Alla fine festeggia l’Inter. Il Milan cade all’Olimpico contro la Lazio (1-0) e spreca l’occasione di riaprire davvero il campionato. I rossoneri restano a -8 dalla vetta quando mancano nove giornate e la sensazione è che questa possa essere stata la sliding door della stagione. La classifica recita: Inter 68, Milan 60, Napoli 59. La corsa al titolo si complica. E parecchio.
In zona Champions, invece, il colpo lo piazza il Como di Fabregas, che rimonta la Roma (2-1) nello scontro diretto, si riprende il quarto posto in solitaria e scavalca anche la Juventus di Spalletti. Un sorpasso pesante, che cambia gli equilibri nella volata europea.
Nelle altre gare di giornata accelera il Genoa di De Rossi, che passa 2-0 a Verona e vede la salvezza sempre più vicina. Prova di orgoglio del Pisa, che batte 3-1 il Cagliari e tiene viva la corsa. Vittoria esterna anche per il Bologna, che si impone 1-0 nel derby emiliano contro il Sassuolo.
Milan-Lazio: decide Isaksen
All’Olimpico basta un lampo. Lo firma Gustav Isaksen al 26’, approfittando di un lancio lungo di Marusic e di un errore di Estupinan prima di battere Maignan con il sinistro. È la rete che decide una partita sporca, intensa, a tratti nervosa. E che allontana il Milan dalla vetta: ora i rossoneri sono a -8 dall’Inter quando mancano nove giornate.
La Lazio costruisce il successo soprattutto nel primo tempo, con aggressività e verticalità. Nella ripresa, invece, è il Milan a fare la partita: alza il baricentro, aumenta il ritmo, crea occasioni con Pulisic e Fofana e trova anche il pareggio con Athekame, annullato dal Var per un tocco di mano. Allegri prova a cambiare inerzia inserendo forze fresche, ma la manovra resta confusa negli ultimi sedici metri.
Serata complicata anche per Rafael Leao. Il portoghese fatica a incidere, viene sostituito e lascia il campo visibilmente contrariato, rifiutando l’abbraccio dell’allenatore. Caso che Allegri prova subito a smorzare nel post gara: “Leao era un po’ nervoso perché ha avuto situazioni in cui poteva essere servito meglio, erano due possibili palle gol ed è rimasto arrabbiato. Sono cose che capitano in una partita importante che tutti volevano vincere”. Poi l’analisi della gara: “Sapevamo delle difficoltà. Nel primo tempo dovevamo essere più ordinati e non subire un gol così. Abbiamo sbagliato molto tecnicamente e concesso troppi contropiedi, più stasera che in tutto il campionato”.
Dall’altra parte Maurizio Sarri si gode una notte speciale, iniziata con la promessa mantenuta di andare sotto la Curva Nord per il saluto dei tifosi e chiusa con tre punti pesantissimi: “C’era un clima bellissimo, lo sarebbe stato anche senza risultato. Mi fa piacere aver dato ai tifosi anche la soddisfazione della vittoria. La squadra è sempre stata applicata, ma ultimamente mi sembra ci sia qualcosa in più anche dal punto di vista caratteriale. Non la ricorderò per il risultato, ma per le sensazioni che mi ha dato lo stadio”.
Il Como ribalta la Roma e si prende il quarto posto
Al Sinigaglia la festa è tutta del Como. Finisce 2-1 contro la Roma ed è una vittoria pesantissima che vale il sorpasso diretto e il quarto posto in solitaria, scavalcando anche la Juventus: 54 punti per i lariani, 53 per i bianconeri, 51 per i giallorossi che scivolano al sesto posto.
La Roma passa in vantaggio con un rigore di Malen dopo un errore in costruzione del Como, ma nella ripresa l’inerzia cambia. Douvikas firma l’1-1 sfruttando una disattenzione difensiva, poi arriva l’episodio che segna la partita: il secondo giallo a Wesley per un intervento su Diao. Una decisione che Gasperini contesterà duramente nel dopogara. Con l’uomo in più, la squadra di Fabregas alza il ritmo e trova il gol decisivo con Diego Carlos, bravo a ribadire in rete dopo una respinta non perfetta di Svilar. La Roma accusa il colpo e non riesce più a rientrare.
Ma è al triplice fischio che la tensione sale ulteriormente. Fabregas accusa Gasperini per il mancato saluto finale: “L’ho trovata una cosa antisportiva. Anche quando sono arrabbiato o penso di aver subito un torto, a fine partita stringo sempre la mano. È una questione di rispetto. Quando vedo un collega andare via senza salutare mi intristisco”.
Gasperini replica senza mezzi termini: “Wesley non commette fallo, si vede chiaramente. Non è la prima volta che il Como ha queste situazioni, sono anche un po’ cercate. Non stimo i loro comportamenti, in campo e in panchina”.
