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Banche centrali mettono in guardia: divario crescente tra listini azionari e obbligazionari. Dito puntato sul debito pubblico

La Bri mette in guardia dal crescente divario tra debito pubblico e azionario e teme un effetto contagio tra Stati. Il manico del coltello in mano agli hedge fund e avverte dei pericoli incomberti, segnalati dall’aumento del premio richiesto dagli investitori per acquistare debito a lunga. “Il quadro del mondo è meno roseo di quel che sembra”

Banche centrali mettono in guardia: divario crescente tra listini azionari e obbligazionari. Dito puntato sul debito pubblico

Mentre i listini azionari continuano a salire e a macinare record, sono i mercati obbligazionari a preoccupare, schiacciati dal peso dei debiti pubblici. A rilevare la disconnessione tra i due mercati è un recente rapporto della Bri, la Banca dei regolamenti internazionali, l’ombrello sotto cui sono raccolte tutte le banche centrali del mondo che teme una propagazione dello stress da uno Stato all’altro, tanto più se le gigantesche emissioni di titoli di Stato sono in mano a fondi speculativi, come gli hedge fund.

La Bri, nel suo rapporto trimestrale, ha rilevato che i recenti guadagni nei mercati finanziari non riflettono adeguatamente i pericoli incombenti derivanti dall’aumento del debito sovrano e dalla crisi del commercio mondiale. Cartina al tornasole, dice la Bri, è l’aumento del premio richiesto dagli investitori per acquistare il debito trentennale delle principali economie quest’anno, mostrando “crescenti preoccupazioni circa le prospettive fiscali”.

Gli investitori sia in azioni che nel credito, incoraggiati dalle prospettive di spesa pubblica e dai minori costi di indebitamento, hanno favorito un rialzo che potrebbe dipingere un quadro del mondo più roseo di quanto giustificato, ha sottolineato l’istituto con sede a Basilea. “Questa valutazione molto ottimistica sembra ignorare alcune delle sfide concrete dell’economia reale”, ha dichiarato ai giornalisti Hyun Song Shin, capo del dipartimento monetario ed economico della BRI. I mercati sono “vulnerabili al riprezzamento dovuto a cattive notizie”, ha aggiunto.

Le dichiarazioni riflettono il disagio dei funzionari di Basilea per quello che, hanno descritto come un “tono di propensione al rischio” da parte degli investitori. I tagli dei tassi di interesse in Europa, nel Regno Unito e negli Usa hanno sostenuto tale rally, insieme agli annunci di spesa pubblica soprattutto negli Stati Uniti e in Germania.

L’ottimismo dei mercati contrasta con il “crescente malessere” per le prospettive fiscali

La Bri ha avvertito che l’ottimismo dei mercati contrasta con il “crescente malessere” riguardo alle prospettive fiscali nelle economie avanzate, evidenziato da un irripidimento della curva dei rendimenti nella parte molto lunga in tutte le principali giurisdizioni, tra i titoli di Stato a 10 e 30 anni.

Shin ha ricordato che gli oneri finanziari nazionali osservati in tutto il mondo stanno raggiungendo livelli al limite della sostenibilità. “L’esperienza storica dimostra che lo stress del mercato può manifestarsi molto prima che i livelli di debito superino le definizioni dei libri di testo”, ha affermato.

Il rischio maggiore dall’effetto contagio e dagli hedge fund

All’inizio di quest’anno Moody’s è stata l’ultima delle principali agenzie di rating a privare gli Stati Uniti dello status di Tripla A, mentre la scorsa settimana Fitch ha tagliato il rating della Francia al livello più basso di sempre a causa di preoccupazioni relative alle finanze pubbliche. “Questo è il momento di prestare attenzione ai potenziali canali di amplificazione che potrebbero propagare lo stress”, ha Shin, aggiungendo che le valutazioni elevate degli asset rischiosi li rendono vulnerabili.

Ha inoltre sottolineato come l’emissione di obbligazioni governative venga sempre più assorbita da investitori con un elevato indebitamento, come gli hedge fund.



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