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F1, Antonelli vince il GP di Cina: primo italiano dopo 20 anni, Ferrari sul podio con Hamilton

Il diciannovenne Andrea Kimi Antonelli trionfa nel GP di Cina e riporta l’Italia alla vittoria in F1 dopo 20 anni da Fisichella. Weekend perfetto con pole, vittoria e giro veloce. Gioia anche per Hamilton, terzo al primo podio con la Ferrari

F1, Antonelli vince il GP di Cina: primo italiano dopo 20 anni, Ferrari sul podio con Hamilton

19 marzo 2006 – 15 marzo 2026. Vent’anni esatti sono passati prima che un pilota italiano tornasse a vincere un Gran Premio di Formula 1. A interrompere l’attesa è stato Andrea Kimi Antonelli, il talento bolognese della Mercedes che ha conquistato il GP di Cina riportando il tricolore sul gradino più alto del podio.

L’ultimo successo italiano risaliva infatti al 19 marzo 2006, quando Giancarlo Fisichella vinse il Gran Premio della Malesia. Antonelli, all’epoca, non era ancora nato. È stata una giornata da record per il bolognese nato il 25 agosto 2006. Antonelli – il cui secondo nome non è un omaggio all’ultimo ex campione Ferrari Kimi Räikkönen – a soli 19 anni è diventato il secondo vincitore più giovane nella storia della Formula 1, dietro soltanto al cannibale Max Verstappen. Ma non solo.

Il suo è stato un weekend perfetto: pole position record il sabato, vittoria la domenica e anche il giro veloce in gara. Un’impresa che un pilota italiano non realizzava dal 1953, quando Alberto Ascari riuscì nella stessa combinazione nel Gran Premio di Gran Bretagna. Alla bandiera a scacchi il giovane pilota della Mercedes non è riuscito a trattenere l’emozione e si è lasciato andare alle lacrime. “Sono molto felice, volevo riportare l’Italia al vertice e ci sono riuscito“.

Antonelli ha tagliato il traguardo davanti al compagno di squadra George Russell, completando la doppietta Mercedes, e davanti al ferrarista Lewis Hamilton, terzo al traguardo e al suo primo podio ufficiale con la Ferrari in una gara lunga (lo scorso anno aveva vinto la Sprint proprio in Cina). Il britannico ha conquistato il terzo posto al termine di uno splendido duello con l’altro ferrarista Charles Leclerc. Fuori invece i protagonisti del mondiale 2025: Max Verstappen si è ritirato, mentre le McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri non sono nemmeno riuscite a prendere il via.

La scommessa di Wolff e il simbolo di una nuova generazione

Il trionfo di Shanghai ha rappresentato anche la vittoria di una scommessa. Toto Wolff aveva creduto in Antonelli fin dalle categorie giovanili, proteggendolo e accompagnandolo nel percorso che lo ha portato fino al sedile Mercedes lasciato libero da Lewis Hamilton.

Per il team principal austriaco la giornata ha avuto anche un valore simbolico. Guardando la top tre della gara – Antonelli, Russell e Hamilton – Wolff ha raccontato di aver pensato per un attimo a una “impossibile tripletta Mercedes”, dimenticando per un momento il passaggio del sette volte campione del mondo alla Ferrari.

Curiosità. Sul podio di Shanghai è tornato a risuonare l’inno di Mameli insieme a quello tedesco, ma con un significato opposto rispetto all’epoca di Michael Schumacher e della Ferrari: questa volta è stata la Mercedes a portare un italiano alla vittoria.

Ferrari in crescita: Hamilton sul podio

Se la Mercedes ha continuato a mostrarsi dominante, la Ferrari si è confermata come seconda forza in pista. E a Maranello è arrivato finalmente anche il sorriso per Lewis Hamilton.

Il britannico ha dovuto lottare a lungo con Charles Leclerc in uno dei duelli più spettacolari della gara. I due ferraristi si sono scambiati più volte le posizioni tra sorpassi e controsorpassi, arrivando anche a sfiorarsi in pista, prima che Hamilton riuscisse a prevalere e assicurarsi il gradino più basso del podio.

“È stato incredibile: eravamo ruota a ruota, una delle gare più belle di sempre come battaglia”, ha raccontato il sette volte campione del mondo, congratulandosi anche con Antonelli per la vittoria. b ha chiuso quarto dopo una gara combattuta, mentre il team principal Frederic Vasseur ha riconosciuto la superiorità delle Mercedes in questa fase: “C’è da lavorare, perché loro sono avanti”.

Se le prime due forze del campionato appaiono ormai ben definite, alle loro spalle regna ancora molta incertezza. La Red Bull ha vissuto un fine settimana complicato, con Max Verstappen costretto al ritiro nelle fasi finali quando occupava la sesta posizione e sempre più insofferente alle nuove monoposto ibride, divise tra componente termica e parte elettrica.

Clamorosa invece la non partenza delle McLaren: le vetture di Lando Norris e Oscar Piastri non sono riuscite nemmeno a prendere il via a causa di problemi meccanici ed elettrici. Per la scuderia di Woking si tratta soltanto della seconda volta nella storia che entrambe le monoposto non prendono il via di un Gran Premio: il precedente risale al contestato GP degli Stati Uniti del 2005, segnato dalla crisi dei pneumatici Michelin.

Alle spalle dei primi quattro, quindi, si intravede soprattutto la crescita di una nuova generazione di piloti. Il quinto posto è andato a Oliver Bearman con la Haas motorizzata Ferrari, seguito dal coriaceo Pierre Gasly che ha riportato nelle zone alte l’Alpine guidata da Flavio Briatore. A punti anche Liam Lawson, Isack Hadjar – che ha salvato l’onore della Red Bull – Carlos Sainz e Franco Colapinto.

F1, cancellati due Gran Premi per le tensioni in Medio Oriente

Intanto è arrivata anche un’importante decisione sul calendario della stagione. Dopo la gara di Shanghai il Mondiale ripartirà tra due settimane con il Gran Premio del Giappone, ma il programma subirà una pausa più lunga del previsto.

La FIA ha infatti ufficializzato la cancellazione dei Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita previsti ad aprile a causa delle tensioni in Medio Oriente. Le due gare non verranno sostituite, lasciando così un vuoto nel calendario prima della ripresa del campionato.

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