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Natale 2025, torna il caro-voli: tariffe proibitive, aumenti record e consumatori sul piede di guerra

A dicembre torna il caro-voli: biglietti fino a +900% rispetto a gennaio, “tariffe proibitive” e accuse di speculazione da Assoutenti e Codacons. Treni e carburanti in rialzo, mentre la Sicilia proroga il bonus voli fino al 2026

Natale 2025, torna il caro-voli: tariffe proibitive, aumenti record e consumatori sul piede di guerra

Con l’arrivo di dicembre, tra luci, feste e partenze verso i propri cari, torna anche un fenomeno che gli italiani conoscono bene: il caro-voli. Prenotare un biglietto per tornare a casa assomiglia sempre meno a una spesa ordinaria e sempre più a un esborso straordinario, soprattutto sulle tratte che collegano il Nord e il Sud del Paese. E l’aereo, da sempre la via più rapida per superare la distanza, diventa ogni anno un banco di prova per i bilanci familiari, al punto che viaggiare sotto Natale viene percepito come un vero lusso.

Le denunce di Assoutenti: “Tariffe proibitive”

Assoutenti, ormai come ogni anno, fotografa una situazione che definisce emergenziale. Chi parte il 24 dicembre e rientra il 6 gennaio, spiega l’associazione, si trova davanti a “tariffe proibitive“, con biglietti che possono superare gli ottocento euro. Le tratte più battute lo confermano: collegamenti come Torino-Palermo o Pisa-Catania si muovono tra i 500 euro e poco meno, mentre gli itinerari Milano-Catania e Milano-Palermo restano stabilmente sopra i quattrocento. Il caso più eclatante è quello del volo Milano Linate-Catania, che nelle stesse date raggiunge quota 841 euro (tratta che risulta molto più conveniente facendo scalo in Polonia!).

Non stupisce, dunque, che il presidente Gabriele Melluso parli di “una forma di odiosa speculazione sulla pelle dei consumatori” e denunci come, nonostante “le indagini dell’Antitrust e i proclami della politica”, non sia ancora stata trovata una risposta efficace al problema.

Codacons: aumenti fino al 900 per cento

Il Codacons conferma e amplifica il quadro, mettendo nero su bianco aumenti che arrivano fino al 900 per cento rispetto alle tariffe di gennaio. Il confronto tra il 23 dicembre e il 13 gennaio mostra salti impressionanti: il Milano-Palermo passa da 17 a 170 euro, e il Milano-Catania da 20 a 178 euro. Anche da Roma la situazione non cambia: il Roma-Catania sale da 17 a 146 euro, mentre il Roma-Palermo balza da 18 a 129.

“Chi in questi giorni sta acquistando voli per il periodo di Natale diretti dalle città del Nord Italia ai principali scali di Sicilia e Sardegna deve fare i conti con prezzi ben superiori rispetto alla media“, avverte l’associazione, che ribadisce come “a parità di servizio le tariffe aeree sotto le festività registrano una impennata del tutto ingiustificata”. Per questo è stata inviata una nuova segnalazione ad Antitrust, Enac e ministero dei Trasporti, con la richiesta di un intervento urgente “a favore dei cittadini che ogni anno devono sottostare al salasso natalizio nel settore del trasporto aereo”.

Treni, auto e altri rincari

Neppure chi decide di evitare l’aereo trova un’alternativa realmente sostenibile. I biglietti dell’alta velocità verso Sud, nei giorni precedenti le feste, raggiungono importi vicini ai duecento euro per tratte come Torino-Reggio Calabria o Milano-Lecce. Chi sceglie l’auto deve invece fare i conti con i rialzi dei carburanti, cresciuti sensibilmente nelle ultime settimane.

Insomma, qualunque sia il mezzo scelto, viaggiare nel periodo natalizio significa mettere in conto spese elevate.

Sicilia: bonus aerei prorogato ma che non risolve i problemi

Sul fronte delle iniziative pubbliche per cercare di venire incontro ai suoi residente, la Regione Sicilia ha prorogato fino al 28 febbraio 2026 il bonus introdotto nel 2023 per attenuare i costi dei voli da e per l’isola. La misura prevede uno sconto del 25% fino a un massimo di 75 euro per l’andata e ritorno, che diventa del 50%, con un tetto di 150 euro, per studenti, residenti con Isee inferiore a 15mila euro e persone con invalidità superiore al 67%. Un aiuto concreto, ma che da solo non basta a contenere l’impennata strutturale dei prezzi durante le festività.

Il risultato è un déjà vu che ogni anno torna immutato. I consumatori denunciano, le associazioni rilanciano, la politica promette, le Autorità indagano, e le tasche degli italiani si svuotano.

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