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Leonardo Maria Del Vecchio, la mossa sui giornali: prende Editoriale Nazionale e punta al polo dei quotidiani

Dopo il Giornale, Del Vecchio acquista la maggioranza di Editoriale Nazionale (Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e QN). L’operazione, accettata da Andrea Riffeser Monti, apre la strada a un polo editoriale italiano di peso

Leonardo Maria Del Vecchio, la mossa sui giornali: prende Editoriale Nazionale e punta al polo dei quotidiani

Leonardo Maria Del Vecchio compie un nuovo, decisivo passo nel mondo dell’editoria italiana. Dopo l’ingresso nel capitale de Il Giornale – avvenuto attraverso la Tosinvest di Angelucci con una quota del 30% a fine 2025 – il quarto figlio del fondatore di Luxottica chiude in poche settimane una trattativa lampo che porta il suo family office a rilevare almeno il 60% di EN – Editoriale Nazionale, il gruppo che controlla Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e QN. Non sono stati resi noti dettagli economici e quote precise, ma l’obiettivo è chiaro: costruire un polo editoriale italiano di riferimento.

Lmdv Capital ottiene la maggioranza di Editoriale Nazionale

Il consiglio di amministrazione di Lmdv Capital – la holding di investimento di Del Vecchio -ò ha formalizzato un’offerta vincolante per l’acquisizione della partecipazione di maggioranza in Editoriale Nazionale e, in rapida successione, il board di Monrif – la holding che controlla EN – ha deliberato di procedere alla formalizzazione dell’operazione. Non è ancora nota la quota esatta che Del Vecchio acquisirà né il prezzo dell’operazione, ma secondo il Sole 24 Ore dovrebbe aggirarsi intorno all’80%, un livello che garantirebbe al family office il controllo pieno del gruppo. Il capitale sociale di Monrif, infatti, vedeva fino a oggi una distribuzione tra diversi soci: Monti Riffeser srl (63,6%), Adv Media di Andrea Della Valle (10,97%), Tamburi Investment Partners (7,89%),Future srl (5,98%) e Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste (5,22%). Non è ancora chiaro come sarà la nuova composizione azionaria, da chi Del Vecchio comprerà le quote oltre a Monrif qualora superasse il 64%, e se e quali soci usciranno. Quel che è certo è che l’ingresso di Lmdv cambia in modo significativo la struttura di controllo dell’editoria italiana, segnando una svolta nel riassetto del settore.

Dalla trattativa su Gedi alla scelta di Editoriale Nazionale

Il progetto di Del Vecchio, però, non nasce con l’acquisizione di Editoriale Nazionale. In un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore lo scorso 8 dicembre, l’imprenditore aveva spiegato di aver inizialmente puntato sul gruppo Gedi, proprietario tra gli altri di Repubblica e La Stampa, testate di orientamento opposto rispetto a Il Giornale, proprietaria ed editrice anche di altri giornali come Libero e Il Tempo, con cui Del Vecchio aveva siglato un accordo per l’acquisizione del 30% delle quote. Del Vecchio aveva presentato un’offerta da 140 milioni alla proprietà di Gedi, rappresentata da Exor, ma la proposta è stata respinta e la trattativa è proseguita in esclusiva con il gruppo greco Antenna. Sfumata questa possibilità, l’imprenditore ha rilanciato su Editoriale Nazionale, cogliendo l’occasione per costruire un perimetro editoriale alternativo e strategico.

Per le acquisizioni nel settore media Del Vecchio utilizza la sua holding di investimento Lmdv Capital, mentre la neo-costituita Lmdv Media funge da veicolo specializzato per gestire le partecipazioni editoriali.

I commenti

Le parole di Leonardo Maria Del Vecchio delineano chiaramente la sua strategia: “Crediamo nel valore dell’informazione di qualità e nell’autonomia delle redazioni”, ha dichiarato Del Vecchio, aggiungendo che l’impegno sarà quello di investire con capitale paziente, mettendo tecnologia e competenze al servizio del lavoro giornalistico. “Una volta completati i passaggi formali, intendiamo confrontarci con giornalisti, redazioni e Comitati di redazione per costruire un percorso condiviso”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza di un modello di governance trasparente e partecipato.

Andrea Riffeser Monti, presidente del gruppo Monrif, ha commentato l’accordo con toni positivi, sottolineando il valore di un’informazione libera e responsabile come pilastro della democrazia. Il progetto di Del Vecchio sembra così delineare un primo perimetro di un polo editoriale nazionale, una base su cui costruire un futuro piano industriale nei media.

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