Se ne è andato ieri Adolfo Battaglia, Doddo per gli amici, 96 anni, giornalista e politico gentiluomo, allievo di Ugo La Malfa nel partito repubblicano in cui fu vicesegretario e direttore de La voce repubblicana, e ministro dell’Industria che varò la legge Antitrust.
Uomo di raffinata cultura e di forti sentimenti democratici – il padre Achille era il grande avvocato antifascista che scrisse un memorabile “Processo alla giustizia” – Doddo Battaglia aveva una concezione alta e nobile della politica ma anche un’umanità e un senso dell’ironia che lo rendeva affabile. Dopo una lunga carriera nel Partito repubblicano, divenne ministro dell’Industria dal 1987 al 1991 e in questa veste, lavorando in sintonia con il presidente socialista della Commissione Industria del Senato, Roberto Cassola, fece approvare dal Parlamento la legge Antitrust che stabilì anche in Italia regole europee contro le concentrazioni monopolistiche e l’abuso di posizione dominante che distorce la libera concorrenza del mercato.
Battaglia era un politico raro, che anteponeva sempre l’interesse nazionale a quello personale e che sapeva pensare in grande. Da tempo si era avvicinato ai liberal dell’area Pd. Ci mancherà.
