Da un lato le accuse sui metodi e sulla comunicazione utilizzati da Unicredit nell’ambito dell’ops, dall’altro la conferma che se la banca italiana deciderà di alzare la posta e concedere un premio, l’atteggiamento del management di Commerzbank cambierà. Questo il messaggio ambivalente lanciato giovedì dalla ceo Bettina Orlopp, intervenuta a un evento di Goldman Sachs a Zurigo.
Unicredit: ecco chi ha aderito all’offerta su Commerzbank
Nel frattempo l’ops continua a racimolare adesioni, salite al 7,85% dal 7,58% annunciato martedì da Piazza Gae Aulenti La banca tedesca ha diffuso ieri la lista delle istituzioni finanziarie che finora hanno partecipato all’offerta. C’è Nomura, con il 2,06%, ma la quota maggiore (il 2,36%) arriva da Verto Capital, società legata a Citigroup, una delle banche controparti nei derivati su Commerz usati da Unicredit. Ci sono poi Euroclear Bank (1,53%), Bank of Nova Scotia (0,89%), Bbva e Mufg Securities Emea con lo 0,35% ciascuno e Nbc Global Finance con lo 0,27%. Il restante 0,05% è rappresentato da investitori retail.
“Le adesioni”, ha commentato Orlopp, sono arrivate da Nomura e da “altre banche che in molti casi sono collegate a Unicredit tramite contratti derivati”. “Non si tratta dei nostri investitori istituzionali, a loro non piace l’offerta”, ha sottolineato, rimarcando che “non è economicamente razionale in questo momento aderire a un’offerta a sconto”, non c’è “nessuna ragione per cui qualcuno dovrebbe farlo”.
La ceo ha inoltre ribadito le accuse lanciate da Commerz alle comunicazioni di Unicredit sull’andamento dell’ops, definite “fuorvianti” e suscettibili di creare “una falsa impressione di una posizione artificialmente gonfiata”. La banca tedesca ha formalmente chiesto a BaFin, l’autorità di vigilanza finanziaria tedesca, di avviare un’indagine sulla vicenda. Un attacco che Unicredit ha già rispedito al mittente, parlando di “insinuazioni infondate”
Orlopp ribadisce: “Con premio adeguato pronti al dialogo”
Dopo le accuse, arriva anche l’apertura. Parlando all’evento di Goldman Sachs, la ceo di Commerzbank ha ribadito ancora una volta che sarebbe disposta a sedersi a un tavolo con Unicredit a due condizioni, ovvero l’esistenza di un premio “adeguato” per gli azionisti e il rispetto del modello di business di Commerzbank. ”Non siamo una banca che ha bisogno di essere ristrutturata, abbiamo mostrato una grande crescita negli ultimi mesi e questo può essere usato, se si è intelligenti, anche in caso di aggregazione”, ha sottolineato Orlopp. “Vogliamo assicurarci che questo sia riflesso nella governance e nel modello di business” anche in caso di combinazione con Unicredit, ha aggiunto, anche perché “non bisogna dimenticare che se ci sarà un’aggregazione il mercato più grande della nuova entità sarà la Germania”. La numero uno della seconda banca tedesca ha anche chiarito di aver “contattato personalmente Unicredit per far loro sapere che saremmo pronti a farlo”.
Piazza Gae Aulenti ha messo sul piatto 0,485 azioni proprie per ogni titolo Commerz, che ai valori attuali corrisponde a uno sconto di circa l’1%. Difficile però pensare che il ceo della banca, Andrea Orcel, decida di rilanciare. Un’ipotesi a cui crede poco anche il mercato, considerando che, sommando la partecipazione diretta del 26,77% e le adesioni all’offerta (7,85%), Unicredit ha già in mano il 34,62%, ben oltre la soglia del 30% indicata come obiettivo dell’offerta. Una quota a cui bisogna aggiungere un ulteriore 3,22% in derivati regolabili in azioni e infine un 13,19% di derivati regolabili unicamente in contanti. Il totale supera il 50%, dando alla banca italiana la maggioranza potenziale di Commerzbank.
