L’assemblea generale straordinaria di Tim sarà sotto i riflettori mercoledì, sia per l’approvazione di un buy back da 400 milioni, sia per eventuali dettagli circa l’offerta di Poste sulla società di telecomunicazioni. In particolare l’assemblea dovrà votare l’operazione di riacquisto di azioni proprie pari al 3,3% del capitale, per un massimo di 770 milioni di azioni ordinarie, finanziato al 50% con i proventi della vendita di Sparkle da 700 milioni di euro, in programma entro giugno, con la scadenza massima prorogata al 15 ottobre.
Intanto arrivano dagli analisti alcuni commenti che riguardano l’Opas totalitaria presentata da Poste su Telecom Italia il mese scorso, ritenendo che l’offerta abbia bisogno di un ritocco al rialzo.
L’offerta di Poste prevede una componente in denaro pari a 0,167 euro per ciascuna azione di Tim portata in adesione all’offerta e una componente in titoli pari a n. 0,0218 azioni ordinarie di Poste Italiane di nuova emissione per ciascuna azione di Tim portata in adesione. Il corrispettivo complessivo, pari a 10,8 miliardi, tra cash e azioni, è di 0,635 euro per ciascuna azione di Tim, con un premio pari al 9,01% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni di Tim rilevato alla data del 20 marzo 2026. L’esborso per Poste Italiane (che è già il maggiore azionista di Tim) ammonterebbe quindi a 2,8 miliardi di euro.
L’ad di Poste Matteo Del Fante ha recentemente ribadito in una conversazione con il Financial Times che l’offerta dal suo punto di vista è equa, mentre Pietro Labriola, ad di Telecom Italia, intervistato da Bloomberg Tv ha detto che sull’opas “sarà il mercato a decidere se questa offerta è fair”.
Ma gli analisti non concordano. “Riteniamo che il prezzo dell’offerta sia basso e vediamo un’alta probabilità che venga migliorato di almeno un altro 10% per diverse ragioni, anche se il management di Poste Italiane ha affermato di non avere intenzione di aumentarlo” scrive Kepler in un report.
“Riteniamo che vi siano validi motivi per un ulteriore aumento di almeno il 10% dell’offerta di Poste Italiane, sulla base delle sinergie previste, dell’influenza delle minoranze nel sistema di governance aziendale di Tim e dei multipli recentemente pagati in transazioni simili”. Dopo Ubs anche Kepler alza il target price sul titolo (a 0,8 euro) e suggerisce un ritocco al prezzo dell’opas.
Gli analisti scommettono su una rivalutazione del titolo in Borsa “dati la sua maggiore crescita e il minore indebitamento rispetto ai concorrenti, il rapido miglioramento dei rendimenti, l’elevata esposizione sia al tema dei titoli sovrani che al consolidamento del mercato, e il premio di acquisizione”. Kepler si attende anche un potenziale di rialzo per gli obiettivi di flusso di cassa del 2027, rimanendo in attesa del nuovo piano 2027-28.
“Ipotizziamo un ‘valore attuale netto’ (la stima dei flussi di cassa, ndr) per le sinergie di circa 5 miliardi di euro (inclusi alcuni dei 982 milioni di euro di attività per imposte differite di Tim). Prevediamo che questa creazione di valore venga ripartita equamente tra acquirenti e venditori – spiegano gli analisti – pertanto riteniamo che agli azionisti di Tim dovrebbero essere corrisposti circa 2,5 miliardi di euro in aggiunta al valore equo autonomo di Tim. Ciò equivarrebbe a un premio del 20% anziché del 9% offerto”.
La nuova governance di Tim è un altro nodo: “il raggiungimento di un controllo effettivo richiederà un prezzo più elevato, soprattutto considerando il sistema di elezione del consiglio di amministrazione di Tim basato su liste, combinato con la rappresentanza delle minoranze a livello di comitato e la possibilità di veto da parte di azionisti non interessati qualora il comitato indipendente si opponga. Questa struttura di governance societaria conferisce alle minoranze una forte influenza in caso di fusione contestata, generando un rischio futuro credibile per Poste Italiane che dovrebbe incoraggiarla ad aumentare l’offerta”.
“A nostro avviso, l’offerta di Poste su Telecom Italia è caratterizzata da una solida logica industriale, un significativo potenziale di sinergia e margini per la creazione di valore” dice una nota di Equita. “L’unione di Poste e Tim diventerà infatti un leader nazionale nei servizi digitali, offrendo un’ampia gamma di prodotti e servizi nonché infrastrutture critiche per la pubblica amministrazione e le imprese. L’azienda continuerà a offrire un’interessante remunerazione agli azionisti, mantenendo al contempo le risorse per realizzare gli investimenti necessari a rafforzare la propria posizione di leadership e ad accelerare ulteriormente la crescita”. Gli analisti di Equita stimano, in caso di pieno successo dell’offerta,
un prezzo obiettivo (TP) dell’entità combinata di 28,2 euro per azione. “Abbiamo alzato il nostro prezzo obiettivo ordinario per Tim del +4% a 0,73 euro per azione e fissato il nuovo di Poste a 27,4 euro per azione (+3%) come media tra il prezzo obiettivo di Poste standalone e quello derivante dalla completa combinazione” hanno scritto gli analisti.
