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Pnrr: ad un anno dalla scadenza, investimenti a rilento per il settore idrico. L’analisi di Ref Ricerche

Ref Ricerche pubblica un report sullo stato attuale del settore idrico in seguito a investimenti e fondi stanziati con il Pnrr. Ecco i risultati

Pnrr: ad un anno dalla scadenza, investimenti a rilento per il settore idrico. L’analisi di Ref Ricerche

Ad un anno dalla scadenza del Pnrr, Ref Ricerche pubblica Position Paper, un documento che sintetizza lo stato attuale delle opere nel settore idrico che avrebbero beneficiato degli investimenti dei fondi europei. Dal documento emerge che solamente il 2% degli interventi è stato concluso, mentre il 51% delle opere si trova ancora in stato di collaudo. I gestori, gli enti d’ambito e i consorzi di bonifica si trovano in uno stato più avanzato nella realizzazione degli interventi, mentre le regioni e gli enti locali restano indietro. Anche gli investimenti vanno a rilento: secondo i dati che risultano dallo studio, è stato speso solamente il 30% dei fondi stanziati.

Pnrr, ecco a quanto ammontano i fondi stanziati per il settore idrico

Il Pnrr ha stanziato per il settore idrico oltre 5,3 miliardi di euro di fondi diretti. Questi fondi, uniti ai cofinanziamenti provenienti da fondi pubblici e privati, fanno aumentare il totale a oltre 8 miliardi di euro. Questi fondi rappresentano, e rappresentavano, un’occasione straordinaria per rendere il settore idrico italiano più moderno e competitivo. Il paper sottolinea inoltre che le perdite di rete idriche in Italia superano il 40%. Reti che sono anche caratterizzate da sistemi di depurazione inadeguati con forti divari territoriali che riguardano in particolare modo il Mezzogiorno.

Il documento evidenzia in particolare modo il gap tra programmazione e realizzazione dei progetti relativi al Pnrr. Il 98% di questi ultimi è stato avviato con gare per 8 miliardi di euro, di cui il 79% è stato aggiudicato con questo importo. Ad ogni modo i pagamenti che risultano effettivi ammontano solamente al 30% del totale finanziato, ossia 2,4 miliardi di euro.

I divari territoriali sono evidenti nel settore idrico

Come detto, un’altro tema che è emerso dallo studio riguarda le diverse performance ed infrastrutture territoriali in campo idrico. L’analisi svolta da Ref Ricerche conferma che i divari sono reali. Il Nord e il Centro, da quando risulta, hanno superato il 40% della spesa, il Mezzogiorno si ferma al 23,5%. Più nello specifico, il Friuli-Venezia Giulia registra il 52% dei pagamenti, mentre la Campania, prima regione in Italia per finanziamenti aggiudicati, si attesta solo al 9,2%. Nel Mezzogiorno è bene evidenziare che le perdite di rete sfiorano il 50%. Per quanto riguarda la depurazione, il Paper rimarca che risultano in infrazione comunitaria 855 agglomerati che coinvolgono 26,8 milioni di abitanti.

Un altro aspetto fondamentale per gli investimenti del settore idrico riguarda i tempi: la durata media per completare un’opera idrica con i fondi del Pnrr è di circa 4 anni e mezzo. Come anticipato all’inizio, attualmente il 51% dei progetti risulta ancora in fase di collaudo.

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