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Poste Italiane alla conquista di Tim: opas da 10,8 miliardi per il 100% del gruppo di tlc. Obiettivo delisting

Poste mette sul piatto 0,635 euro tra carta e cash per azione, premio del 9,01%. Obiettivo minimo è 66,67% del capitale. “No alla fusione”, Tim “prende atto”, lunedì il cda per esaminare l’offerta

Poste Italiane alla conquista di Tim: opas da 10,8 miliardi per il 100% del gruppo di tlc. Obiettivo delisting

Poste Italiane ha lanciato un’opas totalitaria per l’acquisto di Telecom Italia con l’obiettivo di “creare un gruppo integrato e pilastro strategico per l’economia nazionale”, delistando la società delle tlc da Piazza Affari. L’annuncio è arrivato nella serata del 22 marzo. Il corrispettivo totale previsto è di circa 10,8 miliardi di euro.

Poste Italiane: i dettagli dell’offerta su Tim

L’offerta prevede una componente in denaro pari a 0,167 euro per ciascuna azione di Tim portata in adesione all’offerta e una componente in titoli pari a n. 0,0218 azioni ordinarie di Poste Italiane di nuova emissione per ciascuna azione di Tim portata in adesione. Il corrispettivo complessivo, tra cash e azioni, è di 0,635 euro per ciascuna azione di Tim, con un premio pari al 9,01% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni di Tim rilevato alla data del 20 marzo 2026. L’esborso per Poste Italiane (che è già il maggiore azionista di Tim) ammonterebbe quindi a 2,8 miliardi di euro.

C’è una condizione: perché l’offerta sia valida Poste deve raggiungere il 66,67% del capitale. Il completamento dell’operazione è previsto entro la fine del 2026. 

Obiettivo delisting. No alla fusione

“Al fine di favorire un più efficace processo di integrazione delle rispettive attività e il conseguimento degli obiettivi industriali e strategici sottesi all’operazione, l’offerta è finalizzata ad acquisire l’intero capitale sociale dell’emittente e, conseguentemente, a conseguire la revoca della quotazione delle azioni dell’emittente su Euronext Milan”, si legge nel comunicato di Poste. Riassumendo: l’obiettivo è il delisting. Poste specifica che, in caso di buona riuscita dell’opas, “non intende ripristinare un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni delle azioni dell’emittente”.

Non è intenzione dell’offerente procedere ad una fusione con l’emittente al fine di preservare l’avviamento operativo dell’emittente nei settori specifici di riferimento”, evidenzia ancora Poste.

Poste: 700 milioni di sinergie, 26,9 miliardi di ricavi per il nuovo gruppo

Dall’operazione, la società guidata da Matteo Del Fante stima sinergie per 700 milioni di euro all’anno. Il gruppo che nascerebbe dalla totale integrazione tra le due realtà avrebbe ricavi aggregati pari a circa 26,9 miliardi, un ebit aggregato pro-forma di circa 4,8 miliardi e con oltre 150 mila dipendenti. Non solo, la nuova società avrebbe una capitalizzazione da oltre 30 miliardi con un flottante del valore di 15 miliardi.

Poste: “lo Stato italiano azionista di maggioranza”

Il gruppo risultante dal completamento dell’offerta di Poste per l’acquisizione totale di Tim “potrà beneficiare di una governance stabile, con la presenza dello Stato Italiano quale azionista di maggioranza con una partecipazione superiore al 50% (anche attraverso la partecipazione detenuta da Cassa Depositi e Prestiti)”, spiega Poste in una nota in cui sottolinea come questo assicurerà “stabilità nel lungo periodo e un chiaro mandato strategico orientato alla creazione di valore per tutti gli stakeholders e per il Paese nel suo complesso”. “Tale assetto proprietario – è scritto – garantisce inoltre un forte allineamento degli interessi, volto a sostenere una performance competitiva e rendimenti per gli azionisti sostenibili nel tempo”.

Tim prende atto dell’offerta

Tim prende atto dell’offerta pubblica di acquisto e sambio totalitaria lanciata questa sera da Poste Italiane sul Gruppo”, afferma un portavoce della società. Lunedì si riunirà il consiglio di amministrazione per avviare il processo di valutazione dell’opas.

La strategia di Poste

“L’obiettivo dell’operazione – spiega il comunicato di Poste – è dare vita ad un unico gruppo, integrando due delle più grandi e importanti realtà industriali italiane. Il nuovo gruppo rappresenterà la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, un vero e proprio motore di innovazione, un polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica, pilastro strategico dell’economia nazionale in grado di generare valore per tutti gli azionisti e di contribuire in modo significativo alla crescita della produttività del sistema industriale, alla competitività internazionale del Paese e alla capacità di attrarre investimenti”.

L’operazione, proposta al mercato, mira a scalare e potenziare la piattaforma di Poste Italiane aggiungendovi tre asset significativi: una rete fissa e mobile di scala nazionale, una posizione preminente nelle infrastrutture cloud e data center del Paese e la capacità di offrire connettività sicura e sovrana a tutti gli stakeholders – significativa in tal senso la recente presa di posizione europea.

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