Finalmente il Mondiale entra davvero nel vivo. La fase a eliminazione diretta è cominciata e ogni errore, da adesso, può cambiare il destino di una nazionale. Ieri il Canada ha battuto il Sudafrica 1-0 grazie al gol di Eustaquio nel recupero, diventando la prima squadra qualificata agli ottavi. Una partita sporca, decisa nel finale, che ha aperto ufficialmente il nuovo capitolo del torneo.
Oggi il programma propone tre sedicesimi di finale. Si parte alle 19 con Brasile-Giappone, forse il big match di questa prima parte del tabellone: è la sfida più attesa anche per il pubblico italiano, con Carlo Ancelotti sulla panchina della Seleção. Alle 22.30 toccherà a Germania-Paraguay, mentre nella notte, alle 3, arriverà l’altro grande incrocio di questa fase: Olanda-Marocco.
Brasile-Giappone, Ancelotti non può distrarsi
Il Brasile torna in campo alle 19 all’Houston Stadium contro il Giappone, con diretta su Rai 1 e Dazn. La squadra di Carlo Ancelotti parte favorita, ma questo sedicesimo nasconde più insidie di quanto dica il nome delle due nazionali. Da una parte c’è la Seleção, cresciuta dopo l’esordio complicato contro il Marocco e trascinata da un Vinicius Junior in stato di grazia, dall’altra c’è invece un Giappone organizzato, leggero, imbattuto nel girone e capace di giocarsi fino all’ultimo il primo posto con l’Olanda.
Il Brasile e Ancelotti non possono sottovalutare la sfida. Il Giappone e tutto il suo movimento sono in crescita, sognano in grande e arrivano a questo appuntamento con la libertà di chi non ha nulla da perdere. La nazionale di Hajime Moriyasu ha mostrato un calcio dinamico, coraggioso, difficile da addomesticare. La perdita di Takefusa Kubo per infortunio toglie qualità e imprevedibilità alla trequarti, ma la squadra nipponica resta una formazione capace di occupare bene il campo e di mettere in difficoltà il Brasile se la partita resta aperta a lungo. Ancelotti ha trovato una squadra più solida strada facendo. Il Brasile ha chiuso primo nel gruppo C, battendo Haiti e Scozia dopo il pareggio iniziale con il Marocco, e ha cominciato ad assomigliare al suo allenatore: meno caos, più controllo, maggiore capacità di colpire nei momenti giusti. Vinicius è stato il volto della prima fase con quattro gol in tre partite, mentre nell’ultima gara è arrivato anche il rientro di Neymar, accolto come un segnale importante per il resto del torneo.
L’ultimo precedente ufficiale al Mondiale risale al 2006, quando vinsero i verdeoro 4-1 con doppietta di Ronaldo. Vent’anni dopo, la sfida torna in una fase in cui non c’è più margine d’errore. Ancelotti dovrebbe affidarsi ad Alisson in porta, con Danilo, Marquinhos, Gabriel e Douglas Santos in difesa. In mezzo spazio a Casemiro, Paquetà e Bruno Guimarães, mentre davanti Rayan e Vinicius agiranno ai lati di Matheus Cunha. Moriyasu può rispondere con Suzuki tra i pali, Tomiyasu, Itakura e Hiroki Ito nella linea difensiva, Nakamura e Junya Ito sulle corsie, Tanaka e Sano in mezzo, con Kamada e Doan alle spalle di Ueda.
Probabili formazioni
Brasile (4-3-3): Alisson; Danilo, Marquinhos, Gabriel, Douglas Santos; Casemiro, Paquetà, Bruno Guimarães; Rayan, Cunha, Vinicius. Ct Ancelotti.
Giappone (3-4-2-1): Suzuki; Tomiyasu, Itakura, H. Ito; Nakamura, Tanaka, Sano, J. Ito; Kamada, Doan; Ueda. Ct Moriyasu.
Germania-Paraguay, Nagelsmann cerca risposte
Alle 22.30 si gioca Germania-Paraguay al Gillette Stadium di Foxborough. I tedeschi arrivano da primi del gruppo E, ma non senza qualche ombra. La sconfitta contro l’Ecuador nell’ultima giornata ha riacceso qualche dubbio, anche se il primato era già al sicuro. La Germania ha segnato tanto nella prima fase, con dieci gol e sette marcatori diversi, ma ora deve dimostrare di poter alzare il livello anche nelle partite da dentro o fuori.
