“Con l’andamento attuale, ci sarà una sorta di crisi obbligazionaria e poi dovremo affrontarla”. Lo ha detto senza mezzi termini Jamie Dimon, amministratore delegato di JP Morgan Chase, intervenendo alla conferenza di Norges Bank Investment Management a Oslo. Secondo Dimon, l’attuale aumento del debito sovrano delle economie avanzate, primo tra tutti quello degli Stati Uniti, mette in pericolo la tenuta del mercato obbligazionario e per questo occorre che i policymaker intervengano prima che la situazione li costringa a farlo.
L’avvertimento di Dimon
“Se le cose dovessero continuare così, è probabile che ci troveremo di fronte a una crisi obbligazionaria”, ha affermato Dimon. “Non sono così preoccupato di non essere in grado di gestirla. Credo semplicemente che la maturità imponga di intervenire, piuttosto che lasciare che accada”, ha aggiunto.
Il numero uno di JP Morgan, facendo riferimento anche a quanto accaduto in passato, ha spiegato che “l’attuale crescente mix di rischi” – geopolitica, petrolio e deficit pubblici – “potrebbe combinarsi in modi imprevedibili” e “non affrontare queste pressioni aumenta la probabilità che l’aggiustamento avvenga dopo un periodo di sconvolgimenti”.
Una crisi obbligazionaria – ha continuato – comporterebbe un’impennata dei rendimenti ed un crollo della liquidità, costringendo le banche centrali a intervenire come acquirenti di ultima istanza, cosa che la Bce in teoria non può fare.
La lezione del Regno Unito
A questo proposito Dimon ha fatto cenno alla recente crisi dei titoli di Stato britannici del 2022, che ha costretto la Bank of England ad intervenire per stabilizzare il mercato.
Il ceo della banca d’affari statunitense non ritiene che il credito privato, oggi ad una cifra record di 1.700 miliardi di dollari, sia “sufficientemente elevato da rappresentare un rischio sistemico”, ma ammette che “il rischio maggiore è che una recessione nel credito sia più grave del previsto”. “Non abbiamo avuto una recessione del credito da così tanto tempo che, quando si verificherà, sarà peggiore di quanto si pensi”, ha detto.
