Oracle chiude il primo trimestre dell’esercizio fiscale 2027 con ricavi record di 19,345 miliardi di dollari, in crescita del 30% su base annua, sia a cambi correnti sia a cambi costanti. È un’accelerazione significativa rispetto alla crescita della società tradizionale, sostenuta soprattutto dal cloud. I ricavi cloud sono infatti saliti del 62% a 11,607 miliardi, passando dal 48% al 60% del fatturato complessivo.
Il dettaglio evidenzia il cambio di mix del gruppo: Cloud 11,607 miliardi (+62%), Software 5,550 miliardi (-3%), Hardware 774 milioni (+15%) e Services 1,414 miliardi (+5%). La contrazione del software tradizionale riflette, secondo Oracle, la migrazione dei clienti dai sistemi on-premise al cloud.
Le infrastrutture cloud sono il vero motore
All’interno del cloud, l’infrastruttura rappresenta ormai il principale catalizzatore. I ricavi Cloud Infrastructure (IaaS) sono balzati del 121% a 7,4 miliardi di dollari, mentre il Cloud Applications (SaaS) è cresciuto del 10% a 4,2 miliardi. In termini di crescita a cambi costanti, IaaS ha segnato +120% e SaaS +10%.
Oracle ha inoltre consegnato 850 MW di nuova capacità nei data center nel trimestre. Dalla fine del quarto trimestre ha distribuito oltre 300.000 GPU ai clienti AI, quasi tre volte la capacità consegnata nel quarto trimestre fiscale 2026. Il dato conferma che la capacità infrastrutturale, più ancora del software, è oggi il vincolo e contemporaneamente il principale motore di crescita.
Profitti in forte accelerazione
La crescita dei ricavi si è trasferita anche sui risultati operativi. L’utile operativo GAAP è salito del 57% a 6,728 miliardi, con un margine del 35%, dal 29% di un anno prima. Su base non-GAAP, l’utile operativo è aumentato del 31% a 8,151 miliardi, con margine al 42%.
L’utile netto GAAP è cresciuto del 63% a 4,760 miliardi, mentre l’utile netto attribuibile agli azionisti ordinari è aumentato del 60% a 4,679 miliardi. L’EPS diluito GAAP è passato da 1,01 a 1,56 dollari (+55%); quello non-GAAP è salito da 1,47 a 1,92 dollari (+30%).
Interessante anche la dinamica dei costi: le spese operative complessive sono aumentate del 18%, a 12,617 miliardi, contro un +30% dei ricavi. Le spese cloud e software sono però aumentate del 77% a 6,4 miliardi, riflettendo gli investimenti necessari per sostenere l’espansione infrastrutturale.
Il backlog arriva a 664 miliardi
Il dato più importante per la visibilità sui ricavi futuri è il Remaining Performance Obligations (RPO), salito a 664 miliardi di dollari, in aumento di 209 miliardi rispetto a un anno prima. Nel solo trimestre Oracle ha sottoscritto oltre 30 miliardi di dollari di nuovi contratti AI cloud. La dimensione del backlog è pari a oltre 34 volte i ricavi trimestrali. È una massa contrattuale che offre una visibilità eccezionale sulla domanda, ma che implica anche la necessità di costruire rapidamente capacità fisica per trasformare i contratti in ricavi.
Il prezzo dell’espansione: 28,5 miliardi di capex
È qui che emerge il principale elemento finanziario da monitorare. Nel trimestre Oracle ha investito 28,499 miliardi di dollari in capital expenditure, contro 8,502 miliardi nello stesso periodo dell’esercizio precedente: un incremento di circa 20 miliardi in dodici mesi.
Il risultato è un free cash flow negativo per 5 miliardi di dollari, nonostante un record di 23,103 miliardi di cash flow operativo, contro 8,140 miliardi un anno prima. L’aumento del cash flow operativo è stato favorito anche dai prepagamenti dei clienti: i deferred revenues legati a contratti con significativa componente finanziaria sono aumentati di 11,363 miliardi.
Bilancio e raccolta di capitale
A fine agosto Oracle disponeva di 36,369 miliardi di dollari di liquidità, contro 31,289 miliardi a fine maggio. Gli asset complessivi sono saliti a 303,259 miliardi, da 261,759 miliardi. Il debito finanziario comprende 7,625 miliardi di passività correnti e 117,712 miliardi di debito non corrente, per un totale di circa 125,3 miliardi. Nel trimestre Oracle ha inoltre raccolto 19,909 miliardi netti attraverso il programma ATM di emissione azionaria, pari a circa 20 miliardi lordi annunciati dalla società.
Guidance: almeno 90 miliardi di ricavi
Per il secondo trimestre Oracle prevede una crescita dei ricavi complessivi compresa tra 30% e 34%, sia in dollari sia a cambi costanti. Il cloud dovrebbe crescere del 65%-71% in dollari e del 64%-70% a cambi costanti. L’EPS non-GAAP è previsto tra 1,85 e 1,93 dollari. Per l’intero esercizio fiscale 2027, Oracle ora indica almeno 90 miliardi di dollari di ricavi e un EPS non-GAAP di 8,10 dollari. Gli investitori sembrano aver apprezzato i risultati: nell’afterhours a Wall Street, il titolo Oracle si è immediatamente impennato dopo la pubblicazione della trimestrale, arrivando a toccare in pochi minuti il +7%.
