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Bce, Draghi: altre Banche centrali creano incertezza, Omt necessarie ora più che mai

Il Presidente della Bce ha sottolineato la necessità di fronteggiare “potenziali cambiamenti della linea di politica monetaria in altre giurisdizioni, con l’incertezza che a questo si associa nell’economia globale integrata” – Quanto alle prospettive generali dell’economia, la Bce “vede qualche segnale di stabilizzazione a livello di fiducia nell’Eurozona”.

Bce, Draghi: altre Banche centrali creano incertezza, Omt necessarie ora più che mai

Il piano anti-spread della Banca centrale europea (Omt) varato lo scorso settembre “è anche più necessario oggi”, poiché bisogna fronteggiare “potenziali cambiamenti della linea di politica monetaria in altre giurisdizioni, con l’incertezza che a questo si associa nell’economia globale integrata”. Lo ha detto oggi Mario Draghi, presidente della Bce, in un discorso tenuto a Berlino per spiegare i motivi che hanno portato l’Eurotower ad adottare il piano Omt, attualmente nel mirino della Corte costituzionale tedesca. 

Quando parla di “altre giurisdizioni”, Draghi fa riferimento ai segnali inviati la scorsa settimana da Ben Bernanke, numero uno della Federal Reserve, sul possibile stop al Quantitative easing tra fine 2013 e inizio 2014 e alle recenti posizioni mostrate dalle autorità monetarie della Cina, che temendo bolle speculative hanno negato finora immissioni di liquidità nonostante l’impennata dei tassi interbancari. 

Grazie al piano europeo per l’acquisto dei bond dei Paesi in difficoltà – ha sottolineato Draghi – “l’Eurozona è diventata un luogo più stabile e resistente per gli investitori rispetto a un anno fa”. L’annuncio “ha abbassato i rischi per i Paesi core, quelli di un collasso dell’euro, i rischi derivanti dal sistema Target in un tale scenario e quelli di interessi di mercato distorti a causa dei flussi di liquidità verso Paesi considerati sicuri”. 

Quanto alle prospettive generali dell’economia, la Bce “vede qualche segnale di stabilizzazione” a livello di fiducia nell’Eurozona, anche se “restano le incertezze. Gli stimoli monetari e il miglioramento dei mercati finanziari saranno di sostegno a una ripresa alla fine dell’anno. In termini di politica monetaria – ha continuato Draghi – la stabilità dei prezzi è garantita e le prospettive generali dell’economia richiedono il mantenimento di un orientamento accomodante. La situazione è migliorata e la frammentazione dei mercati finanziari è in diminuzione. Emergono segnali preliminari di una stabilizzazione”.

Per quanto riguarda invece la politica monetaria, Draghi ha assicurato che “l’uscita dalla posizione accomodante è ancora distante, in quanto l’inflazione è bassa e la disoccupazione è alta”. 

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