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Ucraina, media: “Kiev ha accettato accordo di pace”. Colloqui serrati tra Usa e Russia ad Abu Dhabi

Media Usa: Ucraina e Stati Uniti raggiungono accordo di pace, mentre i colloqui con la Russia proseguono ad Abu Dhabi. Sul campo: raid su Kiev causano sei vittime; droni nei cieli di Romania e Moldova

Ucraina, media: “Kiev ha accettato accordo di pace”. Colloqui serrati tra Usa e Russia ad Abu Dhabi

La guerra in Ucraina potrebbe trovarsi davanti a un punto di svolta. Secondo quanto riferito da Abc e confermato a Cbs da fonti dell’amministrazione statunitense, una delegazione ucraina avrebbe accettato i termini del nuovo accordo di pace messo a punto con Washington. La bozza, definita nel fine settimana durante i colloqui di Ginevra, è ora al centro delle discussioni riservate che il segretario dell’Esercito americano Dan Driscoll sta conducendo da lunedì con la delegazione russa ad Abu Dhabi. 

“Gli ucraini hanno accettato l’accordo di pace”, ha dichiarato una fonte Usa, spiegando che “restano solo alcuni dettagli minori”. Se confermata ufficialmente, sarebbe la svolta diplomatica più significativa dall’inizio dell’invasione russa. A confermare l’importanza del momento c’è la presenza negli Emirati anche del capo dell’intelligence militare ucraina, Kyrylo Budanov, rivelata dal Financial Times: un segnale che le trattative sono avanzate, tecniche e politicamente delicate.

Il clima di massima riservatezza è alimentato dal silenzio delle parti. Né Mosca né Kiev hanno ammesso ufficialmente la presenza dei propri emissari ad Abu Dhabi. Il Cremlino parla di “delirio informativo” e sostiene di non avere ricevuto alcuna bozza in 19 punti, quella elaborata nelle ultime ore da Usa, Ucraina ed europei per sostituire il più controverso piano americano in 28 punti.

Driscoll: “Siamo ottimisti, la situazione si muove rapidamente”

Il clima a porte chiuse sembra positivo. Il portavoce dell’Esercito Usa, Jeffrey Tolbert, conferma che i colloqui con la delegazione russa stanno procedendo bene, con contatti costanti con la Casa Bianca. Driscoll sarebbe “molto ottimista” sul fatto che Mosca possa fornire un primo riscontro concreto già nelle prossime ore.

A rafforzare il quadro, l’inviato statunitense presso la Nato, Matthew Whitaker, ha commentato: “Siamo più vicini che mai a raggiungere la pace qui in Europa, e a farla durare”, sottolineando che il contesto dei colloqui sul piano americano per l’Ucraina non è mai stato così promettente.

Il Cremlino intanto prende tempo. Il portavoce Dmitry Peskov definisce “impossibile commentare ogni indiscrezione”, evitando però di smentire la sostanza dei colloqui.

Diplomazia occidentale sotto pressione

Parallelamente ai negoziati, la diplomazia occidentale accelera i contatti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto colloqui telefonici con il cancelliere tedesco Friedrich Merz e con il premier britannico Keir Starmer, definendo le conversazioni “positive e produttive” e sottolineando come “esistano prospettive reali” per un percorso di pace. Starmer, che oggi partecipa alla riunione virtuale della Coalizione dei Volenterosi – copresieduta da Regno Unito e Francia – ha ricordato che “la strada verso una pace duratura è difficile da percorrere”. All’incontro parteciperanno anche il presidente francese Emmanuel Macron, il segretario generale della Nato Mark Rutte, Merz e il premier canadese Mark Carney.

Parallelamente, Zelensky spinge per un incontro diretto con Donald Trump già entro fine novembre, con l’obiettivo di definire il perimetro dell’accordo e garantire che la pressione militare russa non condizioni i negoziati.

La guerra non accenna a fermarsi: raid a terra e droni oltre confine

Sul terreno, tuttavia, il conflitto continua con intensità. La Russia ha lanciato uno dei più pesanti attacchi combinati degli ultimi mesi, utilizzando missili da crociera e balistici, droni Shahed e bombardieri Tu-160 decollati dalla base di Engels. A Kiev si contano almeno sei vittime, decine di feriti e gravi danni alle infrastrutture energetiche, colpite anche nelle regioni di Odessa, Dnipro, Chernihiv, Cherkasy e Kharkiv. Zelensky ricorda ai partner occidentali che, mentre si negozia, “la Russia non ridurrà la pressione”, esortando la popolazione a non ignorare gli allarmi.

La tensione si estende oltre i confini ucraini. Droni russi e ucraini hanno violato lo spazio aereo di Romania e Moldova, costringendo Bucarest a far decollare F-16 ed Eurofighter tedeschi, mentre in Moldova è stato necessario evacuare parte del distretto di Floresti. Simili episodi nelle ultime settimane hanno coinvolto Polonia, Estonia, Lituania e Repubblica Ceca, segnalando una crescente volatilità lungo il fianco orientale della Nato.

Europa divisa tra sostegno a Washington e prudenza strategica

Dall’Europa arrivano posizioni sfumate. Downing Street ha confermato che il Regno Unito continua a pianificare l’invio di truppe in Ucraina come parte di una futura forza multinazionale di mantenimento della pace, che verrebbe dispiegata solo dopo la definizione di un cessate il fuoco concordato con la Russia. L’Unione europea procede invece su un doppio binario: appoggio politico alla diplomazia americana e rafforzamento dell’autonomia strategica con il nuovo programma Edip, che destina 300 milioni di euro anche all’industria militare ucraina.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha definito il piano statunitense “un passo nella direzione giusta”, pur sottolineando che l’Europa non accetterà mai una pace che equivalga a una capitolazione ucraina. Macron ha inoltre ricordato che i beni russi congelati in Europa restano sotto controllo europeo, respingendo l’idea di Trump di reindirizzarli agli Stati Uniti. Dura invece la replica russa: Lavrov liquida le parole di Macron come “sogni aggressivi” e ribadisce che la Francia e la Germania non saranno mai accettate come mediatori. Mosca, dice, accoglierebbe invece Turchia e Bielorussia.

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