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Export: Italia saldamente nella top10 mondiale, in crescita del +3%

Negli ultimi quindici anni la domanda estera ha rappresentato il 33% della crescita italiana con il ruolo centrale di oltre 120mila imprese esportatrici e 4,3 milioni di addetti. Tra gennaio e novembre 2025 le vendite di beni in valore hanno segnato un rialzo del 3,1% grazie a farmaceutica (+31%), prodotti in metallo (+8,4%), mezzi di trasporto (+3%), alimentari e bevande (+4,3%)

Export: Italia saldamente nella top10 mondiale, in crescita del +3%

L’ultimo focus SACE conferma l’Italia nella top 10 degli esportatori a livello globale (una quota di mercato del 2,8% circa). Negli ultimi quindici anni la domanda estera ha infatti rappresentato il 33% della crescita economia made in Italy: il ruolo centrale del commercio estero è testimoniato dalle oltre 120mila imprese esportatrici che impiegano circa 4,3 milioni di addetti.

Dopo il rimbalzo post-pandemia, una fase di assestamento

Dopo un biennio 2021-22 di crescita del 20% medio annuo, l’export italiano è risultato invariato l’anno successivo, per poi calare lievemente nel 2024 (-0,5%) attestandosi a 622,6 miliardi di euro. Nonostante le tensioni commerciali a livello internazionale, nel 2025 le esportazioni italiane sono tornate a crescere grazie anche al ritorno del supporto della componente in volume e sono attese chiudere l’anno attorno al 3%.

Tra gennaio e novembre le esportazioni italiane di beni in valore hanno segnato un rialzo del 3,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’incremento è ascrivibile alle dinamiche di: farmaceutica (+31%), prodotti in metallo (+8,4%), mezzi di trasporto (+3%), alimentari e bevande (+4,3%). La meccanica strumentale – primo settore per export – ha riportato invece un andamento stazionario, così come gomma e plastica ed elettronica. In contrazione le vendite oltreconfine di tessile e abbigliamento (-2,2%), prodotti chimici (-1,1%), altra manifattura (-7,3%).

Mercati di sbocco: Ue stabile, spinta dai Paesi ad alto potenziale

In termini di mercati di sbocco, la spinta è arrivata sia dai Paesi Ue (+4,1%, verso cui è diretto circa il 51% del valore esportato) che da quelli extra-Ue (+2,1%). Le principali destinazioni sono Germania (+2,5%), Stati Uniti (+7,9%) e Francia (+5,6%), che insieme accolgono quasi un terzo del totale. In aumento anche le vendite verso Spagna (+10,8%), Svizzera (+14,1%), Paesi OPEC (+11,7%) – in primis Emirati Arabi Uniti +18,5% e Arabia Saudita +3,8% – Filippine (+11,1%), Marocco (+10%) e India (+7,6%).

In contrazione, invece, Turchia (-23,6%) e Cina (-8%). Nel complesso, le esportazioni italiane di beni sono attese chiudere il 2025 con un ritmo di crescita intorno al 3% raggiungendo quota 640 miliardi di euro. La buona performance delle vendite estere è prevista proseguire anche quest’anno, seppur a un tasso inferiore, alla luce anche del rallentamento atteso del commercio internazionale. Note positive continueranno ad arrivare da quei mercati ad alto potenziale come Messico, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Vietnam e Filippine che registreranno incrementi superiori alla media.

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