Poste Italiane si è classificata al primo posto nella categoria Finanza dell’“Identity Corporate Index” (ICI) 2026 realizzato da ET.Group, l’indice che valuta il livello di integrazione dei criteri Esg (ambientali, sociali e di governance) nelle strategie e nei processi aziendali. Il gruppo si è inoltre posizionato tra le prime tre aziende della graduatoria generale, dietro a Hera e Prysmian.
I risultati dell’indagine sono stati presentati durante l’Esg Business Conference. All’edizione 2026 dell’indice hanno partecipato oltre 100 società, quotate e non quotate, tra cui più della metà delle aziende presenti nel Ftse Mib.
Cosa misura l’Identity Corporate Index
L’Esg Identity Corporate Index analizza il grado di integrazione dei fattori Esg nella governance aziendale, le politiche di remunerazione legate alla sostenibilità, la composizione dei board, la gestione degli stakeholder, la due diligence lungo la supply chain e la rendicontazione non finanziaria.
L’indice copre il 55% delle società del Ftse Mib e include anche una quota crescente di aziende non quotate, pari al 31% del campione complessivo. Tra le quotate, il 30% appartiene al Ftse Mib, il 39% al Fste Italia Mid Cap e il 26% al Ftse Italia Small Cap.
L’edizione 2026 ha inoltre posto particolare attenzione alla comunicazione della sostenibilità, valutando la capacità delle aziende di sviluppare una narrazione coerente e trasparente rispetto agli obiettivi Esg dichiarati.
I commenti
“Desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento per l’ottimo risultato ottenuto nella nostra ultima valutazione Esg – ha dichiarato il direttore generale di Poste Italiane, Giuseppe Lasco -. Per Poste Italiane essere confermati, ancora una volta, come azienda virtuosa rappresenta un importante vantaggio competitivo e un chiaro segnale di affidabilità per tutti i nostri stakeholder. Questo traguardo è il frutto dell’impegno e del prezioso lavoro di tutta la nostra squadra, a dimostrazione della reale attenzione all’ambiente, al benessere delle persone e alla creazione di valore sostenibile per le generazioni future”.
Cristian Fabbri, presidente esecutivo del Gruppo Hera, ha sottolineato la “coerenza e solidità” del percorso Esg, evidenziando il valore della continuità sul podio e la capacità di generare “valore condiviso” attraverso una governance strutturata. Per Prysmian, Cristina Bifulco ha richiamato il ruolo della strategia come parte della cultura aziendale, evidenziando la governance Esg come leva per trasformare la sostenibilità in “vantaggio competitivo”. Fabio Massoli (Cdp) ha evidenziato un approccio “pragmatico e concreto” all’integrazione Esg nelle scelte strategiche, orientato alla transizione e agli impatti di lungo periodo.
Per Bnl Bnp Paribas, Luca Ranieri ha sottolineato la crescente centralità dell’Esg nelle valutazioni degli stakeholder e l’importanza di un’economia “resiliente e inclusiva”. Yuri Santagostino (Gruppo Cap) ha evidenziato il ruolo della governance Esg nel rendere “credibili gli impegni e misurabili i risultati”. Erg, con Emanuela Delucchi, ha ribadito la solidità del percorso del gruppo e il riconoscimento come “top performer” nella sostenibilità globale. Federico de’ Stefani (Sit) ha richiamato una governance della sostenibilità “integrata nei processi aziendali”, capace di coniugare trasparenza e creazione di valore.
