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Contratto metalmeccanici, scogli su inquadramento e salari

La proposta sui temi del nuovo sistema d’inquadramento professionale viene considerata dai sindacati un’importante inizio “ma non ancora sufficiente per considerarla una vera e propria riforma della vecchia classificazione delle categorie. Bisogna osare di più”.

Contratto metalmeccanici, scogli su inquadramento e salari

Partecipazione, sistema di relazioni industriali, inquadramento professionale, orario di lavoro, smart-working, e tutela dei lavoratori migranti. Di questi temi si è parlato nell’incontro di oggi tra Federmeccanica e i sindacati che rappresentano la categoria dei lavoratori metalmeccanici: i nodi restano l’inquadramento e i salari (per il secondo l’incontro è fissato per venerdì prossimo, 11 marzo).

“Per noi è indispensabile – recita una nota della Fim-Cisl – rafforzare il tema della partecipazione e delle nuove relazioni industriali a tutti i livelli, da quello aziendale a quello nazionale, osando di più. Se vogliamo fare il salto di qualità, bisogna superare la stagione degli osservatori; anche a livello territoriale, la chiusura sulla contrattazione di prossimità su ambiti territoriale è anacronistica”. Il sindacato guidato da Marco Bentivogli ha anche ribadito l’importanza di creare “nuovi spazi dove oltre che condividere le problematiche si costruiscano soluzioni riattivando le relazioni industriali decentrate. Questa modalità, si rende necessaria anche per elaborare proposte da presentare alle istituzioni del nostro Paese, per il rilancio di una nuova politica industriale, di miglioramento della produttività del settore e per sviluppare moderne politiche attive sul mercato del lavoro. Nelle grandi imprese bisogna osare di più sulla governance d’impresa, in quelle medio-piccole applicare lo standard minimo previsto dalle direttive europee per le imprese sopra i 50 dipendenti”.

La proposta sui temi del nuovo sistema d’inquadramento professionale viene dunque considerata un’importante inizio ma non ancora sufficiente per considerarla una vera e propria riforma della vecchia classificazione delle categorie. “E’ positivo l’aggiornamento dei vari profili professionali – scrive ancora la Fim-Cisl -, ma bisogna intervenire contemporaneamente sull’architettura del nuovo sistema con la definizione delle fasce, predisponendo anche la formulazione di una proposta necessaria per modificare e facilitarne l’applicazione soprattutto nelle piccole e medie aziende. Su orari di lavoro, permane una grande contraddizione nella posizione di Federmeccanica, da un lato si apre positivamente su linee guida sullo smart-working e verso una migliore conciliazione di vita e lavoro, e dall’altro si chiede la riduzione dei permessi retribuiti (PAR) e la loro monetizzazione in una logica di lavoro e di produttività pre-fordista”.

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