Le Borse europee chiudono in rialzo, mentre gli investitori guardano ai nuovi dazi compresi tra il 10% e il 12,5% annunciati da Washington verso i principali partner commerciali, nell’ambito di una nuova serie di barriere commerciali che, secondo l’amministrazione Trump, sono finalizzate a combattere il lavoro forzato e che sostituiscono la tariffa globale temporanea del 10%. A Wall Street invece prevale la cautela dopo la seduta negativa di ieri, chiusa dal Dow Jones con un calo di oltre 500 punti, circa l’1%, appesantito dal rialzo del petrolio e dalla debolezza di Tesla e Alphabet dopo le trimestrali. Oggi sotto osservazione c’è Intel, che ha presentato risultati superiori alle attese, ma non ha cancellato i dubbi degli investitori sul settore tecnologico e sulle prospettive legate all’intelligenza artificiale.
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Intanto, in Medio Oriente, mentre si cerca di portare avanti le mediazioni tra Washington e Teheran con un cessate il fuoco che sembra ancora lontano, si aggiungono le preoccupazioni per gli attacchi degli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, che minacciano il traffico marittimo nel Mar Rosso. Il gruppo ha però escluso una chiusura totale dello stretto, limitando il blocco alle attività legate all’Arabia Saudita.
I prezzi del petrolio tuttavia ritracciano dopo la fiammata della vigilia che ha portato i futures sul Brent oltre i 100 dollari al barile per la prima volta da due mesi. Stabile il gas naturale europeo.
Sull’azionario, la stagione delle trimestrali continua a condizionare i listini. A Piazza Affari questa mattina è stata la volta di Poste Italiane, che ha diffuso i conti del primo semestre confermando gli obiettivi per l’intero esercizio, ma il titolo ha reagito negativamente in Borsa. A sostenere il listino milanese sono state soprattutto le banche, con Bper Banca, Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Mps in evidenza. Bene anche Unicredit, sostenuta dall’apertura al dialogo di Commerzbank sul possibile consolidamento tra i due istituti e dalle indicazioni positive degli analisti.
Tra i titoli più deboli, oltre a Poste, si sono mossi in calo StMicroelectronics, ancora penalizzata dalla cautela sul comparto dei semiconduttori, Telecom Italia e Buzzi. Quest’ultima resta sotto osservazione dopo che Jefferies ha confermato il giudizio “hold”, riducendo però il target price da 49,5 a 46,5 euro. Recupera invece Moncler dopo il forte calo della vigilia seguito alla pubblicazione dei conti.