Nel suo rapporto con l’America del capriccioso Donald Trump l’Europa si trova tra Scilla e Cariddi. Come ha ricordato Stefano Silvestri, in una recente intervista a Firstonline, l’Europa non può disinvoltamente rinunciare ai 100 mila militari americani presenti in Europa e alla copertura strategica nucleare che gli Usa assicurano. Se lo facesse si consegnerebbe facilmente a tutte le scorribande russe. Però tenere aperto il dialogo con l’America e non rinunciare alla sua fondamentale presenza militare in Europa non implica la piena sudditanza al tiranno della Casa Bianca. Come ha recentemente scritto su La Stampa l’economista Veronica De Romanis basta che l’Europa sappia usare e voglia usare con intelligenza l’arma che ha in mano: il debito pubblico americano che il Vecchio continente contribuisce a finanziare acquistando T-bond, i titoli di Stato americani. Basterebbe minacciare di venderli o comperarne meno per spaventare gli americani e questo il segretario al Tesoro Usa, Scott Bennett, lo sa perfettamente. Di fronte a un debito pubblico americano imponente e in continua crescita (oggi è al 124% del Pil) “l’Europa – scrive De Romanis – dispone di un’arma micidiale contro le minacce di Trump”. Ma la Ue deve capire che il debito pubblico è il “vero tallone d’Achille dell’America” e comportarsi di conseguenza” sapendo che 9,3 mila miliardi del debito americano è in mano agli investitori stranieri e che i Paesi europei sono i principali detentori. Occorre però che l’Europa trovi unità e soprattutto la volontà politica di non inginocchiarsi alla prepotenza di Trump.
L’Europa ha un’arma per fermare Trump: il debito pubblico americano. Basta saperla usare con intelligenza
Il rapporto con gli Usa resta fondamentale per l’Europa ma questo non vuol dire inginocchiarsi al capriccioso presidente Trump perché, come ricorda l’economicsta De Romanis, gli europei sono tra i principali finanziatori del debito pubblico americano e possono far valere con intelligenza quest’arma che hanno in mano
