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Borse 5 giugno: high tech e AI ancora nella bufera e rischio di rialzo dei tassi Fed per il boom del lavoro Usa. Bitcoin e oro in netto calo

Forti vendite per il secondo giorno consecutivo sui semiconduttori e sui titoli dell’AI in tutto il mondo: a Milano Stm ha perso quasi il 6%. Il boom dei posti di lavoro in America fa temere un rialzo dei tassi della Fed. A metà seduta il Nasdaq perde più del 2%

Borse 5 giugno: high tech e AI ancora nella bufera e rischio di rialzo dei tassi Fed per il boom del lavoro Usa. Bitcoin e oro in netto calo

Nell’ultima seduta della prima settimana di giugno tiene ancora banco l’Intelligenza artificiale e in generale le notizie in arrivo dai mercati statunitensi, visto tra l’altro che i dati sopra le attese del lavoro Usa fanno pensare ad un prossimo rialzo dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, da poco presieduta dal “trumpiano” Kevin Warsh. A maggio negli Stati Uniti sono stati creati 172.000 posti di lavoro, con la disoccupazione stabile al 4,3%. Invece sul fronte tech proseguono i segnali di sell-off sull’IA: a metà seduta il Nasdaq perde oltre il 2%, un po’ meglio lo S&P 500 -1,2%, Dow Jones -0,3%.

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Tra i titoli più scambiati a livello di volumi da segnalare sicuramente il tonfo di Micron -7%, ma anche Nvidia che perde oltre il 4% e Tesla poco meno del 4%. Male anche gli altri: Marvell -9%, Intel -7%, Amd -7%, Qualcomm -7%, Sandisk -6%. In controtendenza, tra i migliori titoli del ragguppamento Nasdaq-100 spicca Coca-Cola +2,5%. Rosso pesante invece per Meta e Microsoft, più contenute le perdite per le altre big tech classiche e Apple viaggia addirittura sul +1%. Da qualche settimana è alta l’attenzione sul Bitcoin, che non molto tempo fa aveva ampiamente superato gli 80.000 dollari e invece oggi sprofonda di oltre il 5% sui 60.000.

Materie prime: in calo oro e petrolio. L’euro si indebolisce rispetto al dollaro

Oggi è giornata da profondo rosso tanto per le materie prime energetiche quanto per i beni rifugio. Il petrolio Wti Crude Oil perde il 2,5% sui 90 dollari al barile, mentre il Brent cede un po’ meno in termini percentuali stazionando sui 93 dollari al barile. Peggio va all’oro che scende di oltre il 3% sui 4.300 dollari l’oncia, con l’argento che crolla di quasi il 7% sotto i 70 dollari all’oncia, il minimo da fine marzo. Stabile invece il gas naturale europeo, sopra i 48 euro per megawattora. Giornata dura per l’euro, con il dollaro Usa che si rafforza notevolmente portando il cambio sull’1,15 basso.

Piazza Affari perde i 50.000 punti. Tonfo Stm che perde quasi il 6%

Sulla scia della difficoltà dei titoli tecnologici americani, il Ftse Mib perde lo 0,56% sotto i 50.000 punti: l’azione peggiore è quella di Stm -5,9%, crollano pure Prysmian e Stellantis con perdite superiori al 3%. Giornata no per Unicredit -1,4%, la peggiore fra le banche. Invece in controtendenza spiccano Inwit +3,3%, Italgas +3% e Hera +2%. Fuori dal paniere principale Fidia risale dalle proprie ceneri balzando del 25%. Lo spread Btp Bund si segnala in impercettibile rialzo a 76 punti base, con il rendimento del Btp decennale al 3,81%. In rosso pure gli altri listini europei, ad eccezione di Londra: Parigi -0,3%, Francoforte -0,7%.

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