Il comparto legno-arredo è uno dei pilastri del Made in Italy: design, qualità dei materiali e cura artigianale sono gli elementi distintivi che contribuiscono a mantenere elevato l’interesse sui mercati internazionali. Nel complesso riportato dal Focus Sace, la filiera dell’arredamento ha registrato nel 2025 un fatturato di 161 miliardi di euro e un valore aggiunto di 39,5 miliardi, grazie a circa 154mila imprese (di cui 27mila PMI) e 656mila addetti.
Il settore si distingue nel panorama internazionale per l’eleganza del design, l’eccellenza dei materiali e l’attenzione artigianale. Lo scorso anno il sottogruppo del mobile ha registrato esportazioni per 13,8 miliardi, in sostanziale stabilità rispetto al 2024, di cui 11,2 miliardi di euro di mobili in senso stretto (-1,2%). All’andamento positivo delle vendite in parti e accessori (+4,2%), legno e prodotti in legno (+3,5%), mobili per arredo domestico (+0,7%), poltrone e divani (+1,4%), si sono contrapposte riduzioni in arredo esterno (-7,6%), sedie (-2,1%) e mobili per cucina (-5%).
In calo i mercati di riferimento, Francia e Stati Uniti. In crescita invece il Brasile
La dinamica appena descritta trova riferimento alle flessioni di Francia (-1,8%) e Stati Uniti (-5,3%), rispettivamente primo e secondo mercato di sbocco accogliendo insieme circa il 30% del totale. Sulla domanda francese hanno pesato i cali di poltrone e divani; la richiesta statunitense, penalizzata dal complesso contesto commerciale causato dell’aumento dei dazi doganali, ha visto minori vendite di mobili per arredo domestico, parti e accessori.
Dall’altro lato, crescite rilevanti sono state registrate da partner commerciali come Brasile (+5,4%), Emirati Arabi (+3,2%, grazie al boom edilizio), Germania (+2%) e Regno Unito (+3,6%), sostenute specialmente da parti e accessori di mobili. Da segnalare le contrazioni verso Svizzera (-4,3%) e Cina (-6,4%), dove permane un rallentamento degli investimenti a seguito della crisi del settore immobiliare. Tra le dinamiche molto favorevoli in mercati meno presidiati spiccano Turchia (+36,9%) e Marocco (+53,5%). La diversificazione dei mercati di destinazione si conferma l’elemento chiave per continuare a crescere a livello internazionale, puntando su prodotti di alta qualità e design ricercato.
In particolare, dercati emergenti come India, Marocco e Brasile presentano un elevato potenziale di sviluppo per l’export. In India, la crescita del mercato del mobile è favorita da aumento dei redditi disponibili, urbanizzazione e cambiamento delle preferenze dei consumatori verso soluzioni abitative modulari dal design contemporaneo. In Marocco, grazie al turismo di fascia alta, gli investimenti infrastrutturali e la valorizzazione del patrimonio culturale sostengono la domanda di arredamento di alta qualità posizionando favorevolmente il Made in Italy. In Brasile il settore è previsto in crescita da 16,15 miliardi del 2026 a 19,74 miliardi nel 2031, sostenuto dall’evoluzione nelle preferenze dei consumatori e dalle opportunità di esportazione verso Europa e Mercosur, grazie ad accordi commerciali agevolati.
A trainare l’export è il Nord, ma attenzione alla Puglia
Da una prospettiva regionale, a trainare le vendite oltreconfine sono Lombardia, Veneto e Friuli–Venezia Giulia, contribuendo complessivamente a quasi il 70% del totale. La Lombardia, che da sola rappresenta circa il 30%, lo scorso anno ha registrato una lieve flessione dell’1,8%. In calo anche l’export del Veneto (-2,7%), mentre dinamiche positive arrivao da Friuli-Venezia Giulia (+5,2%) ed Emilia-Romagna (+1,8%).
Degna di nota è la performance della Puglia (+12,2%), prima regione del Mezzogiorno che si distingue per un tessuto produttivo dinamico e orientato a innovazione, sostenibilità e digitalizzazione, anche grazie al supporto di specifici incentivi regionali. In termini di specializzazione territoriale, la regione si caratterizza in particolare per la produzione di divani e poltrone nelle aree di Matera, Bari e Barletta-Andria-Trani.
