Dopo settimane di polemiche è arrivato il via libera della commissione Bilancio all’emendamento alla Manovra sull’oro di Bankitalia. Le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengono al popolo italiano.
Lo annuncia il senatore della Lega e relatore Claudio Borghi. “È un momento molto importante, è una mia battaglia di 11 anni. Penso che sia una delle cose più importanti di questa manovra. Riaffermare il principio” che appartiene al popolo italiano ” ci riporta nella normalità”.
Cosa cambia con la Manovra
L’emendamento chiarisce ufficialmente il principio che le riserve auree non appartengono alla Banca d’Italia, ma sono un patrimonio pubblico di proprietà dello Stato e dei suoi cittadini. Una misura che inizialmente aveva suscitato allarme sia a Roma che a Francoforte, con la Banca centrale europea costretta ad intervenire per chiedere spiegazioni al ministero dell’Economia sulle finalità della proposta, invitando l’Italia a riconsiderarla.
“La proposta – ha spiegato Giorgetti – è volta a chiarire nell’ordinamento interno che la disponibilità e la gestione delle riserve auree del popolo italiano sono in capo alla Banca d’Italia in conformità alle regole dei Trattati”. In sostanza non cambia nulla: l’oro resta in capo alla Banca d’Italia, ma – viene chiarito – è di proprietà del popolo italiano.
“Credo che con questa definizione che introduciamo, stabiliamo un principio importante. Qualcuno dirà non ha alcun effetto, invece ha un effetto simbolico fondamentale che era giusto definire”, ha concluso Giorgetti.