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Manovra: pensione anticipata, riscatto laurea breve, speranza di vita. Ecco come cambia la previdenza dal 2026

Dall’adeguamento alla speranza di vita alle novità su pensioni anticipate e riscatto lauree brevi. Ecco cosa prevede la legge di Bilancio

Manovra: pensione anticipata, riscatto laurea breve, speranza di vita. Ecco come cambia la previdenza dal 2026

Le pensioni restano uno dei temi più caldi della manovra 2026. All’adeguamento alla speranza di vita già previsto in precedenza, il maxiemendamento presentato martedì dal governo ha aggiunto le nuove regole sulle pensioni anticipate e sul riscatto della laurea breve che hanno suscitato forti critiche da parte dell’opposizione, scatenando anche diversi malumori interni alla maggioranza. Tant’è che, dopo le aspre polemiche sulle norme che causerebbero un aumento dell’età pensionabile, che in alcuni casi sarebbe addirittura di due anni e mezzo in più, il provvedimento è stato sommerso da una valanga di subemendamenti e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è stata costretta ad annunciare correzioni sulla norma riguardante il contributo del riscatto della laurea breve al raggiungimento della pensione anticipata, che varrà solo per il futuro e non sarà retroattivo, come previsto in precedenza. Ma andiamo con ordine e vediamo cosa prevede la legge di Bilancio 2026 sul “pacchetto pensioni”

Pensione anticipata

L’ultima novità arrivata nei giorni scorsi riguarda l’allungamento della durata della “finestra mobile”, ovvero il periodo di attesa tra il momento in cui si maturano i requisiti contributivi (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 e 10 mesi per le donne) e l’effettiva decorrenza dell’assegno pensionistico. 

Ad oggi la finestra è di tre mesi e resterà così fino al 2031. Nel 2032-33 si salirà a quattro mesi che diventeranno cinque nel 2034 e sei mesi dal 1° gennaio 2035.

Lo scopo di questa misura? Ridurre il numero di future pensioni anticipate.

Il riscatto della laurea breve

E torniamo all’altro – contestatissimo – intervento previsto dal maxiemendamento: il riscatto della laurea breve per raggiungere la pensione anticipata. Ad oggi chi paga per riscattare la laurea breve potrà avere più contributi e un assegno più ricco quando sarà il momento. A partire dal 2031 sei mesi di contributi riscattati non concorreranno al calcolo della pensione anticipata; la penalizzazione crescerà fino a 30 mesi per chi raggiungerà i requisiti nel 2035. Quindi, a regime, su un riscatto di tre anni conteranno solo 6 mesi ai fini di raggiungere prima la pensione.

La novità riguarda esclusivamente il riscatto della laurea breve e non le altre forme di riscatto contributivo. Un dettaglio fondamentale per chi aveva pianificato di anticipare l’uscita dal lavoro grazie agli studi universitari. Come annunciato dalla premier, la norma non sarà retroattiva ma varrà solo per il futuro. “Nessuno che ha riscattato la laurea vedrà cambiata l’attuale situazione. Qualsiasi modifica che dovesse intervenire varrà solo per il futuro”, ha chiarito. 

Lo scopo? Scoraggiare i riscatti e di conseguenza mettere un ulteriore paletto alle pensioni anticipate.

Le pensioni e l’adeguamento alla speranza di vita

Alle modifiche arrivate in settimana sulla pensione anticipata bisogna aggiungere quelle già previste in materia di previdenza dal testo originale della legge di Bilancio, vale a dire: l’adeguamento alla speranza di vita.

Dal 2027 per andare in pensione servirà un mese in più, dal 2028 altri due mesi, arrivando così nel 2029 a 43 anni e un mese per gli uomini e 42 e un mese per le donne. Gli adeguamenti continueranno poi ogni due anni. Secondo le stime, tenendo conto anche della finestra mobile di sei mesi, nel 2035 per lasciare il lavoro in anticipo potrebbero servire fino a 44 anni e due mesi di contributi.

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