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L’export extra-Ue riparte: a dicembre è in crescita del 4,6% trainato da beni strumentali, energia, beni intermedi e durevoli

A dicembre l’avanzo commerciale extra-UE è arrivato a 8,385 miliardi di euro Le vendite hanno segnato aumenti molto marcati verso mercati Asean, Svizzera, Cina e Paesi Opec Nel complesso del 2025, l’export extra-UE è cresciuto del +2,3%. Nel tendenziale cresce l’export, cala l’import. Ecco i dettagli

L’export extra-Ue riparte: a dicembre è in crescita del 4,6% trainato da beni strumentali, energia, beni intermedi e durevoli

Secondo le stime diffuse dall’Istat, lo scorso dicembre ha portato un segnale di ripartenza per l’interscambio italiano con i Paesi extra-UE: le esportazioni sono tornate a crescere su base annua e migliorate anche sul mese, mentre le importazioni sono aumentate congiunturalmente ma restano in lieve calo rispetto a un anno fa.

L’avanzo commerciale extra-UE a dicembre 2025 è arrivato a 8,385 miliardi di euro, in miglioramento rispetto ai 6,923 miliardi del dicembre precedente. Nel confronto dicembre su novembre, l’aumento riguarda entrambi i flussi, con importazioni più dinamiche: export +1,5% e import +4,3%. Dietro la crescita mensile dell’export c’è soprattutto la spinta dei beni strumentali (+3,7%), con contributi anche da energia (+11,0%), beni intermedi e durevoli (entrambi +2,4%).

Nel tendenziale cresce l’export, cala l’import. Ecco i dettagli

Il segnale interessante è quello tendenziale: a dicembre l’export extra UE cresce del +4,6% su base annua (dopo il calo registrato a novembre), mentre l’import flette del -1,2%. In valori assoluti (dati grezzi), a dicembre 2025:

  • Esportazioni – 27,790 miliardi di euro
  • Importazioni – 19,404 miliardi di euro
  • Saldo commerciale – 8,385 miliardi di euro

A dicembre 2025 il deficit energetico si è ridotto da 5,080 miliardi di euro (dicembre 2024) a 3,513 miliardi. Parallelamente, l’avanzo dei prodotti non energetici è rimasto elevato e stabile: 11,899 miliardi (contro 12,003 miliardi un anno prima).

Istat evidenzia come la crescita tendenziale di dicembre sia stata sostenuta soprattutto da beni intermedi (+18,2%) e beni strumentali (+8,2%). Sul fronte importazioni, il movimento mensile è trainato dai beni intermedi (+9,8% sul mese), mentre su base annua la contrazione complessiva è dovuta soprattutto al calo dell’energia (-32,0%), che compensa aumenti importanti negli acquisti di beni di consumo non durevoli (+26,7%) e beni intermedi (+23,7%).

A livello di destinazioni, lo scorso dicembre ha spostato l’attenzione su alcuni mercati. Le esportazioni hanno segnato aumenti molto marcati verso Paesi Asean (+47,8%) e Svizzera (+41,6), Cina (+7,8%) e Paesi Opec (+4,8%).

Al contrario, l’export è calato verso Turchia (-17,7%), Regno Unito (-10,5%), Mercosur (-9,6%) e Giappone (-7,3%), mentre sugli Stati Uniti la variazione è quasi nulla (-0,4%). Sul lato import spiccano due numeri: +61,1% dagli Stati Uniti e +45,4% dai Paesi Mercosur, a fronte della forte riduzione degli acquisti dai Paesi Opec (-36,5%).

Nel complesso del 2025, l’export verso extra-UE è cresciuto del +2,3%, mentre le importazioni sono aumentate del +3,4%. Il saldo resta elevato, leggermente inferiore al 2024: 56,1 miliardi da 57,6 miliardi.

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