Si sposta a Todi, dal 22 al 24 maggio, Porchettiamo – il Festival delle porchette d’Italia che può essere considerato un rito popolare che attraversa l’Italia da Nord a Sud. giunto alla sua sedicesima edizione. Todi diventerà per un intero weekend un palcoscenico perfetto per accogliere mastri porchettai da tutta Italia, chef, produttori, food truck, artigiani del gusto e appassionati.
Un cambio di location importante, simbolico e strategico da San Terenziano di Gualdo Cattaneo, sempre in Umbria dove la manifestazione è nata anni fa, per uno degli appuntamenti gastronomici più attesi dell’anno. Il format resta quello che negli anni ha conquistato migliaia di visitatori: tre giorni dedicati alla porchetta artigianale italiana, allo street food di qualità, alla convivialità e alla cultura del cibo popolare. Ma il contesto cambia, si amplia, si rinnova, con nuovi spazi a disposizione e nuove proposte.
Porchettiamo nasce per raccontare la porchetta in tutte le sue forme e tradizioni, ma soprattutto per raccontare le persone che la rendono un prodotto identitario: artigiani, allevatori, territori. Un cibo che affonda le radici nella civiltà contadina e che nel tempo è diventato simbolo di festa, condivisione e appartenenza.
Una vera primizia della tradizione culinaria italiana, che regala al palato di chi l’assaggia un’esplosione inimitabile di sapori e di gusto. Stiamo parlando della porchetta, uno dei prodotti tipici più rinomati del Lazio e delle regioni del Centro, commercializzato con successo in tutta Italia e famoso anche all’estero. Protagonista indiscussa di tutte le sagre e delle feste di paese, questa specialità gastronomica ha alle spalle una storia lunga e millenaria che la rende ancora più unica anche se le sue origini vengono rivendicate da più territori.
Gli abitanti di Ariccia, nel Lazio, vantano una antichità di questa specialità che fanno risalire ad epoche preromaniche e alla popolazione dei Latini. Secondo la vulgata ricorrente la nobiltà romana era solita trasferirsi durante la stagione estiva proprio tra le colline di Ariccia, dove spesso venivano organizzate battute di caccia e si organizzavano sontuosi banchetti. E fra i suoi appassionati ci sarebbe stato addirittura l’imperatore Nerone.
Ma anche l’Umbria rivendica una paternità storica sostenendo che è nata a Norcia, famosa sin dai tempi dei Romani per l’allevamento del maiale (di qui il sostantivo “norcino”). E in Umbria, a Costano, una frazione di 782 abitanti del comune di Bastia Umbra nella provincia di Perugia si produce ancora oggi una inimitabile porchetta, che richiama molti appassionati. I “porchettai” del paese, molto fieramente, si tramandano questo mestiere da ben 500 anni.
Troviamo ancora salde tradizioni della porchetta anche a Campli, in provincia di Teramo, in Abruzzo.
La sua fama ha inoltre oltrepassato i confini d’Italia è stata eletta dal New York Times come uno dei 5 cibi più buoni al mondo e in Canada si organizzano gare a premi per celebrarla.
Cuore dell’evento tuderte sarà la Piazza delle Porchette, dove si potranno degustare le migliori porchette d’Italia: da quelle umbre alle grandi interpretazioni regionali, tra tradizione e innovazione. Accanto agli stand dei produttori ci saranno i panini gourmet degli chef, le cucine di strada, le birre artigianali, i vini del territorio, approfondimenti e talk, per una programmazione pensata per coinvolgere tutti: famiglie, appassionati e produttori.
“Il trasferimento a Todi – affermano gli organizzatori – rappresenta una scelta che guarda al futuro senza dimenticare le radici. Una nuova casa capace di offrire nuove opportunità e un respiro ancora più nazionale e internazionale. Stesso spirito autentico, stessa anima popolare, ma con tante novità che saranno svelate nelle prossime settimane. Porchettiamo è un evento che negli anni è cresciuto restando fedele a sé stesso: mai modaiolo, sempre popolare, mai scontato, sempre autentico. Il cambio di location è una grande sfida ma anche una grande occasione. Todi ci permetterà di aprire una nuova fase del festival, mantenendo intatto il format che il pubblico ama e introducendo nuove esperienze, nuove collaborazioni, nuovi format e declinazioni in grado di assicurare una ulteriore valorizzazione del prodotto”.
