scadenza del 5 settembre rischia di tradursi in nuovi rincari sul gasolio proprio quando il costo dei rifornimenti è già elevato: senza una proroga, dal prossimo weekend il prezzo del diesel potrebbe avvicinarsi ai 2,4 euro al litro in autostrada, con un ulteriore aggravio per automobilisti e famiglie.
