Torna il grande ciclismo, torna il Giro d’Italia. E, come accade sempre più spesso negli ultimi anni, la Corsa Rosa riparte da lontano per ritrovare poi il cuore del Paese. La 109ª edizione scatta oggi, venerdì 8 maggio, da Nessebar, in Bulgaria, e si chiuderà domenica 31 maggio a Roma, dopo 21 tappe, circa 3.460 chilometri e quasi 49.000 metri di dislivello. Tre settimane di pianure, muri, cronometro, Alpi e Dolomiti, fino alla passerella finale nella Capitale. Un viaggio internazionale nella forma, ma profondamente italiano nello spirito.
La partenza dall’estero, la sedicesima nella storia della corsa, conferma la strategia di apertura globale del Giro. Le prime tre giornate porteranno il gruppo tra Nessebar, Burgas, Veliko Tarnovo, Plovdiv e Sofia, prima del giorno di trasferimento verso l’Italia e della ripartenza dalla Calabria. Da lì comincerà un altro Giro, più familiare ma non meno insidioso, fatto di salite storiche, tappe trabocchetto e giornate destinate a pesare sulla classifica generale.
Una partenza sul Mar Nero per il Giro più internazionale
Il primo colpo d’occhio sarà bulgaro. La carovana rosa partirà da Nessebar, sulle sponde del Mar Nero, per una prima frazione destinata ai velocisti verso Burgas. Poi il percorso inizierà subito a muoversi, con due tappe collinari o di media montagna che porteranno il gruppo prima a Veliko Tarnovo e poi a Sofia.
È una scelta che dà al Giro un respiro sempre più mondiale. Non solo una corsa ciclistica, ma un grande racconto geografico, sportivo e televisivo. La Corsa Rosa vuole così parlare a un pubblico internazionale senza perdere il legame con l’Italia. Quel legame si riaccenderà martedì 12 maggio, quando il gruppo ripartirà da Catanzaro per la prima tappa sul suolo italiano.
Da quel momento il Giro inizierà a cambiare volto. Le strade del Sud apriranno la sequenza italiana con la Catanzaro-Cosenza, la Praia a Mare-Potenza e la Paestum-Napoli, prima del primo grande esame per gli uomini di classifica: il Blockhaus.
Giro d’Italia: ecco il percorso tra cronometro, salite e un finale da brividi
Il Giro 2026 è disegnato per corridori completi. Non basterà andare forte in salita, non basterà difendersi a cronometro, non basterà aspettare l’ultima settimana. La corsa presenta un equilibrio tra tappe per velocisti, frazioni mosse, giornate di montagna e una cronometro individuale lunga oltre 40 chilometri tra Viareggio e Massa, destinata a scavare distacchi pesanti.
Il primo spartiacque arriverà già alla settima tappa, con la Formia-Blockhaus. Sarà il primo vero arrivo in salita, su una montagna che nella storia del Giro ha spesso selezionato senza pietà. Prima ancora, la tappa di Potenza potrà già creare tensione tra chi punta alla classifica. La seconda settimana ruoterà intorno alla cronometro toscana. Lì gli specialisti contro il tempo potranno provare a ribaltare il Giro, mentre gli scalatori puri dovranno limitare i danni. Subito dopo, il Nord-Ovest porterà il gruppo verso Aosta e Pila, altro passaggio chiave prima del terzo blocco di corsa.
La terza settimana sarà quella della verità. Bellinzona-Carì in Svizzera, Cassano d’Adda-Andalo, il tappone dolomitico Feltre-Alleghe con il Passo Giau indicato come Cima Coppi, e infine Gemona del Friuli-Piancavallo alla vigilia della passerella romana. Saranno queste giornate, più di ogni altra, a decidere chi potrà indossare la maglia rosa al Circo Massimo.
Giro d’Italia 2026: Vingegaard contro tutti, l’Italia sogna Pellizzari
Il nome che domina la vigilia è Jonas Vingegaard. Il danese della Visma-Lease a Bike debutta al Giro d’Italia con il ruolo di favorito principale e con un obiettivo enorme: aggiungere la Corsa Rosa a Tour de France e Vuelta di Spagna, entrando nel gruppo ristretto dei corridori capaci di vincere tutti e tre i Grandi Giri.
L’assenza di Tadej Pogacar e Remco Evenepoel sposta inevitabilmente il peso del pronostico su Vingegaard. Il danese arriva con credenziali altissime e con una squadra attrezzata anche grazie alla presenza di Sepp Kuss. Ma il Giro, per tradizione, raramente si concede al favorito senza resistenza.
La speranza italiana si chiama Giulio Pellizzari. Il giovane azzurro viene indicato come il principale rivale del danese e arriva con l’attenzione crescente di chi ha già mostrato di poter reggere il confronto nelle giornate più dure. La Red Bull-Bora-Hansgrohe potrà contare anche su Jai Hindley, vincitore del Giro 2022, e su Aleksandr Vlasov, mentre la UAE Team Emirates XRG porterà al via Adam Yates, Jay Vine e Jan Christen.
