Il ministero della Salute alza il livello di attenzione sul focolaio di hantavirus tipo Andes collegato alla nave da crociera MV Hondius, ma ribadisce un punto chiave: per la popolazione generale europea, e quindi anche per quella italiana, il rischio resta “molto basso”. La nuova circolare inviata l’11 maggio a Regioni, Province autonome, autorità sanitarie nazionali e Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera fissa però una cornice operativa molto dettagliata, costruita sul principio della massima cautela.
Il documento, firmato dal capo dipartimento della Prevenzione Maria Rosaria Campitiello e dal direttore della Prevenzione Sergio Iavicoli, riguarda il “Focolaio di hantavirus tipo Andes a bordo della nave da crociera MV Hondius” e mette nero su bianco le misure da applicare in caso di contatti ad alto rischio, sintomi sospetti, necessità di test diagnostici e segnalazioni alle autorità sanitarie.
Hantavirus: il rischio per l’Italia
Il caso nasce a bordo della nave da crociera MV Hondius, dove l’Organizzazione mondiale della sanità è stata informata il 2 maggio 2026 di un gruppo di passeggeri colpiti da gravi patologie respiratorie. Sulla nave erano presenti 147 persone tra passeggeri ed equipaggio, provenienti da 23 Paesi, mentre altri passeggeri erano già sbarcati in precedenza all’Isola di Sant’Elena. Il “Paziente Zero” ha sviluppato i primi sintomi il 6 aprile, la prima diagnosi di hantavirus è arrivata il 26 aprile su un contatto stretto e il primo accertamento specifico per virus Andes è stato eseguito il 2 maggio su un ulteriore caso collegato.
Il ministero sottolinea che il rischio di diffusione in Italia è considerato molto basso, anche perché il principale serbatoio naturale del virus Andes è un roditore diffuso nelle regioni meridionali del Sud America e non presente, ad oggi, nel nostro Paese. La cautela, però, resta alta: il quadro internazionale è in evoluzione, le evidenze sulla trasmissione interumana del virus Andes sono limitate e i passeggeri della nave sono stati rimpatriati in Paesi diversi, con misure sanitarie non necessariamente omogenee.
Hantavirus: cosa fare in caso di contatto ad alto rischio
La misura più rilevante riguarda i contatti classificati ad alto rischio. Per loro la circolare prevede una quarantena fiduciaria fino a sei settimane, pari a 42 giorni dall’ultima esposizione. Non si tratta solo delle persone presenti a bordo della MV Hondius, ma anche di chi ha avuto contatti diretti o prolungati con un caso probabile o confermato di infezione da virus Andes.
Rientrano in questa categoria, tra gli altri, chi ha condiviso la stessa stanza, il bagno o lo spazio per dormire con un caso, i partner intimi, le persone che hanno avuto un contatto fisico diretto, chi è rimasto entro circa due metri per oltre 15 minuti in uno spazio ristretto, chi ha partecipato a pasti o interazioni sociali prolungate, gli operatori sanitari esposti senza adeguati dispositivi di protezione e le persone che hanno maneggiato biancheria, indumenti, rifiuti sanitari o fluidi corporei contaminati senza protezioni adeguate.
La circolare include anche i passeggeri di aerei seduti nella stessa fila e fino a due file in tutte le direzioni rispetto a un caso confermato su voli superiori alle sei ore. Ma, per massima precauzione, il ministero precisa che in caso di presenza di un caso probabile o confermato su un aereo, indipendentemente dalla durata del volo, in Italia tutti i passeggeri potranno essere considerati contatti ad alto rischio ai fini del tracciamento e delle misure di sanità pubblica.
Hantavirus: isolamento, mascherine e regole in casa
Per i contatti ad alto rischio di contagio di Hantavirus la quarantena fiduciaria comporta regole pratiche precise. La persona esposta deve utilizzare una stanza propria, mantenere almeno due metri di distanza dagli altri componenti della famiglia, non condividere stoviglie e garantire una ventilazione costante degli ambienti aprendo le finestre.
L’uscita dall’abitazione può essere ammessa solo per preservare salute mentale e benessere, ma con mascherina medica o chirurgica resistente ai fluidi e senza frequentare luoghi affollati. La circolare raccomanda inoltre di non usare mezzi pubblici né voli commerciali. Nei trasporti organizzati per esigenze sanitarie o di rimpatrio, la persona deve indossare una mascherina adeguata e avere posti liberi intorno a sé in ogni direzione.
Le autorità sanitarie territoriali dovranno attivare una sorveglianza attiva quotidiana per 42 giorni, monitorando sia lo stato fisico sia quello psicologico della persona esposta. In caso di febbre, dolori muscolari, mal di testa, affaticamento, sintomi gastrointestinali o respiratori, è previsto l’isolamento immediato, la segnalazione alle autorità sanitarie locali, la valutazione medica e l’esecuzione dei test.
