Manovra 2026: conti che rischiano di andare in rosso con possibili pesanti ricadute sui servizi per i cittadini. Già ieri Comuni e Regioni, in audizione sulla legge di Bilancio in Senato, avevano lanciato un netto grido d’allarme. Una preoccupazione, quella espressa dagli enti locali, legata non solo ai tagli ma anche e forse soprattutto all’inserimento nella legge di bilancio dei Lep, i livelli essenziali delle prestazioni, per alcuni settori del welfare: di fatto un anticipo dell’autonomia differenziata. Nel mentre, la maggioranza lavora sui possibili correttivi alla manovra, in vista dell’avvio del percorso del testo in Commissione Bilancio al Senato la prossima settimana. Oggi invece è l’ultimo giorno di audizioni a Palazzo Madama. E a fare i conti alla legge di Bilancio sono stati, tra gli altri, Bankitalia, Istat, Upb e Corte dei Conti. Ecco cosa hanno detto.
Bankitalia
Manovra: ampia perdita sul potere d’acquisto
“Dal 2019 al 2023 c’è stata un’ampia perdita di potere d’acquisto del 10%, recuperata solo di 3 punti. In continuità con scelte già adottate negli ultimi anni, la manovra include interventi di sostegno al reddito delle famiglie. Si tratta di misure che, anche quando sono di natura temporanea, possono essere utili per sostenere il potere d’acquisto, che negli ultimi anni è stato colpito pesantemente dall’inflazione”. Lo ha affermato il vice capo del Dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia, Fabrizio Balassone, in audizione sulla manovra davanti alle commissioni Bilancio del Parlamento. “Gli interventi del periodo 2022-25 hanno, in effetti, più che compensato l’impatto negativo del drenaggio fiscale e dell’erosione dei trasferimenti. Il recupero dei redditi familiari – aggiunge – tuttavia, non può essere perseguito solo con interventi fiscali; deve fondarsi su un efficace sistema di contrattazione e, in ultima analisi, sull’aumento della produttività”.
Manovra: focus sulle pensioni
Sulle pensioni “sicuramente sarebbe meglio non toccarlo troppo questo meccanismo di adeguamento”, ha detto ancora Balassone replicando a una domanda sulle pensioni in manovra. “C’è un problema di equità generazionale – ha osservato – e abbiamo questo aumento di spesa che può complicare e molto la gestione della finanza pubblica”.
Manovra: le tasse sulle banche
“Le ripercussioni degli interventi sulla posizione patrimoniale del complesso degli intermediari appaiono contenute. Il sistema bancario italiano è nell’insieme solido, ben patrimonializzato e oggi tra i più redditizi d’Europa. I rischi di credito restano limitati, grazie anche alle buone condizioni finanziarie delle imprese. In generale, sarebbe opportuno evitare il ripetersi frequente di inattese modifiche della tassazione“, ha proseguito Balassone a proposito della “tassazione degli intermediari finanziari e delle assicurazioni”.
Manovra: i redditi delle famiglie
Si può stimare che complessivamente le misure della manovra a sostegno del reddito delle famiglie “non comportino variazioni significative della disuguaglianza nella distribuzione del reddito disponibile equivalente tra le famiglie”, ha sottolineato Balassone. La riduzione dell’aliquota dell’Irpef per il secondo scaglione di reddito favorisce i nuclei dei due quinti più alti della distribuzione, ma con una variazione percentualmente modesta del reddito disponibile. Gli effetti dei principali interventi in materia di assistenza sociale si concentrano invece sui primi due quinti delle famiglie e sono anch’essi modesti”, ha spiegato.
