Meglio tardi che mai verrebbe da dire dopo la scelta di Guido Stazi alla presidenza della Consob che il Consiglio dei ministri ha sottoposto al Parlamento e alla firma del Capo dello Stato. Uomo delle Authority di scuola liberaldemocratica, Stazi era già stato in Consob ed era il segretario generale dell’Antitrust dopo un passaggio in Agcom: indipendenza e competenza sono le sue apprezzabili caratteristiche. Era veramente assurdo che nella fase più intensa del risiko bancario la Consob non avesse un presidente nella pienezza dei poteri, anche se la vicaria Chiara Mosca ha retto benissimo l’interim dopo l’uscita del presidente Paolo Savona.
Stazi torna in Consob proprio quando sul suo tavolo c’è l’impegnativo prospetto di Intesa Sanpaolo per l’Opas sul Monte dei Paschi e chi meglio di lui può valutare i profili di mercato e quelli legati alla concorrenza della imponente operazione lanciata da Carlo Messina? L’acquisizione di altre 600 filiali da Mps è compatibile con l’attuale presenza sul territorio di Intesa Sanpaolo? E la crescita del ramo assicurativo della banca di Messina, che è diventata di fatto la seconda compagnia assicurativa italiana, si concilia con l’acquisizione della partecipazione strategica in Generali? Sono aspetti molto delicati ma appassionanti da cui dipenderà la nuova fisionomia della finanza italiana, ma la presenza alla guida della Consob di un tecnico di alto profilo e sicura indipendenza come Stazi rassicura tutti.
