PayPal finisce nel mirino di Stripe, piattaforma globale attiva nei servizi finanziari e nei pagamenti online, e del fondo di private equity Advent International. Secondo un’esclusiva Reuters, i due gruppi avrebbero presentato un’offerta congiunta da oltre 53 miliardi di dollari per acquisire la società. La proposta sarebbe pari a 60,50 dollari per azione, con un premio di circa il 28% rispetto alla chiusura di martedì a 47,37 dollari. La notizia ha acceso gli acquisti sul titolo PayPal, che nel pre-market di Wall Street guadagna circa il 15%.
L’operazione resta comunque in una fase preliminare e, al momento, non vi sono certezze sull’avvio di una trattativa né sulla conclusione dell’accordo.
Stripe e Advent puntano PayPal: offerta sostenuta da 50 miliardi di finanziamenti
Secondo fonti vicine al dossier, Stripe e Advent avrebbero formalizzato la proposta all’inizio di luglio, dopo un primo contatto avvenuto ad aprile. L’offerta sarebbe accompagnata da circa 50 miliardi di dollari di finanziamenti già messi a disposizione da un gruppo di banche.
PayPal non avrebbe ancora fornito una risposta, mentre i potenziali acquirenti punterebbero ad avviare un confronto più approfondito nelle prossime settimane. Le tre società coinvolte hanno evitato di commentare pubblicamente le indiscrezioni.
Il progetto non prevederebbe lo smembramento del gruppo. Stripe e Advent manterrebbero PayPal nella sua configurazione attuale, assumendone il controllo attraverso partecipazioni paritarie. Ciascuno dei due investitori deterrebbe quindi una quota equivalente della società.
PayPal: dal boom della pandemia al crollo in Borsa
Fondata alla fine degli anni Novanta, PayPal è stata tra le aziende che hanno contribuito maggiormente alla diffusione dei pagamenti online. Negli ultimi anni, però, il gruppo ha perso terreno di fronte alla crescita di nuovi operatori e alla diffusione di strumenti come Apple Pay e Google Pay. La società era arrivata a valere circa 360 miliardi di dollari nel 2021, durante la fase di forte espansione del commercio elettronico legata alla pandemia. Da allora la capitalizzazione è scesa fino a circa 36 miliardi nel corso del 2026, mentre il titolo ha perso oltre il 40% del proprio valore negli ultimi dodici mesi.
Il problema principale resta il rallentamento della crescita. PayPal deve difendere contemporaneamente il proprio marchio nei pagamenti al consumatore e le attività di elaborazione delle transazioni per conto di esercenti e piattaforme. In entrambi i segmenti la pressione competitiva è aumentata, riducendo la capacità del gruppo di espandersi ai ritmi registrati in passato.
I risultati più recenti hanno comunque mostrato alcuni segnali di tenuta. Nel primo trimestre i ricavi sono aumentati del 7% a 8,35 miliardi di dollari, superando le attese degli analisti ferme a 8,05 miliardi. I volumi complessivi dei pagamenti, calcolati a cambi costanti, sono cresciuti dell’8% a circa 464 miliardi.
PayPal: piano di rilancio affidato a Enrique Lores
La possibile acquisizione arriva mentre PayPal sta affrontando una nuova fase di riorganizzazione. Enrique Lores, entrato in carica come amministratore delegato a marzo, ha avviato un piano per semplificare la struttura aziendale, ridurre le sovrapposizioni e riportare il gruppo su un percorso di crescita più solido. Ad aprile le attività sono state suddivise in tre aree dedicate rispettivamente al checkout, ai servizi finanziari per i consumatori attraverso Venmo e al comparto dei pagamenti e delle criptovalute. Alla riorganizzazione sono seguiti diversi cambiamenti nel management.
Lores ha inoltre indicato nell’intelligenza artificiale uno degli strumenti centrali per rendere più efficienti le operazioni e ridurre i livelli organizzativi duplicati. Il piano dovrebbe generare risparmi per circa 1,5 miliardi di dollari nei prossimi due o tre anni, risorse che PayPal intende reinvestire per sostenere nuove iniziative di sviluppo.
Per Stripe l’operazione rappresenterebbe un salto dimensionale significativo. Il gruppo, non quotato in Borsa e con sedi principali a San Francisco e Dublino, è stato valutato 159 miliardi di dollari nell’ultima vendita di azioni destinata a dipendenti e investitori, oltre il 70% in più rispetto a un’operazione simile realizzata un anno prima.
L’unione con PayPal consentirebbe a Stripe di affiancare alla propria infrastruttura tecnologica una vasta base di utenti e marchi già affermati come Venmo. Potrebbero inoltre emergere sinergie nel settore delle stablecoin, dove PayPal opera con Pyusd e Stripe controlla Bridge, piattaforma specializzata nelle infrastrutture per token ancorati al dollaro.
