Aprendo i lavori del direttivo della Bce, in corso ieri e oggi a Firenze, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella esorta l’Europa a ritrovare “slancio e coraggio”, perché “non possiamo permetterci l’irrilevanza”. Proprio oggi il direttivo della Banca centrale dovrebbe lasciare i tassi di interesse invariati per la terza seduta consecutiva, proseguendo sulla linea della prudenza, che potrebbe condurre a non modificare le scelte di politica monetaria fino a fine anno. Gli analisti vedono questa come la scelta più probabile, guardando con maggiore interesse a quelle che saranno le mosse di Eurotower nel 2026.
Nel 2025 la Bce ha proceduto a quattro tagli consecutivi da 25 punti base seguiti da due riunioni senza toccare i tassi. L’approccio della presidente Christine Lagarde resta quello data dependent, la Banca centrale continua a monitorare soprattutto l’inflazione, a settembre al 2,2% nell’Eurozona, vicina dunque al target del 2% indicato all’inizio del ciclo di rialzi scattato nel 2022 con l’invasione russa dell’Ucraina e la crescita dei prezzi dell’energia.
Bce ed Europa, le parole di Mattarella
Quindi Mattarella esordisce: “Persistono difficoltà, nell’Unione, nel mettere a fattor comune le iniziative su materie strategiche come le politiche estera e di difesa; così come gli investimenti in infrastrutture e innovazione. La carenza di un’azione comune adeguata indebolisce tutti: si traduce in una minore capacità di rispondere alle necessità dei cittadini e in una progressiva perdita di rilevanza sul piano internazionale. Non possiamo permettercelo”.
Il Capo dello Stato sottolinea: “La Bce ha assolto con successo il proprio mandato, anche nei momenti difficili, operando con indipendenza, con senso di responsabilità, con riconosciuta integrità, al servizio dei cittadini europei. Esprimo un convinto apprezzamento alla Presidente Lagarde e a tutti i componenti del Consiglio direttivo per la grande competenza e la determinazione con cui avete affrontato, negli ultimi anni, sfide di complessità straordinaria: la pandemia, lo shock energetico seguito alla sciagurata aggressione russa all’Ucraina, il repentino rialzo dell’inflazione, oggi riassorbito”.
Panetta sull’Europa: “Per contare deve innovare e integrarsi”
“La lezione per l’Europa di oggi è chiara: per preservare il proprio peso economico e contare nel mondo, deve superare le rigidità istituzionali, investire in innovazione e completare il mercato unico“. Lo ha detto ieri sera il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ai colleghi del Consiglio direttivo della Bce al termine della riunione a Palazzo Vecchio, a Firenze. Panetta ha paragonato il rischio di un declino dell’Ue, se non completerà il suo processo di integrazione, all’Italia dopo il Rinascimento: alla prosperità di Firenze, Genova, Napoli come innovativi centri finanziari e commerciali dal XII secolo al Rinascimento, seguì la decadenza quando “l’Italia rimase politicamente ed economicamente frammentata, appesantita da norme inadeguate e da corporazioni che soffocavano l’innovazione”.
Panetta sull’euro digitale: “Garanzia di moneta pubblica”
E sul progetto dell’euro digitale, Panetta ha poi sottolineato un obiettivo: “Garantire che, anche nell’era digitale, i cittadini possano contare su servizi finanziari affidabili, fondati su una moneta pubblica”. Il governatore ha detto che “la proliferazione di pseudo-monete digitali private, sottratte alla supervisione, può generare instabilità, trasferire il signoraggio a pochi attori e favorire attività illecite”. Dunque “il ruolo delle banche centrali è cruciale: devono assicurare che la tecnologia ci spinga in avanti – verso un sistema monetario più integrato ed efficiente – e non indietro, verso un ordine frammentato e fragile”.
