Sarà la novità più significativa della prossima 64ª edizione del Salone Internazionale del Mobile Milano (Fiera Milano-Rho, 21-26 aprile 2026), perché per la prima volta aprirà un ampio spazio alle edizioni limitate di mobili, complementi e oggetti di fascia premium, il requisito distintivo delle nostre esportazioni di maggior successo.
A Londra, martedì 11 novembre, il Salone del Mobile Milano ha presentato “Raritas. Curated icons, unique objects, and outsider pieces”, un’area dedicata alle edizioni speciali e limitate di design, pezzi unici, antiquariato e alta manifattura creativa, rivolta alle piattaforme operative B2B. Sarà uno spazio privilegiato per le gallerie d’eccellenza e la filiera internazionale del progetto: architetti, interior designer, developer, operatori dell’hospitality e del contract. Curatrice del Salone è Annalisa Rosso, editorial director e cultural events advisor per il Salone del Mobile, mentre l’allestimento è firmato da Formafantasma.
Maria Porro: Raritas al centro del Salone
“Salone Raritas interpreta appieno il ruolo della manifestazione come attivatore di connessioni, visioni e linguaggi internazionali – afferma Maria Porro, presidente del Salone del Mobile Milano – per la prima volta, pezzi unici e di ricerca, edizioni limitate e alta manifattura creativa entrano pienamente nel cuore del Salone”. Ma non c’è dubbio che Raritas si pone come luogo privilegiato dove incontrare i buyer delle fasce più elevate, attirando quegli operatori creativi che popolano il Fuori Salone.
Quanto vale il segmento Raritas nell’export italiano
Miliardi. Anche se è difficile quantificare esattamente quali e quanti siano questi creatori-produttori – spesso coincidono le due figure – essi sono certamente in costante aumento. Oltre il 50-60% delle esportazioni dell’intero comparto casa è di altissimo livello progettuale ed esecutivo. E, nonostante il leggero calo registrato nel 2024, questo segmento non ha mostrato cedimenti. Alcuni settori sono addirittura costituiti per l’80% da esecuzioni di grande valore, personalizzate, come accade per esempio nel contract: dagli alberghi, ai ristoranti, ai bar, alle splendide gated community e alla nautica. Con la probabile assegnazione del riconoscimento Unesco quale Patrimonio dell’Umanità al food italiano, tutto ciò che ruota intorno all’intero patrimonio culturale italiano, e non solo ai prodotti alimentari, darà ulteriore slancio alle produzioni di élite.
Pezzi speciali e alta artigianalità italiana
Contrariamente a quanto si pensa, non si tratta sempre di pezzi irripetibili, perché l’alto artigianato italiano, lavorando da decenni con materiali e finiture speciali insieme a un livello di ecosostenibilità decisamente unico (siamo i primi al mondo per l’arredo), è in grado di sviluppare anche ordinativi consistenti. Spesso gli strumenti per ottenere esecuzioni così speciali sono sofisticati, di origine industriale e protetti anche da brevetti.
Confindustria e il valore del Made in Italy: Bello e Ben Fatto
“Punta di diamante del Made in Italy è il Bbf, Bello e Ben Fatto – ha commentato Tullio Buccellato, di Confindustria-Coordinamento consultivo Csc – un insieme trasversale di 746 prodotti che non si definisce semplicemente per settore o tecnologia, ma per riconoscibilità, artigianalità industriale e valore reputazionale sui mercati internazionali”. E con un export che vale 170 miliardi.
Quali prodotti? Sono quelli per i quali il prezzo non incide sulle scelte dei clienti. L’elevata quota di beni “premium-price” nei settori più significativi dell’export italiano rappresenta, come sottolinea Export Planning, un elemento di parziale mitigazione del rischio, poiché tali prodotti risultano meno facilmente sostituibili. Il nuovo Salone si rivolge dunque ai decisori dell’ospitalità internazionale, dello sviluppo immobiliare residenziale e ricettivo e al retail esperienziale. Dal 2003, secondo le ricerche di Export Planning, il sistema-arredo italiano è saldamente al primo posto come leader mondiale nei segmenti alto e medio-alto.
Il trend degli hotel Arte-Design
Un primato italiano riguarda anche l’hotellerie internazionale e, oltre ai mobili e all’illuminazione, anche il tessile, le aree di cottura e la mise en place. La richiesta da parte delle catene degli hotel più importanti e dei promoter immobiliari dei nuovi paesi emergenti, oltre che da quelli che tradizionalmente importano made in Italy, riguarda i pezzi unici di arte-design e raffinato artigianato e, contemporaneamente, ha aperto prospettive di lavoro per gli Hospitality Art Consultants.
Hospitality, cosa si richiede
Nel settore dell’hotellerie e dei resort di lusso & cultura cresce l’importanza dell’interior design rispetto al building design. Il lusso, secondo le richieste degli alto-spendenti che dopo il Covid hanno incrementato nettamente i viaggi “esperienziali”, oggi si basa su requisiti che favoriscono i nostri creatori-produttori di esclusività: ecosostenibilità assoluta, hitech, artigianalità e contesto culturale/genius loci.
Hotellerie, il mercato dell’interior design a 8 miliardi di dollari
L’interior design, dove domina il Made in Italy, ha raggiunto gli 8 miliardi di dollari e riserva sempre più spazio a opere originali. Ma sbaglia chi limita ai mobili italiani questo trend mondiale, perché riguarda quasi tutto ciò che serve ad attrezzare e far funzionare un hotel, un resort o un edificio residenziale di fascia alta e altissima. L’esempio più recente viene dal settore delle macchine per caffè professionali: nessun bar o albergo può definirsi di fascia premium se non ha ben in vista una macchina italiana di inconfondibile design e tecnologia (e assai costosa), oltre all’arredamento e ai complementi d’arredo.
