Costo della vita e lavoro: sono le principali preoccupazioni dei cittadini europei e le priorità che il Parlamento europeo dovrebbe affrontare. E a seguire la sicurezza. Lo rileva l’indagine Eurobarometro per l’autunno del 2025 pubblicata dal Parlamento europeo.
Dunque l’aumento dei prezzi e il costo della vita campeggiano tra le inquietudini dei cittadini europei (il 41% degli intervistati), insieme alla creazione di opportunità di lavoro (35 per cento, in crescita di 5 punti percentuali rispetto al maggio 2025). Attualmente il tasso annuo di inflazione nella Ue è al 2,3%, ma c’è da precisare che è aumentato per i prodotti alimentari non lavorati (4,4% rispetto al 3,5%) e per i beni industriali non energetici (0,4% rispetto allo 0,3%). Quanto al lavoro, a novembre 2025 il tasso di disoccupazione nell’UE era del 6,0%, stabile rispetto a ottobre 2025 ma in aumento rispetto al 5,8% di novembre 2024.
E se da un lato la maggioranza ritiene che il proprio tenore di vita rimarrà stabile nei prossimi cinque anni, tuttavia una percentuale significativa (28%) teme un peggioramento. Il timore è più diffuso tra gli intervistati francesi (45%), belgi (40%) e slovacchi (40%). Quanto agli italiani, in cima alle priorità di cui il Parlamento dovrebbe occuparsi ci sono l’economia e i posti di lavoro (41%), in aumento di 6 punti percentuali rispetto a maggio 2025, e l’inflazione e il carovita (40%). Da segnalare il forte incremento della sanità pubblica, che risulta una priorità per il Parlamento per 37% degli italiani, 16 punti percentuali in più rispetto a maggio scorso.
L’Italia: cresce la sanità tra le urgenze
Difesa e sicurezza dell’Ue sono poi al terzo posto nelle preoccupazioni dei cittadini europei (34%). Nell’indagine, tra i temi più allarmanti, ci sono i conflitti e le guerre in corso vicino all’Unione europea (72 per cento), il terrorismo (67 per cento), i disastri naturali aggravati dal cambiamento climatico (66 per cento) e gli attacchi informatici da Paesi esterni all’Ue (66 per cento).
In Italia i valori risultano superiori alla media dell’Ue: 83 per cento per guerre vicine in corso, terrorismo e disastri naturali aggravati dal cambiamento climatico, e 79 per cento per gli attacchi cyber da Paesi extra Ue. Tra le ulteriori preoccupazioni più elevate per gli italiani figurano i flussi migratori incontrollati (81 per cento) e la dipendenza dell’Unione da Paesi esterni per l’approvvigionamento energetico (78 per cento).
Più unità e più risorse: le richieste all’Europa
Più in generale, di fronte alle numerose difficoltà del momento, i cittadini europei si aspettano azioni più concrete da parte dell’Unione. Il 66% dei cittadini desidera che l’Ue contribuisca alla loro sicurezza e ne sottolinea il ruolo protettivo nell’attuale contesto politico. Gli europei riconoscono anche l’importanza cruciale dell’unità: l’89% degli intervistati pensa che gli Stati membri dovrebbero essere più uniti e il 73% è convinto che servano maggiori risorse europee per affrontare le attuali sfide globali. Secondo i cittadini, per rafforzare la sua posizione nel mondo, l’UE dovrebbe concentrare i propri sforzi soprattutto su difesa e sicurezza (40%), competitività, economia e industria (32%) nonché indipendenza energetica (29%).
Anche gli intervistati italiani sostengono con forza la richiesta di una maggiore unità (91%) e di garantire maggiori risorse all’azione europea, così come sostengono che l’UE contribuisca alla loro sicurezza (67% in favore).
Il sondaggio Eurobarometro del Parlamento europeo dell’autunno 2025 è stato condotto in tutti i 27 Stati membri dell’UE. In totale sono state condotte 26.453 interviste.
