L’offerta lanciata il mese scorso da Intesa Sanpaolo sul Monte dei Paschi è “trasparente, chiara” e “quello che accadrà lo vedremo”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, a margine dell’assemblea dell’Abi, commentando l’eventualità di contromosse di Siena o di Banco Bpm. Le parole del numero uno di Ca’ de Sass arrivano infatti alla vigilia del consiglio d’amministrazione di Mps che giovedì 16 luglio dovrebbe fornire una prima valutazione sia della maxi opas Intesa che della proposta di fusione tra pari del Banco, con Piazza Meda che martedì ha ufficiosamente confermato l’interesse per la banca senese dalla quale attende ora un passo formale.
Messina: “Offerta su Mps è congrua”
Parlando con i giornalisti, il ceo di Intesa Sanpaolo ha difeso la congruità della propria offerta. “Credo che dal punto di vista delle valutazioni, la nostra sia totalmente ‘fair’, se guardate il price earning, Mps è paragonabile a quello di Morgan Stanley e di Goldman Sachs. Non c’è un’altra azienda in Europa e nel mondo che ha questi livelli di price earning”, ha sottolineato Messina, secondo il quale la valutazione incorpora “un buon premio” per gli azionisti senesi.
Il manager ha poi lanciato un’avvertenza sul limite economico dell’offerta: “Ognuno può pensare di avere i gioielli e di poterli vendere al miglior prezzo, ma c’è un prezzo oltre il quale poi non si va”, ha detto, rispondendo a distanza al ceo di Mps, Luigi Lovaglio, secondo il quale “il Monte dei Paschi è una risorsa di grande valore del Paese e il potenziale è più di 30 miliardi”. Messina ha infine rassicurato sul fatto che, nel caso in cui l’operazione andasse in porto, ci sarà “grande rispetto per i territori e per le persone” della banca.
Sale l’attesa per il cda di Mps
Sale dunque l’attesa per il board del Monte dei Paschi in programma per giovedì 16 luglio. Una riunione in calendario da tempo che dovrebbe analizzare l’andamento economico-finanziario della banca prima del 6 agosto, giorno in cui sarà pubblicata la trimestrale.
Il mercato si aspetta però una prima valutazione delle due operazioni lanciate il mese scorso da Banco Bpm e, poche ore dopo, da Intesa Sanpaolo. Da un lato una proposta di nozze tra pari messa sul piatto dal ceo di Piazza Meda, Giuseppe Castagna, che punta a creare un gruppo da oltre 58 miliardi di euro di capitalizzazione (quasi 35 miliardi per Mps e 23,5 per il Banco). Dall’altro la maxi offerta da 30,6 miliardi, 10,9 euro per azione, di Carlo Messina, che comprende anche 3 miliardi cash a cui i soci potrebbero far fatica a resistere.
Sulla carta tra le due non ci sarebbe storia, ma Lovaglio – almeno per il momento – evita di sbilanciarsi e cerca alternative a Intesa. “Noi abbiamo il dovere di valutare ogni proposta e di cercare se ci sono proposte migliori nell’interesse di tutti gli azionisti”, ha detto sabato scorso l’ad di Siena, ricordando che il Monte vale oggi in Borsa 11 euro (ora sono 11,5 per l’esattezza) e l’aumento di capitale nel 2022 venne fatto a 2 euro.
