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Ex Ilva, il gruppo indiano Jindal torna in pista: si confronterà con Flacks. Il Governo: “Eserciteremo diritto Golden power”

Ex Ilva, manifestazione d’interesse di Jindal da confrontare con la proposta del fondo Usa Flacks. Tempi e dettagli

Ex Ilva, il gruppo indiano Jindal torna in pista: si confronterà con Flacks. Il Governo: “Eserciteremo diritto Golden power”

Ex Ilva, Jindal torna in campo. I commissari delle amministrazioni straordinarie di Ilva e di Acciaierie d’Italia attendono entro giovedì sera l’invio da parte del fondo americano Flacks Group dei chiarimenti chiesti in merito a piano industriale, ambientale, occupazionale e alle garanzie finanziarie relative all’operazione di acquisizione dell’ex Ilva. Una volta ricevute queste puntualizzazioni da Flacks – la cui offerta è stata giudicata migliore rispetto a quella del concorrente Bedrock, altro fondo americano – i commissari si metteranno al lavoro per esaminarle e vedere se corrispondono a quanto è stato chiesto al potenziale investitore. Nel frattempo – come ha annunciato giovedì mattina nell’informativa al Senato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso – è tornato in pista il gruppo siderurgico indiano Jindal, che ha presentato una manifestazione di interesse (non una vera e propria offerta). Jindal ha lanciato quindi il segnale di voler rientrare nella partita dell’ex Ilva: ora si attende che presenti un piano. A seguire, la comparazione delle offerte.

Ex Ilva, perché Jindal torna in pista

Jindal – omonimo del gruppo (Jsw) che sta investendo a Piombino insieme a Danieli – si era già fatto avanti con il bando lanciato a luglio 2024, la sua presenza era stata confermata a gennaio 2025, ma poi nell’estate del 2025 si era defilato, tant’è che non ha più partecipato alla nuova gara fatta partire dai commissari ai primi dello scorso agosto, al pari del gruppo azero Baku Steel. A quel punto nel bando attuale il loro posto lo hanno preso i fondi americani Bedrock e Flacks Group.

Ma se Baku è andato via perché ha trovato ostacoli nel portare a Taranto la nave rigassificatrice connessa al suo piano – doveva servire ad alimentare la decarbonizzazione e i forni elettrici al posto degli altiforni a carbon coke -, Jindal, invece, ha mollato l’ex Ilva perché si era orientato, in alternativa, sull’acquisto dell’azienda tedesca dell’acciaio ThyssenKrupp. A quanto pare, però, l’operazione si sarebbe arenata perché Jindal avrebbe trovato una situazione complessa in Thyssen e difficoltà anche con il board.

Ex Ilva, ecco cosa ha detto il ministro Urso al Senato

“I commissari poco fa mi hanno dato una notizia particolarmente rilevante, il gruppo indiano Jindal, primario operatore su scala globale, ha presentato anch’esso ieri sera una manifestazione d’interesse per l’intero complesso siderurgico con un piano industriale ambizioso, garantendo il processo di piena decarbonizzazione”. Lo ha dichiarato giovedì mattina il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, durante l’informativa al Senato sulla situazione dell’ex Ilva dicendo che i commissari valuteranno anche questa offerta oltre a quella di Flacks.

Urso ha precisato che la procedura di gara, a differenza di quanto si fece allora con Mittal, consente il miglioramento comparativo dell’offerta al fine di meglio garantire l’interesse nazionale e ha ricordato che i commissari “attendono proprio per la giornata di oggi, tutti i chiarimenti” dall’altro offerente, Flacks.

Con il gruppo statunitense, dal mese di gennaio, il ministro ha sottolineato che è in corso un negoziato diretto e nel decreto che dà ai commissari il mandato di negoziare è precisata “l’imprescindibilità di 3 requisiti”: Questi sono “la disponibilità a cedere alcune aree a Taranto e a Genova, non più utilizzate per la produzione siderurgica, al fine di collocarvi progetti di reindustrializzazione che sono già in campo; la presenza nella compagine azionaria dell’offerente di uno o più soggetti industriali del settore siderurgico, al fine di rafforzare il know how dell’acquirente; da ultimo, ma direi in primis, la imprescindibilità dei requisiti di sostenibilità finanziaria dell’operazione nel tempo. I commissari attendono proprio per la giornata di oggi tutti i chiarimenti dall’offerente”, ha spiegato Urso.

Ex Ilva, Urso: “Eserciteremo il Golden power”

Per l’ex Ilva “eserciteremo anche il diritto di Golden power per garantire al meglio ogni aspetto del processo industriale e della decarbonizzazione ambientale”, ha detto ancora Urso secondo il quale la discesa in campo di Jindal “apre una nuova fase del negoziato che speriamo possa portare il timone di Ilva in mani sicure entro la fine del mese di aprile, quando l’impianto, come previsto nel piano a ciclo corto di manutenzione e di rilancio, sarà in grado di produrre 4 milioni di tonnellate d’acciaio, da molti considerato il livello necessario per essere competitivi, così anche da avviare subito il processo di decarbonizzazione”.

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