Leonardo Maria Del Vecchio: da John Elkann alla famiglia Angelucci il passo è breve. Ma il giovane erede del colosso Luxottica, figlio di Leonardo Del Vecchio, a quanto pare ha mire più ampie che arrivano fino alla famiglia Riffeser Monti, vale a dire il gruppo editoriale QN. Dopo il tentativo, poi accantonato, di rilevare il gruppo Gedi (che controlla i quotidiani La Repubblica e La Stampa), Lmdv Capital, family office di Leonardo Maria Del Vecchio, annuncia di avere sottoscritto un accordo con Finanziaria Tosinvest per l’acquisizione del 30% de Il Giornale, storico quotidiano nazionale che fa capo, appunto, alla nota famiglia Angelucci, proprietaria di un “impero” che spazia dalla sanità all’editoria.
Leonardo Maria Del Vecchio: cosa ha comprato e perché
L’ingresso di Lmdv Capital – si spiega in una nota – “avviene in qualità di investitore di lungo periodo, al fianco dell’azionista di riferimento, con l’obiettivo di rafforzare il progetto industriale del quotidiano e sostenerne l’evoluzione digitale, preservandone al contempo identità, autonomia e linea editoriale”.
Leonardo Maria Del Vecchio tratta in esclusiva con QN?
La nota, tuttavia, prosegue fino ad arrivare al passaggio più importante: l’operazione – si sottolinea – “si inserisce nel più ampio percorso avviato da Lmdv Capital nel settore dei media e si affianca all’esclusiva recentemente sottoscritta per l’acquisizione della maggioranza di un gruppo editoriale italiano, attivo su quotidiani e piattaforme digitali a diffusione nazionale e locale. Le due iniziative delineano il primo perimetro del polo editoriale italiano che Leonardo Maria Del Vecchio intende sviluppare come base del proprio futuro piano industriale nei media”.
E quindi, dopo le mire su Gedi, Del Vecchio pare intenzionato a tornare su un’operazione di dimensioni rilevanti, che potrebbe ridisegnare gli equilibri dell’editoria italiana. Secondo Radiocor, che cita fonti finanziarie, Del Vecchio sarebbe in trattative esclusive per l’acquisto del gruppo editoriale QN dalla famiglia Riffeser Monti. Quotidiano Nazionale (che raggruppa Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino) e Il Giornale rappresenterebbero, secondo Lmdv, le prime due iniziative del polo editoriale italiano che l’imprenditore intende sviluppare come base del proprio futuro piano industriale nei media. A inizio dicembre l’imprenditore aveva annunciato di essersi mosso anche verso il gruppo Gedi per il quale Exor (cioè gli Elkann) è invece in trattative esclusive con l’armatore greco Theodore Kyriakou.
Leonardo Maria Del Vecchio: cosa ha detto
“In una fase di profondo riassetto del settore – continua ancora la nota – Lmdv Capital conferma la volontà di investire nel lungo periodo sull’informazione italiana mettendo a disposizione capitale, competenze manageriali e know-how sulla trasformazione digitale”. Il progetto – si spiega – prevede la costruzione di una piattaforma editoriale integrata, fondata su: la valorizzazione dei brand storici della stampa italiana; l’accelerazione della trasformazione digitale (siti, app, podcast, video, prodotti premium e modelli di abbonamento); l’utilizzo responsabile di dati e intelligenza artificiale a supporto del lavoro delle redazioni, senza sostituire il ruolo, l’indipendenza e il valore dei giornalisti né ridurre la centralità delle scelte editoriali; risorse professionali, persone che operano all’interno della struttura editoriale che rappresentano il capitale umano su cui si fondano crescita, credibilità e identità del gruppo”.
“Questo investimento, al fianco della famiglia Angelucci, rappresenta un passo concreto nel percorso che ho delineato nei mesi scorsi: rafforzare l’editoria italiana con capitale italiano, paziente e industriale“, dichiara Del Vecchio. “Non possiamo accettare che il futuro dell’informazione venga deciso esclusivamente dagli algoritmi o da piattaforme che non investono nel lavoro giornalistico. L’obiettivo di chi oggi ha la possibilità di investire è esattamente l’opposto: mettere risorse e competenze al servizio di redazioni libere, capaci – conclude – di parlare alle nuove generazioni senza rinunciare alla qualità”.