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Giacarta in Indonesia è la città più popolosa del mondo ma sta sprofondando: ecco cosa sta succedendo

42 milioni di abitanti e una crescita record nell’Asia urbana, ma un primato minacciato da inondazioni e subsidenza: Giacarta sprofonda mentre l’Indonesia prepara la nuova capitale. Ecco la top 10 delle megalopoli 2025 secondo l’Onu

Giacarta in Indonesia è la città più popolosa del mondo ma sta sprofondando: ecco cosa sta succedendo

Con quasi 42 milioni di abitanti, Giacarta, capitale dell’Indonesia, è oggi la città più popolosa del pianeta. A certificare il sorpasso su Tokyo è l’ultimo World Urbanization Prospects 2025 del Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, che consacra un passaggio storico: per la prima volta una metropoli del Sud-est asiatico supera in modo strutturale le grandi capitali industrializzate.

Ma il dato va oltre l’aritmetica demografica. Racconta una trasformazione profonda che riguarda l’Asia, la nuova geografia economica globale e le modalità con cui le città del XXI secolo crescono, si espandono e, in alcuni casi, iniziano a collassare. E proprio qui emerge il grande punto interrogativo: quanto potrà durare questo primato, se la città che lo detiene sta lentamente sprofondando sotto il proprio peso?

Perché Giacarta è diventata la numero uno

La leadership di Giacarta è il prodotto di una crescita continua e accelerata. Dal 2000 l’area urbana ha registrato un aumento medio della popolazione vicino al 2% annuo, alimentato soprattutto dalla migrazione interna. Milioni di indonesiani si spostano verso la capitale attratti da lavoro, reddito e servizi, in un Paese che supera i 270 milioni di abitanti.

A rendere Giacarta un polo magnetico è anche il suo peso economico. L’area metropolitana genera quasi un quinto del Pil nazionale (il 20% circa), concentrando banche, commercio, finanza, industria manifatturiera, elettronica, automotive, chimica e biomedicina. Un magnete che attrae forza lavoro da tutto l’arcipelago indonesiano, uno dei Paesi più popolosi del mondo. A differenza di altre metropoli mature, però, la crescita non è stata accompagnata da una pianificazione urbana adeguata. La città si è estesa per accumulo, inglobando periferie, sobborghi e comunità informali che oggi risultano pienamente interconnesse con il centro.

Il salto di Giacarta in cima alla graduatoria mondiale è legato anche a un cambio metodologico introdotto dall’Onu. In passato le classifiche si basavano soprattutto su statistiche nazionali, spesso disomogenee. Il nuovo approccio utilizza criteri coerenti per definire città, aree urbane e zone rurali, includendo comunità densamente popolate precedentemente escluse. Nel caso di Giacarta, questo ha significato contabilizzare decine di milioni di persone che vivono nei distretti satelliti e nei grandi insediamenti informali, i cosiddetti kampung, spesso invisibili alle statistiche ufficiali ma essenziali al funzionamento economico della metropoli.

La classifica delle 10 città più popolose del mondo

Il primato di Giacarta si inserisce in un quadro globale chiaro. Oggi circa il 45% della popolazione mondiale vive in aree urbane: oltre 3,7 miliardi di persone. Nel 1950 erano appena il 20%. Le megalopoli, città o agglomerati con più di 10 milioni di abitanti, sono diventate 33 nel 2025, contro le 8 del 1975.

Secondo i dati Onu 2025, le dieci città più popolose del pianeta sono:

  • Giacarta – 42 milioni
  • Dhaka – tra 36 e 40 milioni
  • Tokyo – 33 milioni
  • Shanghai – oltre 29 milioni
  • Delhi – circa 28 milioni
  • Guangzhou – poco sotto i 27 milioni
  • Il Cairo – 23 milioni
  • Mumbai – oltre 22 milioni
  • Pechino – 21 milioni
  • Manila – 20 milioni

Subito dietro Giacarta si collocano Dhaka, destinata secondo le proiezioni a diventare la città più popolosa del mondo entro il 2050, e Tokyo, che continua invece a perdere abitanti per effetto dell’invecchiamento demografico. Un ribaltamento che racconta due traiettorie opposte: espansione accelerata nei Paesi emergenti, contrazione nelle economie mature.

Nove megalopoli su dieci si trovano in Asia, Il Cairo è l’unica eccezione extra-asiatica. È un dato che conferma come il baricentro demografico globale si sia ormai spostato stabilmente verso i Paesi emergenti.

