Condividi

Francia: Hollande Presidente, nel nome di Mitterrand

La vittoria del leader socialista, secondo esponente della gauche a salire all’Eliseo nella storia della V Repubblica francese, ricalca quella del suo padre politico e omonimo, François Mitterrand, che fu Presidente dal 1981 al 1995 – Anche Hollande, come Mitterrand, ha vinto grazie all’appoggio dell’estrema sinistra.

Francia: Hollande Presidente, nel nome di Mitterrand

Grazie François Mitterrand. Si’, è anche grazie al ricordo dello statista, finora unico Presidente francese di sinistra della quinta Repubblica, che François Hollande è riuscito a vincere. Del padre politico (nel lontano 1981 fu chiamato a soli 27 anni all’Eliseo come collaboratore), ha riesumato postura e parole, in maniera quasi scaramantica. Politicamente, ne ha recuperato la strategia: l’alleanza con la sinistra intera, estrema compresa.

Nicolas Sarkozy lo ha anche preso in giro per questo, dicendo a più riprese, durante la campagna, che l’avversario scimmiottava Mitterrand: il tono della voce durante i discorsi pubblici, quella rabbia contenuta, una certa gravità. Ma anche Paul Quilès, che in quella campagna elettorale del 1981 ne fu direttore strategico per il candidato socialista, ha ammesso l’esistenza di «formule ed espressioni intere riutilizzate da Hollande». Come durante il dibattito tv, lo scontro Hollande-Sarkozy, quando il primo, per ben due volte, ha detto: «E’ di tutte le forze della Francia che abbiamo bisogno». Pari pari lo stesso slogan adottato da Mitterrand fra il primo e il secondo turno nel 1981.

Negli ultimi mesi Hollande è stato visto più volte con «Politique 2», la mitica raccolta dei discorsi politici pronunciati da Mitterrand fra il 1977 e il 1981, fra le mani. E cosi’ non è un caso che il nuovo Presidente abbia infarcito i propri discorsi di termini mitterrandiani come «rassemblement», il radunare appunto, e «redressement», il risanamento. Sarkozy è stato costantemente definito come «il candidato uscente», espressione coniata dal re François per Valéry Giscard d’Estaing, il suo rivale nel 1981, come Sarkozy oggi, Presidente uscente e sconfitto. Hollande è arrivato anche ad organizzare il suo ultimo meeting prima del ballottaggio a Tolosa, dove Mitterrand terminava sempre le sue campagne. Quasi che il recupero del padre putativo sfiorasse la superstizione. Insomma : lui ce l’ha fatta, rifacciamo ogni cosa come lui.

Tutti questi elementi apparentemente marginali tradiscono in realtà un substrato comune più profondo: Mitterrand riusci’ a vincere solo con l’appoggio dei comunisti, allora molto forti, grazie a una personalità come Georges Marchais. Cosi’ come oggi Hollande non avrebbe potuto imporsi senza il sostegno del Front de gauche di Jean-Luc Mélénchon, una delle sorprese del primo turno. Alleanza a 360 gradi nella sinistra. Che Mitterrand pago’ con una serie di concessioni (e relativi problemi) nei primi anni di Presidenza, con una politica economica che presto rivelo’ i suoi limiti. Per Hollande adesso una delle scommesse è proprio riuscire a districarsi nell’allenza con l’estrema sinistra.

D’altra parte il contesto del 1981 era molto simile a quello di oggi. Valéry Giscard d’Estaing, come Sarkozy nel 2007, era arrivato al potere con l’immagine di un uomo nuovo. Per la precisione si ispirava a John Kennedy. Voleva svecchiare la destra e più in generale la Francia. Al pari di Sarkozy, anche Giscard d’Estaing fece molte promesse: troppe, la maggior parte rimaste inevase. Come Sarkozy, inizio’ con una popolarità alle stelle e fini’ bassissimo nei sondaggi, anche per certe derive nella vita privata. L’accusa di aver ricevuto diamanti in regalo dal dittatore africano Bokassa. O quello strano episodio, una notte del 1974, quando il Presidente, regolarmente sposato, fece un incidente a Parigi con la Ferrari prestata dal regista Roger Vadim. E una bella donna a bordo. I francesi scoprirono la sua doppia vita. Il suo lato, si direbbe oggi, bling bling: le stesse critiche rivolte oggi a Sarkozy e ai suoi Rolex.

Hollande come Mitterrand. Beh, andiamoci piano, comunque. Hollande ha come riferimento preciso la socialdemocrazia di Jacques Delors. I riferimenti di Mitterrand erano molto più ambigui. Era un personaggio assai machiavellico, ideologicamente difficile da classificare. Quanto al carattere, le differenza sono forti. Come ha ricordato a Le Monde un socialista della vecchia generazione, Louis Mermaz, «quando Mitterrand entrava in una stanza, camminava lentamente e aspettava, con uno sguardo grave, che il silenzio prevalesse. Quando terminava il suo discorso, si faceva applaudire, senza sorridere. Era un comandante, non c’è niente da dire. Hollande è diverso: sorride, apre le braccia, dà pure qualche bacio». Perfino i più stretti collaboratori, salco pochissime eccezioni, chiamavano Mitterrand «Monsieur le président». Hollande lo chiamano tutti François. Almeno fino a oggi.

Commenta