Il credito si misura attraverso gli impieghi, la raccolta e gli indicatori di solidità. Ma per le Banche Popolari il ruolo nel sistema economico italiano passa anche dalla capacità di mantenere un rapporto diretto con i territori, sostenere le imprese e accompagnare famiglie e comunità locali.
È questa la fotografia che emerge dal Bilancio Sociale 2025 dell’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari, che analizza il contributo del Credito Popolare all’economia reale attraverso i principali dati di attività e il valore generato nei territori in cui opera. Un modello che, secondo Giuseppe De Lucia Lumeno, segretario generale dell’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari, non si esaurisce nella funzione creditizia: “Le Banche Popolari non erogano soltanto credito: costruiscono comunità, rafforzano reti di fiducia e trasformano la forza dei tanti in opportunità per ciascuno”.
La pubblicazione arriva in un anno particolarmente significativo per la Categoria. Nel 2026 l’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari celebra 150 anni di vita istituzionale, una ricorrenza che si intreccia idealmente con i 162 anni dalla nascita della prima Banca Popolare italiana, fondata a Lodi nel 1864, e con il percorso storico legato a Luigi Luzzatti, di cui nel 2027 ricorrerà il centenario della scomparsa.
Imprese e famiglie al centro del credito popolare
Il primo elemento che emerge dal Bilancio Sociale riguarda il ruolo del Credito Popolare nel finanziamento dell’economia reale. Nel 2025 gli impieghi complessivi hanno superato i 183 miliardi di euro, con una forte concentrazione verso il tessuto produttivo più diffuso del Paese. Quasi la metà degli affidamenti, il 49,2%, riguarda infatti finanziamenti fino a 500 mila euro, una fascia che comprende una parte rilevante delle piccole imprese e delle attività economiche locali. Un dato particolarmente significativo in un sistema produttivo come quello italiano, composto per circa il 99% da Pmi, che rappresentano quasi il 70% dell’occupazione nazionale e che necessitano di interlocutori capaci di accompagnarle anche nelle fasi più complesse del ciclo economico.
La vicinanza al mondo produttivo emerge anche dalle nuove erogazioni: nel 2025 la quota di finanziamenti destinati alle Pmi è risultata superiore di circa cinque punti percentuali rispetto al resto del sistema bancario.
Accanto alle imprese, il rapporto con le famiglie rappresenta un altro elemento distintivo. Gli impieghi destinati alle famiglie consumatrici raggiungono il 26,4% del totale degli impieghi delle Banche Popolari, contro il 16,5% registrato dal resto del sistema bancario.
La rete sul territorio resta un elemento distintivo
La dimensione locale rappresenta uno degli elementi caratterizzanti del modello popolare. Secondo il Bilancio Sociale, il 67,4% delle filiali del Credito Popolare si trova in Comuni con meno di 50 mila abitanti, una presenza che assume particolare rilevanza in una fase nella quale il settore bancario sta vivendo una progressiva concentrazione della rete fisica.
Nei piccoli centri e nelle aree periferiche, infatti, la presenza di una banca non rappresenta soltanto un punto di accesso ai servizi finanziari, ma anche un presidio di relazione con il territorio e con le attività economiche che lo compongono.
La connessione con le economie locali emerge anche dalla distribuzione dell’attività: oltre il 65% degli impieghi e dei depositi delle Banche Popolari è concentrato nei Sistemi Locali del Lavoro caratterizzati dalla prevalenza di PMI, mentre nel resto del sistema bancario la quota rimane inferiore al 50%, con una maggiore presenza nei sistemi urbani.
Sostenibilità e cooperazione: la dimensione sociale del credito
Il Bilancio Sociale analizza anche gli interventi che vanno oltre la tradizionale attività creditizia. Le Banche Popolari hanno sostenuto progetti legati all’efficienza energetica, alle fonti rinnovabili, alla cultura, alla sanità e all’inclusione sociale, ambiti che negli ultimi anni hanno assunto un peso crescente nelle strategie degli istituti. Il tema si inserisce nel più ampio scenario internazionale della cooperazione: il 2025 è stato infatti proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite Anno Internazionale delle Cooperative, con il messaggio “Le cooperative costruiscono un mondo migliore”.
All’interno di questo scenario, il Credito Popolare italiano fa parte di una rete cooperativa bancaria globale: l’Associazione Nazionale mantiene rapporti con 256 banche corrispondenti distribuite in tutti i continenti, confermando la presenza internazionale di un modello basato su collaborazione, mutualità e relazioni di lungo periodo.
Dai 150 anni dell’Associazione alle sfide future
Il biennio 2026-2027, con le celebrazioni per i 150 anni dell’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari e il centenario della scomparsa di Luigi Luzzatti, rappresenterà quindi un momento per rileggere l’attualità di un modello nato nell’Ottocento ma ancora centrale nel rapporto tra credito, imprese e comunità.
I dati del Bilancio Sociale 2025 mostrano infatti come il valore del Credito Popolare non sia legato soltanto alla capacità di sostenere l’economia attraverso i finanziamenti, ma anche alla presenza sui territori, alla conoscenza dei bisogni locali e alla costruzione di relazioni durature con famiglie e aziende.
È proprio su questa combinazione di prossimità e innovazione che si giocherà la sfida dei prossimi anni: accompagnare la trasformazione del settore bancario mantenendo quel legame con le comunità che, da oltre 160 anni, rappresenta uno degli elementi distintivi delle Banche Popolari.
