Condividi

Banner FIRSTonline

Sicurezza, dal Cdm via libera alla stretta: ecco le nuove regole dopo le garanzie volute dal Quirinale

Via libera dal Consiglio dei ministri alla stretta sulla sicurezza con i correttivi e le garanzie volute dal Quirinale. Dalle misure di prevenzione severe per arginare disordini ai cortei al registro alternativo degli indagati, ecco le novità

Sicurezza, dal Cdm via libera alla stretta: ecco le nuove regole dopo le garanzie volute dal Quirinale

Via libera dal Consiglio dei ministri alla stretta sulla sicurezza con i correttivi e le garanzie volute dal Quirinale. Misure di prevenzione severe per arginare disordini ai cortei: il giudice potrà decidere di vietare le manifestazioni ai condannati per terrorismo, devastazione o saccheggio e il magistrato avrà la facoltà di revocare il fermo preventivo di 12 ore comminato dalla polizia in presenza di motivazioni o precedenti specifici.

Sicurezza, dal Cdm via libera alla stretta

Previste norme per combattere la violenza urbana, in particolare quella minorile con sanzioni ai genitori di minorenni armati di coltello. Rafforzata la legittima difesa col registro separato per i reati con “causa di giustificazione” ovvero lo scudo per gli agenti e non solo.

Di immigrazione, parte iniziale del pacchetto, ci si occuperà la prossima settimana (mentre entro “due settimane” arriverà il tanto atteso decreto Bollette), con la delega per recepire il Patto Ue e un disegno di legge per contrastare l’immigrazione illegale che conterrà anche il blocco navale.

In Cdm parlano a lungo il titolare dell’Interno Matteo Piantedosi e il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che si dilunga a spiegare ai colleghi proprio lo “scudo penale”, esortando a non chiamarlo così perché – dice – tale non è visto che varrà per tutti (fa l’esempio dei medici) e “non dà impunità”. Spiega anche l’utilità del registro alternativo a quello degli indagati (il “registrino” lo chiamano i ministri) altrimenti “il pm potrebbe fare accertamenti a vita”.

Sicurezza, ecco quali sono le nuove regole

Più nei dettagli, tra le novità del decreto le norme “anti-maranza” con la stretta sui coltelli e le multe a genitori ed esercenti, la stabilizzazione delle zone rosse con la possibilità di allontanare soggetti pericolosi dalle aree più a rischio delle città, pene più severe per i borseggiatori, con il furto per destrezza che torna procedibile d’ufficio. C’è il divieto di partecipare a manifestazioni per i condannati per terrorismo o lesioni agli agenti (e un’altra decina di reati gravi), e sanzioni pesanti per i cortei non autorizzati o che deviano dal percorso. Non c’è la cauzione che la Lega auspicava e che, avverte Salvini, il suo partito “porterà in Parlamento”. Ma con le multe (fino anche a 20mila euro), è sicuro Piantedosi, “già si anticipa il concetto di responsabilizzare” chi organizza i cortei.

Sicurezza, i correttivi del Quirinale

Il vaglio del pacchetto richiede più di un’ora. Le misure vengono illustrate nel dettaglio, diversi ministri, si racconta, chiedono spiegazioni, ad esempio sulla differenza fra Daspo e fermo. Il testo, viene rimarcato anche in Cdm, è stato sottoposto agli uffici del Colle, e il punto di caduta – solo dopo l’intervento del Quirinale – è a prova di costituzionalità.

La premier Giorgia Meloni – che preferisce l’intervista tv su Rete 4 alla conferenza stampa a Palazzo Chigi dove manda i suoi ministri – rivendica le norme: serve “un approccio più duro” anche perché finora “un certo doppiopesismo della magistratura” ha reso “difficile difendere i cittadini”. E si dice “indignata” per la scarcerazione di alcuni dei responsabili degli scontri di Torino. Il Guardasigilli Nordio: “Evitiamo le nuove Br”. Matteo Salvini: “Porteremo in Parlamento la cauzione”. L’opposizione insorge contro il ministro della Giustizia per le sue parole: “Irresponsabile”.

Commenta