Tra gli altri uomini da seguire ci sono Egan Bernal, Thymen Arensman, Felix Gall, Derek Gee, Ben O’Connor, Enric Mas, Damiano Caruso e Giulio Ciccone. Quest’ultimo può diventare protagonista nelle tappe di montagna e nella corsa alla maglia azzurra. Per le volate, invece, l’Italia punta forte su Jonathan Milan, atteso tra i grandi protagonisti degli sprint insieme a rivali come Kaden Groves, Dylan Groenewegen, Paul Magnier, Arnaud De Lie e Pascal Ackermann. Nella cronometro, il riferimento resta Filippo Ganna, nome pesantissimo per la prova tra Viareggio e Massa.
Giro d’Italia 2026, 23 squadre, 184 corridori: in palio oltre 1,5 milioni di euro
Al via ci saranno 23 squadre da otto corridori ciascuna, per un totale di 184 atleti. Partecipano le 18 formazioni WorldTour, i due migliori team Professional del ranking 2025 e tre wild card assegnate dagli organizzatori. Tra queste ultime figurano due squadre italiane: Bardiani Csf 7 Saber e Team Polti VisitMalta, insieme alla francese Unibet Rose Rockets.
Il montepremi complessivo supera il milione e mezzo di euro. Il vincitore della classifica generale riceverà 265.668 euro tra premio base e bonus speciale, cifra che di norma viene poi condivisa con squadra e staff. Il secondo classificato porterà a casa 133.412 euro, il terzo 68.801 euro. Ogni vittoria di tappa vale 11.010 euro, mentre chi indossa la maglia rosa riceve un bonus giornaliero di 2.000 euro.
Ci sono poi i premi legati alle classifiche secondarie. La maglia ciclamino, la maglia azzurra dei Gran Premi della Montagna e la maglia bianca dei giovani assegnano bonus giornalieri e premi finali. Il Giro ricompensa anche gli sprint intermedi, i chilometri in fuga e il corridore più combattivo, confermando una struttura economica che premia non solo chi vince, ma anche chi anima la corsa.
Dove seguire il Giro d’Italia 2026
La copertura televisiva sarà ampia. Il Giro sarà visibile in chiaro sulla Rai e in streaming su RaiPlay, con Rai Sport HD e Rai 2 come canali di riferimento per rubriche, dirette e arrivi. Eurosport garantirà invece la diretta integrale per gli abbonati alle piattaforme disponibili, dal chilometro zero fino al traguardo.
Roma capitale della Rosa
Per il quarto anno consecutivo, il Giro si chiuderà a Roma. La Capitale sarà ancora il palcoscenico finale della corsa, con il fascino del Circo Massimo a fare da cornice all’ultima maglia rosa. Il confronto con la chiusura del Tour de France sui Campi Elisi è inevitabile. Roma, per il Giro, è diventata una casa riconoscibile, un fondale capace di esportare nel mondo l’immagine più potente della corsa. Prima di arrivarci, però, serviranno gambe, nervi e resistenza.
Tutte le tappe del Giro d’Italia 2026
- Venerdì 8 maggio, Nessebar-Burgas, 156 km, pianura
- Sabato 9 maggio, Burgas-Veliko Tarnovo, 220 km, collinare
- Domenica 10 maggio, Plovdiv-Sofia, 174 km, collinare
- Martedì 12 maggio, Catanzaro-Cosenza, 144 km, collinare
- Mercoledì 13 maggio, Praia a Mare-Potenza, 204 km, montagna
- Giovedì 14 maggio, Paestum-Napoli, 161 km, pianura
- Venerdì 15 maggio, Formia-Blockhaus, 246 km, montagna
- Sabato 16 maggio, Chieti-Fermo, 156 km, collinare
- Domenica 17 maggio, Cervia-Corno alle Scale, 184 km, montagna
- Martedì 19 maggio, Viareggio-Massa, 40,2 km, cronometro
- Mercoledì 20 maggio, Porcari-Chiavari, 178 km, collinare
- Giovedì 21 maggio, Imperia-Novi Ligure, 177 km, collinare
- Venerdì 22 maggio, Alessandria-Verbania, 186 km, collinare
- Sabato 23 maggio, Aosta-Pila, 133 km, montagna
- Domenica 24 maggio, Voghera-Milano, 136 km, pianura
- Martedì 26 maggio, Bellinzona-Carì, 113 km, montagna
- Mercoledì 27 maggio, Cassano d’Adda-Andalo, 200 km, montagna
- Giovedì 28 maggio, Fai della Paganella-Pieve di Soligo, 167 km, collinare
- Venerdì 29 maggio, Feltre-Alleghe, Piani di Pezzè, 151 km, montagna
- Sabato 30 maggio, Gemona del Friuli-Piancavallo, 199 km, montagna
- Domenica 31 maggio, Roma-Roma, 131 km, pianura