E l’Italia? Fuori dalla mappa delle megalopoli

Nella classifica 2025 non compare alcuna città italiana. La più popolosa resta Roma, con circa 2,75 milioni di abitanti, un ordine di grandezza ormai distante dalle dinamiche delle grandi megalopoli asiatiche.

Eppure non è sempre stato così. Nel 1975 Napoli, Milano e Roma figuravano tra le prime cento città più popolose del mondo. Il 2000 è stato l’ultimo anno in cui una città italiana, Napoli, compariva in quella graduatoria. Da allora il declino demografico e la stagnazione urbana hanno progressivamente allontanato l’Italia dalle grandi classifiche globali.

Giacarta, una metropoli fragile tra inondazioni, traffico e inquinamento

Dietro i numeri record di Giacarta, però, si nasconde una realtà urbana estremamente vulnerabile. Giacarta sorge a un’altitudine media di circa 11 metri sul livello del mare ed è colpita ogni anno da stagioni di piogge torrenziali che provocano allagamenti estesi, soprattutto nella zona nord affacciata sul Mar di Giava.

La crescita disordinata ha congestionato il traffico, sovraccaricato il sistema fognario e aggravato l’inquinamento atmosferico. Milioni di persone vivono in quartieri ad alta densità privi di servizi essenziali come acqua potabile, elettricità stabile e sistemi di smaltimento dei rifiuti. La pressione sulle infrastrutture è costante e crescente.

Giacarta una città che sprofonda

Il problema più grave è però invisibile a occhio nudo. Giacarta sta sprofondando. In alcune aree il terreno scende fino a 30 centimetri l’anno, uno dei tassi di subsidenza più elevati al mondo. La causa principale è l’estrazione incontrollata di acqua dalle falde sotterranee. Solo una parte della popolazione è collegata alla rete idrica ufficiale mentre il resto si approvvigiona scavando pozzi illegali. Questo svuota il sottosuolo, accelera la compattazione dei terreni sabbiosi e argillosi e rende la città sempre più instabile.

Il cambiamento climatico aggrava ulteriormente la situazione. L’innalzamento del livello del mare e le piogge sempre più imprevedibili aumentano il rischio di inondazioni permanenti. Le stime citate nei rapporti Onu indicano che entro il 2050 fino a un terzo della città potrebbe finire sott’acqua.

Fuga dalla capitale: il progetto Nusantara

Davanti a una crisi considerata irreversibile, l’Indonesia ha scelto una strada drastica: trasferire la capitale amministrativa lontano da Giacarta. E così che nasce Nusantara, una città di nuova fondazione che sta prendendo forma nel Kalimantan orientale, sull’isola del Borneo, a oltre 1.200 chilometri dall’attuale capitale.

Pensata come una capitale verde, sostenibile e a basse emissioni, Nusantara dovrebbe alleggerire la pressione demografica e infrastrutturale su Giacarta e assicurare stabilità istituzionale nel lungo periodo. Ma tra ambizioni e realtà il percorso non è semplice. I costi del progetto sono elevati, la partecipazione degli investitori privati procede più lentamente del previsto e non mancano criticità ambientali, legate soprattutto all’impatto sulla foresta tropicale.

Il trasferimento della Capitale è stato approvato ufficialmente nel 2022, quando i cantieri erano già aperti. Una prima inaugurazione simbolica si è tenuta nel 2024 in una città ancora incompleta, con gran parte delle infrastrutture in costruzione. Secondo le stime governative, i lavori non saranno conclusi prima del 2045.

La nuova capitale si estende su circa 2.650 chilometri quadrati e, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrà diventare un polo di innovazione e sostenibilità.

Giacarta, il grande paradosso urbano

Giacarta oggi incarna il paradosso dell’urbanizzazione globale. È la città più popolosa del pianeta, ma anche una delle più esposte, vulnerabili, instabili. Si espande senza sosta mentre il suolo cede sotto il suo peso; richiama milioni di persone in cerca di opportunità mentre, letteralmente, scivola verso il basso.

La capitale dell’Indonesia racconta bene cosa succede quando la crescita delle città corre più veloce della pianificazione, quando le infrastrutture inseguono l’emergenza e l’ambiente presenta il conto. Il destino delle future megalopoli non si decide solo nei numeri, ma nella loro capacità di restare vivibili, resilienti e socialmente sostenibili. Perché una città può anche diventare la più grande del mondo, ma senza equilibrio rischia di non reggere il proprio successo.

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