Condividi

Banner FIRSTonline

Melanzana violetta di Longobardi: il Presidio calabrese di eccellenza dai piatti con la carne ai dolci

Icona della biodiversità calabrese, profondamente legata al territorio, è molto versatile in cucina dalle polpette e pasta con salsiccia, alla calabresella – una millefoglie con uova e formaggio di capra, ma si presta ad essere candita diventando protagonista in ricette dolci come panettoni e millefoglie.

Melanzana violetta di Longobardi: il Presidio calabrese di eccellenza dai piatti con la carne ai dolci

Sott’olio, fritta, stufata, al forno, arrostita, essiccata e persino candita: la melanzana violetta di Longobardi si conferma un’eccellenza senza limiti in cucina. Dalla preparazione di primi e secondi piatti fino ai dolci più creativi come panettoni e millefoglie, questa varietà, storicamente legata al territorio calabrese, ottiene ora il riconoscimento di Presidio Slow Food.

Melanzana violetta di Longobardi: un legame storico con il territorio

La melanzana violetta prende il suo nome dall’intenso colore della buccia e da sempre è legata al borgo di Longobardi, a una ventina di chilometri a sud-ovest di Cosenza. “Ancora oggi gli abitanti le sono particolarmente affezionati – spiega Andrea Porco, referente dei sette produttori aderenti al Presidio e fondatori della cooperativa Lady Violetta –. Trovare un solo longobardese che prediliga un’altra varietà è praticamente impossibile”.

La sua storia si intreccia con la cultura gastronomica locale: da generazioni le famiglie la coltivano, preparano e consumano, confermando il suo ruolo centrale nella cucina calabrese.

Caratteristiche uniche della violetta

La violetta di Longobardi si distingue per la forma allungata, la buccia sottile, la polpa soda e i pochi semi. Grazie all’uso di tutori in legno, ferro o spago, le piante crescono in verticale fino a un metro e mezzo, producendo mediamente dai due ai tre chilogrammi di frutti ciascuna. La produzione annua complessiva raggiunge circa 150 quintali.

Il trapianto in campo avviene tra maggio e giugno, mentre la raccolta si estende da settembre a novembre, consentendo di avere frutti freschi fino all’autunno inoltrato, un periodo che valorizza la melanzana anche nei piatti tipici stagionali.

Versatilità in cucina: dai piatti tradizionali ai dolci

La melanzana violetta è tra gli ingredienti più versatili della cucina calabrese. Viene preparata sott’olio, fritta, stufata, al forno o arrostita, ma può essere anche essiccata o candita, diventando protagonista in ricette dolci come panettoni e millefoglie.

Le preparazioni tradizionali includono melanzane ripiene, polpette e pasta con salsiccia, mentre piatti più elaborati, come la calabresella – una millefoglie con uova e formaggio di capra – mostrano l’abilità dei cuochi locali nel valorizzare questo ortaggio unico. L’istituzione del Presidio Slow Food nasce anche grazie al lavoro di chef e cuochi del territorio che, da tempo, riconoscono le qualità eccezionali della violetta di Longobardi.

Il Presidio Slow Food e il progetto “Presidiamo la Calabria”

Il riconoscimento della melanzana violetta come Presidio Slow Food rappresenta il primo passo di una serie di sei nuovi Presìdi che la Regione Calabria intende istituire nei prossimi mesi nell’ambito del progetto “Presidiamo la Calabria”. L’iniziativa promossa da Slow Food Italia e Slow Food Calabria, con il sostegno dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Calabria, mira a valorizzare eccellenze locali e catalogare dieci prodotti dell’Arca del Gusto, promuovendo la biodiversità e la qualità agroalimentare della regione.

“Questa melanzana è la testimonianza concreta di quanto la Calabria possa offrire in termini di eccellenza gastronomica e biodiversità”, sottolinea Gianluca Gallo, assessore all’Agricoltura, Risorse Agroalimentari e Forestazione della Regione Calabria.

Un simbolo della tradizione e della biodiversità calabrese

Dal sott’olio ai dolci, la violetta di Longobardi non è solo un ortaggio: racconta la storia di un territorio, la passione dei produttori locali e l’ingegno dei cuochi che lo hanno reso protagonista della cucina calabrese. Con il riconoscimento di Presidio Slow Food, questa varietà diventa un simbolo di qualità, tradizione e innovazione, pronta a conquistare anche i palati più esigenti oltre i confini regionali.

Commenta