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Gelati sempre più cari: in cinque anni i prezzi sono saliti del 40%

Il primo forte rincaro è avvenuto nel 2022, quando i prezzi hanno subito un balzo del +13%. Dati alla mano, i prezzi dei gelati sono aumentati più rispetto all’inflazione dei generi alimentari

Gelati sempre più cari: in cinque anni i prezzi sono saliti del 40%

Avete l’impressione che i gelati, in particolar modo quelli confezionati, siano sempre più piccoli e costino sempre di più? Non è solo un’impressione. Lo segnala un’analisi di Altroconsumo che, basandosi su dati Istat, mostra come negli ultimi cinque anni i prezzi medi di biscotti, cornetti e stecchi abbiano subito un’impennata del 40%, con picchi del 75% al chilo per alcuni marchi della grande distribuzione. E alla base di tutto ci sono fenomeni diversi – dalla shrinkflation (ovvero meno quantità e prezzi invariati) all’aumento dell’inflazione sui prodotti alimentari fino alla crisi energetica e logistica – che combinati insieme hanno portato a un aumento dei prezzi generalizzato e costante.

Gelati confezionati: dal 2021 un aumento costante dei prezzi

Lo studio di Altroconsumo parte dai dati Istat, secondo cui nell’arco dell’ultimo quinquennio i prezzi dei gelati sono aumentati del 39,6%. Il primo forte rincaro è avvenuto nel 2022, quando i prezzi hanno subito un balzo del +13% rispetto all’anno precedente. Era l’anno della guerra in Ucraina e della crisi energetica. Una situazione analoga c’è stata poi nel 2023, quando i prezzi sono saliti nuovamente, registrando un’impennata ulteriore del 16% rispetto al 2022.

I Gelati e le cause dei rincari

“Questa crescita straordinaria – osserva l’associazione dei consumatori – è legata principalmente alla crisi energetica e logistica: proprio nel biennio 2022-2023, infatti, i prezzi alimentari hanno registrato un aumento storico in Italia, con un’inflazione media annua del +8,8% nel 2022 e del +9,8% nel 2023. Dati alla mano, i prezzi dei gelati sono aumentati più rispetto all’inflazione dei generi alimentari”. 

A contribuire ai rincari c’è poi la shrinkflation, il fenomeno in base al quale la quantità di prodotto inserita all’interno delle confezioni diminuisce, ma i prezzi restano uguali o addirittura aumentano. Lo studio segnala però che i gelati che hanno visto una riduzione del formato sono comunque la minoranza del totale. “Se anche dal punto di vista esperienziale un consumatore può notare la differenza e rimanere deluso da questo fenomeno, bisogna comunque considerare che, a prescindere dal cambio di formato, i prezzi sarebbero aumentati in ogni caso”, scrive Altroconsumo, secondo cui, oltre alla shrinkflation a contribuire agli aumenti è stata soprattutto la situazione di crisi di qualche anno fa, con il seguito di rincari che ogni crisi porta dietro con sé.

Gli aumenti, poi, seguono dinamiche e percentuali differenti in base al prodotto, al marchio, al supermercato. In altre parole, dietro questo marasma c’è una sola certezza: chi vuole godersi una pausa dolce e fresca dalla calura estiva dovrà spendere di più, molto di più, rispetto al passato. 

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