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Stellantis, conti 2025 in rosso: ricavi -2%, perdita da 22,3 miliardi e stop al dividendo. Nel 2026 atteso ritorno alla crescita

Stellantis chiude il 2025 con una perdita di 22,3 miliardi e 25,4 miliardi di oneri straordinari. Stop al dividendo, maxi-reimpostazione da 22 miliardi. Segnali di miglioramento nel secondo semestre. Guidance confermata. FIlosa: “Il 2026 anno dell’execution”

Stellantis, conti 2025 in rosso: ricavi -2%, perdita da 22,3 miliardi e stop al dividendo. Nel 2026 atteso ritorno alla crescita

Come già ampiamente preannunciato, il 2025 si chiude per Stellantis con numeri estremamente pesanti. I ricavi netti si attestano a 153,5 miliardi di euro, in calo del 2% rispetto al 2024, mentre il risultato finale segna una perdita netta di 22,3 miliardi. A incidere in modo determinante sono 25,4 miliardi di euro di oneri straordinari contabilizzati nell’esercizio, legati a una revisione strategica di ampia portata. Anche la redditività operativa riflette la fase di transizione. La perdita operativa rettificata è pari a 842 milioni di euro, con un margine AOI negativo dello 0,5%, mentre il flusso di cassa industriale si colloca a -4,5 miliardi.

Il gruppo riconosce apertamente di aver sopravvalutato la velocità della transizione energetica e indica nella necessità di riposizionare il business attorno alla “libertà di scelta” del cliente – tra elettrico, ibrido e motore termico – il fulcro della nuova strategia. Il 2025 diventa così l’anno della discontinuità, in cui la pulizia dei conti prevale sulla performance di breve periodo.

Stop al dividendo e rafforzamento patrimoniale

A fine dicembre 2025 la liquidità industriale disponibile ammonta a 46 miliardi di euro. Per preservare una struttura finanziaria solida in una fase di trasformazione così intensa, il consiglio di amministrazione ha deliberato la sospensione del dividendo 2026 e autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride fino a 5 miliardi di euro.

Si tratta di una scelta prudenziale che punta a rafforzare il bilancio, mantenendo margini di manovra in vista dell’attuazione del nuovo piano industriale e degli impegni di cassa connessi agli oneri straordinari.

La “reimpostazione decisiva”: oltre 22 miliardi per cambiare rotta

Il cuore della svolta è rappresentato dalla maxi-reimpostazione annunciata il 6 febbraio 2026, che ha comportato circa 22,2 miliardi di euro di oneri nel solo secondo semestre 2025, esclusi dall’AOI. Di questi, circa 6,5 miliardi avranno un impatto di cassa distribuito nei prossimi quattro anni.

La revisione ha interessato il riallineamento del piano prodotto e della supply chain dei veicoli elettrici alla domanda effettiva e all’evoluzione dei quadri normativi, la modifica dei criteri di stima degli accantonamenti per garanzie contrattuali e ulteriori costi legati alle riduzioni di personale già annunciate in Europa allargata. L’obiettivo dichiarato è rendere più snelle le decisioni a livello regionale, aumentare l’efficacia operativa e ricostruire relazioni più strette con concessionari, fornitori e parti sociali.

Secondo semestre in recupero: volumi e ricavi tornano a crescere

Se l’intero esercizio è segnato dal rosso, la seconda metà del 2025 offre segnali di inversione di tendenza. Le consegne consolidate raggiungono 2,8 milioni di unità, in aumento di 277 mila veicoli rispetto allo stesso periodo del 2024, pari a una crescita dell’11%. L’incremento è diffuso a tutte le aree geografiche.

Il Nord America guida il rimbalzo con 231 mila unità aggiuntive e un balzo del 39% su base annua, beneficiando della normalizzazione delle scorte rispetto alla precedente fase di riduzione e di un rinnovato slancio commerciale. Sul fronte del fatturato, i ricavi del secondo semestre crescono del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, riportando la top line in territorio positivo.

Anche la generazione di cassa mostra un miglioramento significativo: il flusso di cassa industriale resta negativo per 1,5 miliardi nel semestre, ma segna un progresso di circa il 50% rispetto alla prima metà dell’anno e del 73% rispetto al secondo semestre 2024. In parallelo emergono i primi risultati delle iniziative sulla qualità: i problemi segnalati nel primo mese di utilizzo dei veicoli si riducono di oltre il 50% in Nord America e di oltre il 30% nell’Europa allargata dall’inizio del 2025.