Istat
Manovra e taglio Irpef: 85% risorse a fasce alte
Il taglio dell’Irpef previsto in manovra “coinvolgerebbe poco più di 14 milioni di contribuenti, con un beneficio annuo pari in media a circa 230 euro. Le famiglie beneficiarie sarebbero circa 11 milioni (44% delle famiglie residenti) e il beneficio medio di circa 276 euro (in ogni famiglia ci può essere più di un contribuente)”. Lo ha sottolineato il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, nell’audizione di fronte alle commissioni Bilancio di Senato e Camera. “Ordinando le famiglie in base al reddito disponibile equivalente e dividendole in cinque gruppi di uguale numerosità – ha proseguito – emerge come oltre l’85% delle risorse siano destinate alle famiglie dei quinti più ricchi della distribuzione del reddito: sono infatti interessate dalla misura oltre il 90% delle famiglie del quinto più ricco e oltre due terzi di quelle del penultimo quinto. Il guadagno medio va dai 102 euro per le famiglie del primo quinto ai 411 delle famiglie dell’ultimo. Per tutte le classi di reddito il beneficio comporta una variazione inferiore all’1% sul reddito familiare”.
Upb
Manovra: Pil Italia sotto livello Ue
“La manovra si inserisce in un contesto che continua ad essere piuttosto complesso, c’è una prospettiva di rallentamento della congiuntura internazionale che influenza le prospettive di crescita per l’economia italiana, che sta crescendo relativamente poco: il terzo trimestre è sostanzialmente stabile e le prospettive per quest’anno sono di un acquisito allo 0,5%, quindi una crescita che è al di sotto del livello medio nell’Ue”. Lo ha detto la presidente dell’Upb Lilia Cavallari in audizione sulla manovra alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. “Le previsioni crescita su cui si innesta la manovra sono state validate dall’Upb che ha sottolineato come i rischi siano prevalentemente orientati al ribasso”, ha aggiunto.
Manovra: focus sul taglio Irpef
La riduzione di due punti di aliquota Irpef “riguarderà poco più del 30% dei contribuenti (circa 13 milioni, che sono oltre i 28.000 euro di reddito), determinando a regime una riduzione di gettito Irpef di circa 2,7 miliardi, cifra leggermente inferiore a quanto riportato nella Relazione tecnica”, ha continuato Cavallari. “Circa il 50% del risparmio di imposta va ai contribuenti con reddito superiore ai 48.000 euro, che rappresentano l’8% del totale”, aggiunge, precisando che “il beneficio medio è pari a 408 euro per i dirigenti, 123 per gli impiegati e 23 euro per gli operai; per i lavoratori autonomi è di 124 euro e per i pensionati di 55 euro”. Per quanto riguarda la compensazione dei benefici sui redditi elevati (sopra i 200mila euro) “riguarderà circa un terzo” della platea, 58mila contribuenti – ha spiegato – dal momento che “la platea è già interessata da precedenti diposizioni: in media il taglio di detrazione per questa fascia è di 188 euro, al di sotto del 440 che è il massimo beneficio della misura”.
Manovra marginale su evasione, rischi da rottamazione
“Sebbene la propensione a evadere stia diminuendo, il fenomeno dell’evasione è ancora molto ampio (circa 100 miliardi nel 2022) e il disegno di legge di bilancio interviene solo marginalmente sul fenomeno”, ha evidenziato Cavallari. “La reiterazione di misure di definizione agevolata dei carichi pendenti ha contribuito a rendere l’assetto della riscossione coattiva sempre più variegato e complesso con dubbi esiti in termini di incassi. Non sembra, inoltre, che esse abbiano inciso in maniera significativa sulle inefficienze della riscossione coattiva. Vi è il rischio – ha avvertito l’Upb – che l’introduzione ripetuta di forme di definizione agevolata incida negativamente sulla tax compliance alimentando aspettative di future forme di agevolazioni e comportando, in prospettiva, una riduzione della riscossione ordinaria”.
Manovra: rischi per i bilanci sanitari regionali
La manovra “incrementa il finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard di 7,7 miliardi nel triennio, passando da un valore pari al 6,1 per cento del Pil nel 2026 al 5,9 del 2028. La spesa sanitaria corrente di contabilità nazionale, in rapporto al Pil, è prevista al 6,6 per cento nel 2026 e scenderebbe al 6,5 dal 2027. La diversa dinamica del finanziamento ordinario e della spesa, pur non direttamente riconducibile al disavanzo del Servizio sanitario nazionale (Ssn), potrebbe segnalare difficoltà crescenti per i bilanci dei Servizi sanitari regionali”, ha affermato Cavallari.
