Unicredit chiude il miglior primo semestre della sua storia con un utile netto di 6,1 miliardi di euro e un secondo trimestre oltre le attese degli analisti. I risultati, arrivati dopo il successo dell’ops su Commerzbank, spingono il gruppo guidato da Andrea Orcel a rialzare la guidance 2026 e i target di redditività fino al 2030, con ricavi in crescita, costi sotto controllo e forte generazione di capitale.
Unicredit supera le stime: ricavi a 13 miliardi e boom delle commissioni
Nei primi sei mesi del 2026 i ricavi netti hanno raggiunto 13 miliardi di euro, in crescita del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente al netto della componente straordinaria negativa sui proventi da negoziazione, mentre i ricavi core sono saliti del 3,6% a 12,2 miliardi. A sostenere la performance sono state soprattutto le commissioni e il risultato della gestione assicurativa, arrivati a 5 miliardi di euro, in aumento dell’11%, grazie alla forte crescita delle attività di investimento, consulenza e finanziamento.
Il margine di interesse si è attestato a 7,2 miliardi, in calo dello 0,8% su base annua ma resiliente considerando il calo dell’Euribor e la pressione sui margini. I proventi da negoziazione sono invece scesi a 229 milioni, in diminuzione del 55%, principalmente per la componente straordinaria negativa da 245 milioni nel secondo trimestre legata ai costi di copertura e finanziamento dell’aumento della partecipazione in Commerzbank. In forte crescita invece i dividendi, saliti a 1,1 miliardi, più che raddoppiati rispetto alla prima metà del 2025.
La crescita dei ricavi si è accompagnata a un ulteriore miglioramento dell’efficienza operativa. I costi sono scesi a 4,6 miliardi di euro, in calo dell’1%, portando il rapporto costi/ricavi al 34,3%, tra i livelli più competitivi del settore bancario europeo. Il costo del rischio è rimasto contenuto a 17 punti base, con rettifiche su crediti pari a 377 milioni, mentre il RoTE semestrale si è attestato al 23,7%.
Unicredit secondo trimestre: utile netto a 2,9 miliardi, ricavi in crescita del 6,6%
Il secondo trimestre ha rappresentato il 22esimo trimestre consecutivo di crescita. L’utile netto si è attestato a 2,9 miliardi di euro, in calo del 13,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 ma in crescita del 22% su base rettificata. I ricavi totali hanno raggiunto 6,5 miliardi, in aumento del 6,6% annuo, mentre i ricavi netti si sono attestati a 6,3 miliardi (+5,4%).
Nel trimestre il margine di interesse è salito a 3,7 miliardi, in crescita dello 0,4% annuo e del 2% rispetto ai tre mesi precedenti, sostenuto dall’aumento dei volumi di prestiti e depositi. Le commissioni e il risultato netto della gestione assicurativa hanno raggiunto 2,5 miliardi, con un incremento del 14,3% su base annua, trainati soprattutto dagli investimenti, dalla consulenza e dalle attività di finanziamento.
A pesare sui risultati trimestrali è stata la voce dei proventi da negoziazione, negativa per 246 milioni di euro, per effetto della componente straordinaria legata all’operazione Commerzbank. I costi operativi sono rimasti sotto controllo a 2,3 miliardi, in calo dello 0,7% rispetto a un anno prima, mentre il rapporto costi/ricavi si è attestato al 35,2%. Il CET1 ratioè salito al 14,3%, in aumento di 7 punti base rispetto al trimestre precedente.
Unicredit alza la guidance 2026: utile oltre 11 miliardi
La forza dei risultati ha portato il gruppo a rivedere al rialzo gli obiettivi per l’esercizio in corso. Unicredit prevede ora un utile netto 2026 ben superiore a 11 miliardi di euro, che salirebbe a circa 11,5 miliardi escludendo i costi di integrazione. L’obiettivo è raggiungere un utile netto oltre 13 miliardi nel 2028 e oltre 15 miliardi nel 2030, prima del consolidamento integrale di Commerzbank.
Sul fronte patrimoniale la banca conferma una posizione solida: il CET1 ratio è al 14,3%, con un livello che potrebbe salire al 15% considerando il Danish Compromise e il recupero degli effetti temporanei sugli Rwa. Crescono anche l’attività commerciale e la raccolta: i prestiti sono aumentati dell’8% su base annua a 442,6 miliardi, mentre i depositi sono saliti dell’8,3% a 503,8 miliardi.
Dividendi e buyback: confermata la politica di remunerazione
Resta invariata anche la politica di remunerazione degli azionisti, con un payout complessivo dell’80% dell’utile distribuibile tra dividendi e buyback. Nel primo semestre sono già stati accantonati 4,7 miliardi destinati alle distribuzioni, di cui 2,3 miliardi nel solo secondo trimestre. Il gruppo prevede inoltre un acconto sul dividendo cash 2026 di circa 2,8 miliardi, pari a circa la metà della cedola complessiva attesa. Il buyback da 4,75 miliardi previsto per il 2025 sarà invece destinato a finanziare l’acquisizione di Commerz, investimento che la banca ritiene in grado di generare rendimenti superiori.
Unicredit, assemblea straordinaria il 21 settembre: sul tavolo bond convertibili fino a 5 miliardi
Il cda di Unicredit ha convocato per il prossimo 21 settembre l’assemblea straordinaria dei soci a Milano, chiamata a votare alcune modifiche statutarie legate alla nuova disciplina sulla presentazione di una lista di candidati da parte del consiglio di amministrazione. Gli aggiornamenti recepiscono le modifiche introdotte dal Testo unico della finanza e dalla recente Legge Capitali, con l’obiettivo di adeguare le regole sulla nomina del board.
All’ordine del giorno anche l’autorizzazione al consiglio di amministrazione a emettere, nei prossimi anni, uno o più prestiti obbligazionari convertibili in azioni Unicredit denominati in dollari, per un controvalore massimo complessivo di 5 miliardi di euro. Lo strumento punta a rafforzare la flessibilità finanziaria del gruppo nella fase di crescita successiva all’operazione Commerz.
Orcel: “Primo semestre record, acceleriamo sulla crescita”
“Unicredit ha raggiunto ancora una volta una serie eccezionale di risultati, che ci hanno portato alla migliore performance operativa di sempre e a un primo semestre record – ha dichiarato l’amministratore delegato Andrea Orcel -. Stiamo accelerando la crescita redditizia dei ricavi, sostenuta dall’aumento delle quote di mercato, da un forte slancio commerciale e da una continua spinta sull’efficienza. Questi risultati ci hanno permesso di migliorare la guidance sull’utile netto 2026 a oltre 11 miliardi di euro, o a circa 11,5 miliardi escludendo i costi di integrazione”.
Orcel ha sottolineato il ruolo della trasformazione avviata dal gruppo, con investimenti in tecnologia, intelligenza artificiale e persone per rendere la banca “più snella, rapida ed efficiente”, confermando la strategia di crescita nei diversi mercati in cui Unicredit opera. “La nostra diversificazione, insieme alla disciplina nel valutare nuove opportunità di crescita, ci mette nella condizione di creare valore sostenibile per gli azionisti e affrontare contesti diversi con solidità”, ha aggiunto il ceo.