Nagelsmann ha difeso pubblicamente i suoi uomini più discussi, soprattutto Musiala e Wirtz, finiti al centro delle critiche dopo l’ultima uscita del girone. Anche Neuer è stato messo sotto osservazione dalla stampa tedesca per il gol subito contro l’Ecuador, ma il capitano resta il punto di riferimento di una squadra che vuole rientrare stabilmente tra le grandi protagoniste del torneo. Il talento non manca, ma contro il Paraguay serviranno ritmo, precisione e pazienza.
Il Paraguay ha vissuto un percorso molto diverso. Dopo il pesante 4-1 incassato all’esordio contro gli Stati Uniti, la squadra di Gustavo Alfaro si è rimessa in piedi battendo la Turchia e poi strappando lo 0-0 con l’Australia. Non ha brillato, ma ha trovato compattezza proprio nel momento decisivo. Due partite consecutive senza subire gol raccontano una nazionale difficile da aprire, abituata a restare dentro la gara anche quando soffre. Per questo la Germania dovrà evitare di far scivolare la sfida su ritmi sporchi e spezzettati.
L’assenza di Schlotterbeck toglie una soluzione alla difesa tedesca, mentre il Paraguay deve rinunciare allo squalificato Diego Gomez. Nagelsmann dovrebbe puntare su Neuer, Kimmich, Rudiger, Tah e Raum, con Nmecha e Pavlovic in mezzo. Davanti, Sané, Musiala e Wirtz agiranno alle spalle di Havertz. Alfaro può rispondere con una struttura più prudente, affidandosi ad Avalos come riferimento offensivo e a Enciso per provare a strappare tra le linee.
Probabili formazioni
Germania (4-2-3-1): Neuer; Kimmich, Rudiger, Tah, Raum; Nmecha, Pavlovic; Sané, Musiala, Wirtz; Havertz. Ct Nagelsmann.
Paraguay (5-4-1): Gill; Caceres, Velazquez, Gomez, Alderete, Maidana; Pitta, Cubas, Galarza, Enciso; Avalos. Ct Alfaro.
Olanda-Marocco, il sedicesimo più bello
Nella notte italiana, alle 3, si gioca Olanda-Marocco a Monterrey, in diretta su Dazn. È probabilmente il sedicesimo più affascinante di giornata: due squadre arrivate alla fase a eliminazione diretta con sette punti, due percorsi solidi e la sensazione di potersi spingere oltre. Una delle due, però, uscirà già stanotte.
L’Olanda ha iniziato il Mondiale con il pareggio contro il Giappone, poi ha raddrizzato il cammino vincendo il gruppo F davanti proprio ai nipponici. Koeman ha trovato risposte importanti e soprattutto un centravanti capace di incidere: Brian Brobbey, a segno nelle ultime due partite del girone. Gli Oranje hanno talento, fisicità e ampiezza, ma contro il Marocco dovranno dimostrare di essere qualcosa in più di una squadra brillante a tratti. Le note stonate, finora, sono Malen, grande delusione della prima fase, e Depay, recordman della nazionale ma ancora a secco in questo Mondiale. Il Marocco, campione d’Africa, arriva con la credibilità costruita già all’esordio, quando aveva fatto soffrire il Brasile di Ancelotti, e con il secondo posto nel gruppo C perso solo per differenza reti. La squadra di Ouahbi ha qualità, intensità e un’identità forte. Saibari (neo acquisto del Bayern Monaco) è stato uno dei volti della prima fase, Hakimi resta una delle armi principali e Brahim Diaz può accendere la partita in qualsiasi momento.
L’ultimo precedente mondiale tra le due nazionali risale a Usa ’94, quando l’Olanda vinse 2-1 con gol anche di Dennis Bergkamp. Ma questo Marocco è un’altra cosa: più maturo, più profondo, più abituato a giocare partite di questo peso. Chi passa troverà il Canada agli ottavi.
Koeman dovrebbe schierare Verbruggen in porta, con Dumfries, Van Hecke, Van Dijk e Van de Ven in difesa, Gravenberch, De Jong e Reijnders in mezzo, Gakpo, Brobbey e Malen davanti. Il Marocco dovrebbe rispondere con Bono tra i pali, Hakimi, Diop, Riad e Mazraoui dietro, Bouaddi ed El Aynaoui in mediana, Brahim Diaz, Ounahi ed El Khannouss alle spalle di Saibari.
Probabili formazioni
Olanda (4-3-3): Verbruggen; Dumfries, Van Hecke, Van Dijk, Van de Ven; Gravenberch, De Jong, Reijnders; Gakpo, Brobbey, Malen. Ct Koeman.
Marocco (4-2-3-1): Bono; Hakimi, Diop, Riad, Mazraoui; Bouaddi, El Aynaoui; Brahim Diaz, Ounahi, El Khannouss; Saibari. Ct Ouahbi.
