Rilanciare l’Europa guardando alla Cina. Stellantis esplora nuove strade per rafforzare le proprie attività nel Vecchio continente e, secondo indiscrezioni di Bloomberg, avrebbe avviato contatti con i gruppi cinesi Xiaomi e Xpeng per valutare possibili investimenti nelle operazioni europee. Un dossier che si inserisce in un contesto complicato per il gruppo automobilistico nato dalla fusione tra Fiat Chrysler e Psa, alle prese con un 2025 in perdita e una transizione all’elettrico più complessa del previsto.
I colloqui, ancora in fase preliminare, riguarderebbero l’ipotesi di investimenti diretti nelle attività europee di Stellantis. Tra le opzioni discusse ci sarebbero anche l’accesso alla capacità produttiva degli stabilimenti del gruppo e l’eventuale ingresso dei partner asiatici nel capitale di alcuni marchi storici.
Trattative con Xiaomi e Xpeng
Secondo quanto riportato da Bloomberg, dirigenti di Stellantis avrebbero incontrato rappresentanti dei gruppi cinesi Xiaomi e Xpeng per valutare diverse opzioni strategiche legate al rilancio delle attività europee. Tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbe anche la possibilità che i costruttori cinesi acquisiscano quote di alcuni marchi del gruppo, oppure ottengano accesso alla capacità produttiva degli stabilimenti europei.
Le discussioni, che andrebbero avanti da mesi, riflettono la ricerca di nuove soluzioni industriali per rafforzare il business europeo in un contesto sempre più competitivo. Al momento, tuttavia, i colloqui restano preliminari e non vi è alcuna certezza che possano tradursi in un accordo.
Dal canto suo Stellantis mantiene il massimo riserbo. In una nota il gruppo ha spiegato: “Come parte delle sue normali attività, Stellantis intrattiene discussioni con diversi attori dell’industria automobilistica nel mondo su vari temi, sempre con l’obiettivo finale di offrire ai clienti le migliori soluzioni di mobilità”. La società ha inoltre precisato che “l’azienda non commenta speculazioni“.
Maserati, e non solo, nel mirino dei cinesi?
Tra le ipotesi discusse nelle trattative, abbiamo detto, ci sarebbe quindi la possibile apertura del capitale di alcuni marchi del gruppo. Ma quali sarebbero i brand coinvolti? Il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Maserati anche se secondo diverse ricostruzioni potrebbero essere interessati anche altri marchi del gruppo come Fiat, Peugeot o Opel.
Accanto all’ipotesi legata ai brand, l’altra opzione sul tavolo riguarderebbe invece l’accesso alla capacità produttiva degli stabilimenti europei di Stellantis. Diversi impianti nel Vecchio continente lavorano infatti oggi con volumi ridotti e potrebbero rappresentare un’opportunità per i costruttori cinesi, sempre più interessati ad ampliare la propria presenza industriale e commerciale in Europa.
Le indiscrezioni hanno inoltre alimentato voci su una possibile riorganizzazione più ampia del gruppo, con una separazione tra le attività europee e quelle nordamericane. Un’ipotesi che Stellantis ha però respinto con decisione: “Non c’è alcuna verità nell’ipotesi che il gruppo stia considerando un piano per dividere l’azienda e qualsiasi affermazione contraria è pura invenzione”.
Stellantis: i vantaggi della partnership con la Cina
Un eventuale accordo con i costruttori cinesi potrebbe avere vantaggi per entrambe le parti. Da un lato Stellantis potrebbe accelerare l’accesso a tecnologie avanzate per veicoli elettrici e software, ambiti nei quali i produttori europei e americani hanno accumulato ritardi rispetto ai concorrenti cinesi, sostenuti negli anni da forti sussidi pubblici di Pechino.
Dall’altro lato, per Xiaomi e Xpeng la collaborazione rappresenterebbe un canale privilegiato per rafforzare la presenza in Europa, dove le auto elettriche cinesi stanno rapidamente guadagnando quote di mercato nonostante i dazi introdotti dall’Unione Europea.
Il contesto europeo offre inoltre maggiore libertà di manovra rispetto agli Stati Uniti, dove Washington ha deciso di vietare dal 2027 l’utilizzo di tecnologie cinesi nei veicoli connessi.
Europa in difficoltà, America al centro della strategia
Le valutazioni strategiche mettono in luce anche la crescente divergenza tra le attività europee e quelle nordamericane di Stellantis. Negli Stati Uniti il gruppo ha avviato investimenti per circa 13 miliardi di dollari per rinnovare la gamma e rafforzare marchi come Jeep e Ram, mentre in Europa il contesto resta più competitivo, con rivali come Volkswagen, Renault e con l’avanzata dei produttori cinesi guidati da Byd.
Il gruppo guidato dall’ad Antonio Filosa sta cercando di stabilizzare le operazioni dopo un periodo particolarmente turbolento. Negli ultimi mesi Stellantis ha annunciato svalutazioni e oneri straordinari per circa 22,2 miliardi di euro, legati soprattutto alla revisione dei piani sull’elettrico e alla cancellazione di alcuni progetti di batterie e modelli futuri.
La transizione energetica, infatti, procede più lentamente del previsto in diversi mercati, tra cui Europa e Stati Uniti, spingendo il gruppo a riconsiderare alcune strategie industriali.
Attesa per il nuovo piano strategico
Il futuro assetto del gruppo potrebbe diventare più chiaro nei prossimi mesi. Stellantis dovrebbe infatti fornire ulteriori dettagli sulla propria strategia durante l’investor day negli Stati Uniti in programma il 21 maggio, occasione in cui il management potrebbe chiarire anche il ruolo che eventuali partner asiatici potrebbero avere nel rilancio delle attività europee.
Nel frattempo il gruppo continua a esplorare tutte le opzioni disponibili. Tra queste c’è anche il possibile rafforzamento della collaborazione con il partner cinese Leapmotor, con cui sono allo studio progetti comuni su tecnologie elettriche e software per veicoli elettrici accessibili destinati al mercato europeo.