Hantavirus: cosa fare in caso di contatto a basso rischio
Per i contatti ad basso rischio di contagio di Hantavirus le misure sono meno stringenti, ma il monitoraggio resta necessario. La circolare definisce a basso rischio le persone che non hanno avuto contatti diretti o prolungati con un caso probabile o confermato. Possono rientrare in questa categoria, ad esempio, passeggeri fuori dalla zona di vicinanza individuata, contatti brevi in transito, persone che hanno condiviso spazi aperti senza interazioni prolungate oppure operatori sanitari protetti da dispositivi adeguati per tutta la durata dell’esposizione.
Per loro è previsto un automonitoraggio passivo fino a 42 giorni dall’ultima esposizione. I sintomi da osservare sono febbre, mialgie, cefalea, affaticamento, disturbi gastrointestinali o respiratori. Se compaiono segnali compatibili con l’infezione, la persona deve isolarsi, informare le autorità sanitarie locali e sottoporsi a valutazione medica con eventuale prelievo di campioni e test.
Il ministero adotta una definizione ampia di caso sospetto: chiunque abbia condiviso o transitato su un mezzo di trasporto dove sia stato presente un caso confermato o probabile, oppure chiunque sia stato in contatto con un passeggero o membro dell’equipaggio della MV Hondius dal 5 aprile, se presenta febbre, dolori muscolari, astenia, brividi, mal di testa, vertigini, sintomi gastrointestinali o respiratori.
Hantavirus: test prioritari ai sintomatici e rete dei laboratori
La strategia diagnostica indicata dal ministero punta prima di tutto sui soggetti sintomatici. La circolare chiarisce che la priorità nell’esecuzione dei test deve essere attribuita alle persone con sintomi, soprattutto se il quadro clinico è compatibile con la sindrome cardiopolmonare da hantavirus.
I test disponibili comprendono la PCR, utile a rilevare la viremia soprattutto nelle fasi iniziali della malattia sintomatica, e la sierologia IgM, che tende a diventare positiva dopo l’esordio dei sintomi. Un punto centrale della circolare è che i test effettuati durante il periodo di incubazione possono risultare negativi e dare quindi una falsa rassicurazione. Per questo, nei contatti asintomatici sottoposti a monitoraggio sanitario, non ci sono attualmente raccomandazioni basate su evidenze scientifiche che giustifichino l’esecuzione routinaria del test o ne definiscano la frequenza in assenza di sintomi. Il testing degli asintomatici può essere valutato, ma ha un valore operativo limitato rispetto a sorveglianza attiva e quarantena fiduciaria.
Le Regioni dovranno intanto individuare laboratori regionali di riferimento idonei a eseguire i test diagnostici per hantavirus tipo Andes, rispettando i requisiti di biosicurezza. La ricognizione delle strutture dovrà servire alla costruzione di una rete nazionale di laboratori di riferimento.
LEGGI ANCHE: Moderna lavora al vaccino per l’Hantavirus e il titolo vola a Wall Street
Hantavirus: segnalazioni, frontiere e sorveglianza nazionale
La circolare prevede anche un rafforzamento del sistema di segnalazione. In attesa della definizione di una scheda dedicata nel sistema nazionale Premal, le Regioni che identificheranno casi sospetti, probabili o confermati dovranno trasmettere la segnalazione, accompagnata da una breve relazione epidemiologica, all’indirizzo indicato dal ministero per il coordinamento del contact tracing.
Un ruolo specifico viene assegnato agli Usmaf, gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera. Il ministero richiama l’attenzione degli operatori su eventuali eventi sanitari a bordo di aerei e navi compatibili con una possibile trasmissione da hantavirus. In presenza di casi sospetti, probabili o confermati, o di contatti ad alto e basso rischio, viene raccomandato l’uso di dispositivi di protezione individuale adeguati, inclusi respiratore FFP2, guanti, camice e protezione oculare.
Le compagnie aeree sono invitate a segnalare tempestivamente agli Usmaf eventuali situazioni che possano far sospettare una malattia infettiva a bordo, oltre a coordinarsi per la raccolta e la consegna dei Passenger Locator Form quando necessario per la tracciabilità dei contatti.
Il ministero assicura che continuerà a monitorare l’evoluzione del quadro epidemiologico internazionale in raccordo con gli organismi nazionali, europei e internazionali. L’obiettivo è intercettare rapidamente eventuali casi importati o secondari e aggiornare le misure in base allo scenario epidemiologico e alle nuove evidenze scientifiche.