Manovra: su Isee elementi di iniquità, priorità con casa di proprietà
La modifica della franchigia sulla prima casa nel calcolo dell’Isee, “in assenza di una corrispondente modifica della franchigia prevista per i nuclei in affitto, appare come una scelta di policy ben definita in favore di specifici nuclei familiari e porta a una disparità di trattamento a sfavore di quelle famiglie che più hanno risentito della crescita dei prezzi nel mercato immobiliare. Si introducono così elementi di iniquità riconoscendo ai nuclei che vivono in abitazioni di proprietà, a parità di condizione economica e numerosità delle famiglie, una priorità nell’accesso alle prestazioni e maggiori benefici in termini di erogazioni, ove previsto”, ha rilevato Cavallari.
Manovra: criticità su detassazione aumenti salari
“La detassazione sugli incrementi retributivi da rinnovo dei contratti, sebbene risponda all’esigenza di contenere il prelievo sugli aumenti di reddito, presenta delle criticità”, ha detto ancora Cavallari. “L’intervento – ha spiegato – determina un differimento temporale del prelievo più elevato, senza risolverlo strutturalmente. D’altro canto, la riproposizione della misura lungo l’intero arco della vita lavorativa sarebbe difficilmente praticabile, oltre a richiedere nuove coperture. L’intervento determina significative disparità di trattamento poiché esclude dalla platea dei beneficiari contribuenti in situazioni reddituali analoghe”.
“Tali criticità – ha aggiunto – sollevano dubbi sull’opportunità di affidare a interventi ad hoc temporanei la correzione di criticità strutturali dell’imposta sul reddito derivanti dall’aver affidato al sistema fiscale obiettivi di sostegno ai redditi che sarebbero più efficacemente perseguiti con altri istituti”. “La platea di quanti avrebbero beneficio dall’imposta sostitutiva al 5 per cento sarebbe, secondo le simulazioni dell’Upb, di circa 2,1 milioni di lavoratori, con un risparmio d’imposta medio per contribuente pari a circa 208 euro”, conclude.
Manovra: non chiari gli obiettivi sui dividendi
“Non sono chiari gli obiettivi della modifica al regime di tassazione” dei dividendi “né in termini di razionalizzazione della tassazione di dividendi e plusvalenze intrasocietarie, né in termini di competitività nel sistema internazionale. Inoltre, il disegno di legge Bilancio non ha né rinnovato né sostituito l’Ires premiale introdotta solo per l’anno in corso dalla legge di Bilancio per il 2025. Dopo l’abrogazione dell’Ace disposta dal 2024 non sembra ancora delinearsi una revisione della struttura dell’imposta sulle società che disegni il nuovo incentivo agli investimenti previsto nella legge delega e che ristabilisca la neutralità delle fonti di finanziamento”, ha proseguito Cavallari. Nel complesso delle misure per le imprese l’Upb rileva che “hanno per lo più carattere transitorio”, mentre quelle “di natura permanente non appaiono riflettere un disegno organico e coerente con la legge delega sulla riforma fiscale”. Sul fronte degli incentivi, con il ritorno alla maggiorazione degli ammortamenti, “le imprese, a fronte di un accesso più semplificato all’agevolazione rispetto al credito d’imposta, potranno beneficiare dello sgravio in modo graduale e soltanto se avranno adeguata capienza fiscale e redditività. Ciò riduce l’efficacia dell’incentivo”, evidenzia l’Upb.
Corte dei Conti
Manovra: la norma su affitti brevi rischia di aumentare il nero
“La differenza di regime fiscale potrebbe incidere negativamente incentivando il fenomeno delle locazioni brevi non dichiarate“. Lo ha affermato Mauro Orefice, presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti in audizione sulla manovra commentando le misure della legge di bilancio relative agli affitti brevi, che alzano l’aliquota della cedolare secca dal 21 al 26 per cento.