Igor Tudor non è più l’allenatore della Juventus. La notizia, già nell’aria da ieri sera, è diventata ufficiale pochi minuti fa, quando i bianconeri lo hanno comunicato prima al diretto interessato, poi al mondo esterno. “Juventus FC comunica di aver sollevato in data odierna Igor Tudor dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile e con lui il suo staff composto da Ivan Javorcic, Tomislav Rogic e Riccardo Ragnacci – si legge sul sito ufficiale del club -.
La Società comunica, inoltre, di aver affidato momentaneamente la guida della Prima Squadra Maschile a Massimiliano Brambilla, che mercoledì sera siederà sulla panchina in occasione del match Juventus-Udinese. Il Club ringrazia Igor Tudor e tutto il suo staff per la professionalità e la dedizione dimostrate in questi mesi e augura loro il meglio per il futuro professionale”.
Brambilla in panchina con l’Udinese, poi Spalletti, Mancini o Palladino
Fatale la sconfitta dell’Olimpico, punta di un iceberg ben più profondo che non riguarda solo le questioni tecniche. I 44 giorni senza vittorie, i tre ko consecutivi con Como, Real Madrid e Lazio e le quattro partite di fila senza segnare, infatti, si sono aggiunti alle divergenze con Damien Comolli, sia sull’effettivo valore della rosa (molto alto, secondo l’ad) che sullo stile comunicativo del croato, ritenuto troppo ruvido. E così il dirigente francese, in contatto con Chiellini (che si trova in Arabia per impegni istituzionali del club), ha deciso per il ribaltone, senza neanche aspettare l’incontro con John Elkann già fissato per metà settimana. E ora che succede? L’unica certezza è che mercoledì sera, nel turno infrasettimanale contro l’Udinese, in panchina andrà Massimo Brambilla, attuale tecnico della Next Gen. Una soluzione ad interim, evidentemente, in attesa di concretizzare quella definitiva.
Sul tavolo ci sono tre nomi: Luciano Spalletti, Roberto Mancini e Raffaele Palladino. Certo, esistono anche le ipotesi Terzic, Xavi e Southgate, ma la sensazione è che Comolli non azzarderà scommesse in un momento così delicato. Spalletti sarebbe il preferito per esperienza e curriculum, mentre Mancini, già contattato ai tempi dell’esonero di Thiago Motta, è leggermente dietro per questioni ambientali. Su entrambi, però, pendono le valutazioni legate ai costi, molto alti sia a livello di ingaggio che di contratto. Nessuno dei due, infatti, accetterebbe un accordo di pochi mesi legato ai risultati, il che costringe Comolli a ragionare a fondo. Non va dimenticato che la Signora avrà tre allenatori a libro paga fino al 2027 (le scadenze di Motta e Tudor), dunque salgono le quotazioni di Palladino, l’unico che sposerebbe la Signora anche con garanzie temporali limitate. L’ex tecnico della Fiorentina, inoltre, ha un ottimo rapporto con il ds François Modesto, suo principale sponsor, ed è stato compagno di squadra di Chiellini nel post Calciopoli.
La decisione arriverà solo nelle prossime ore, quando si capirà meglio il criterio adottato per la scelta. Di certo, però, andrà ponderata al meglio, perché la Juventus ha già esaurito buona parte del margine d’errore stagionale.