Nuovi modelli e ritorno ai segmenti chiave

Il 2026 sarà l’anno della nuova offensiva di prodotto, pensata per ampliare la copertura di mercato e intercettare opportunità di crescita profittevole. In Nord America il ritorno nei segmenti strategici passa attraverso Jeep Cherokee e Dodge Charger SIXPACK, che segnano il rientro nei mid-SUV e nelle muscle car con motore a combustione interna, a cui si affiancano i lanci del Ram 1500 HEMI V8 ed Express.

In Sud America il pick-up Ram Dakota rappresenta l’asse portante della gamma, mentre nell’Europa allargata l’offerta si rafforza con Citroën C5 Aircross BEV, Jeep Compass BEV e la recente Fiat 500 Hybrid. La strategia punta a presidiare in modo più completo segmenti e tecnologie, coerentemente con la linea della pluralità di motorizzazioni indicata dal management.

Guidance 2026 confermata

La guidance per il 2026 è confermata. Il gruppo prevede un aumento dei ricavi a una cifra media, un margine AOI a una cifra bassa e un miglioramento anno su anno del free cash flow industriale, con progressi sequenziali tra primo e secondo semestre.

I prossimi appuntamenti

L’assemblea generale annuale è fissata per il 14 aprile 2026. Dal 30 aprile, con i risultati del primo trimestre, il gruppo passerà a una rendicontazione trimestrale completa dei risultati finanziari.

L’Investor Day si terrà il 21 maggio 2026 ad Auburn Hills, in Michigan, con possibilità di partecipazione anche via webcast. Un passaggio chiave per misurare la credibilità della nuova traiettoria industriale e finanziaria.

Filosa: “2025 anno del reset, 2026 l’anno dell’execution” e il titolo Stellantis corre in Borsa

Nella call con gli investitori, l’ad Antonio Filosa, ha rassicurato il mercato e tracciato la rotta del gruppo: il 2026 sarà “l’anno dell’execution”, dopo un 2025 definito senza giri di parole “un anno di reset”.

Secondo Filosa, la priorità ora è trasformare la revisione strategica in risultati concreti. “In gennaio abbiamo visto un incoraggiante rimbalzo della quota di mercato in Europa e ci aspettiamo lo stesso anche in febbraio. Nel secondo semestre 2025 siamo tornati alla crescita del fatturato e lo slancio è proseguito all’inizio del 2026. Questa sarà una delle basi importanti per essere profittevoli nel 2026″, ha dichiarato, sottolineando l’impegno a migliorare progressivamente tutti i principali indicatori di business.

Il ceo ha evidenziato che il calo delle consegne dei modelli precedenti dei marchi Peugeot, Opel e Fiat è stato in parte compensato dalla crescita dei volumi di Opel/Vauxhall Frontera e Fiat Grande Panda. Nel 2025 sono state consegnate 325.000 unità dei modelli “smart car”, tra cui Fiat Grande Panda, Citroën C3 e Opel Frontera, con un aumento dell’80% degli ordini su base annua. Un segnale positivo in un contesto che resta complesso: “l’Europa è un ambiente difficile per il mercato automobilistico, con regole che restano ancora non chiare, anche per i veicoli commerciali”, ha osservato Filosa.

Il 2025, ha ribadito, è stato un esercizio complesso ma necessario “abbiamo dovuto reimpostare le attività. È stato necessario un reset decisivo che ci consentirà di tornare a una crescita profittevole”. In Nord America, ha aggiunto, è stata ristabilita una disciplina rigorosa su scorte e pricing e i primi effetti stanno emergendo.

Sulla stessa linea il direttore finanziario Joao Laranjo, che ha ricordato come i ricavi dell’intero esercizio siano scesi del 2% a 153,5 miliardi di euro, ma abbiano registrato una crescita superiore al 10% nella seconda metà dell’anno. Le scorte, ha spiegato, sono ora sotto controllo mentre il gruppo si prepara al lancio dei nuovi modelli.

Le parole rassicuranti di Filosa hanno avuto un impatto immediato sul mercato con il titolo Stellantis cheè scattato con un rialzo superiore al 5%, segnale che gli investitori guardano con attenzione – e con rinnovata fiducia – alla promessa di un miglioramento progressivo nel 2026.

Ultimo aggiornamento ore 15,28

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